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Due fratelli trentenni lanciano un marchio italiano di orologi in Veneto e competono con i big del settore

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di Dott. Marco Castagna pubblicato il
Veneto con fatturati record

Dal Veneto alla ribalta internazionale: i fratelli Morelli hanno trasformato passione, identità veneziana e innovazione tecnica in un marchio d’orologi indipendente dai fatturati record.

Alberto e Alessandro Morelli hanno trasformato un progetto nato nel 2017 durante gli anni universitari in un'azienda veneta che nel 2025 ha superato 15 milioni di euro di fatturato. Venezianico, con sede a San Donà di Piave, produce circa 30.000 orologi l'anno, li distribuisce in 100 Paesi attraverso circa 250 concessionari e mantiene nell'e-commerce il suo principale canale di vendita, con una quota superiore al 70% dei ricavi. È una traiettoria che mostra come un marchio indipendente possa conquistare clienti internazionali anche senza la storia secolare delle grandi maison.

Il risultato nasce dalla combinazione di più fattori: un'identità veneziana riconoscibile, la vendita diretta, una community formata prima dell'arrivo della rete fisica e un'offerta collocata tra l'accessorio di design e l'orologeria meccanica di fascia più alta. Il modello non replica quello dei gruppi del lusso. E, con l'aumento dei volumi e delle aspettative, espone l'azienda a problemi nuovi.

Dalla passione dei fratelli Morelli ai primi risultati

La storia comincia quando Alberto Morelli, amministratore delegato, e il fratello Alessandro erano ancora studenti. La loro passione per gli orologi prese allora una forma imprenditoriale. Nel 2017 i due scelsero il crowdfunding, una raccolta di capitali rivolta direttamente a una comunità di sostenitori, per finanziare il progetto.

La campagna, condotta su una piattaforma statunitense, durò circa un anno e mezzo e raccolse intorno agli 800.000 dollari. Una cifra utile per avviare la produzione, certo, ma con un significato che andava oltre la disponibilità finanziaria.

In pratica, la raccolta funzionò anche come una pre-vendita internazionale. Prima di affrontare i costi di una rete di negozi, i Morelli poterono capire se persone lontane dal Veneto fossero disposte a pagare per un marchio ancora sconosciuto. Il mercato arrivò prima dei punti vendita.

I numeri successivi raccontano una crescita rapida:

Anno

Fatturato

Risultato o contesto

2021

2,7 milioni di euro

Utile di 12.000 euro

2023

7,4 milioni di euro

Dato aziendale indicato nel percorso di crescita

2024

10,9 milioni di euro

Utile netto di 2,4 milioni di euro

2025

Oltre 15 milioni di euro

Crescita del 35% sul 2024

Dal 2021 al 2025 i ricavi sono quindi cresciuti di oltre cinque volte. Il salto non riguarda soltanto il conto economico. Venezianico è passata dall'essere una startup sostenuta dalla propria community a una società manifatturiera e commerciale con presenza internazionale. Il team conta circa venti persone: una struttura ancora contenuta rispetto ai volumi raggiunti.

Un marchio italiano costruito prima online

La sequenza è stata l'opposto di quella seguita dalle maison tradizionali. All'inizio ci sono stati il crowdfunding e la community digitale; dopo sono arrivati il negozio online, i concessionari e, per ultimo, uno spazio fisico dedicato. Nel 2025 l'e-commerce generava ancora più del 70% del fatturato. La vendita diretta resta dunque il perno del sistema.

Per un produttore, il canale digitale accorcia la distanza con chi compra. Consente di presentare le collezioni, raccogliere osservazioni e raggiungere molti mercati senza affrontare da subito gli investimenti richiesti da una rete globale di boutique. Il negozio fisico risponde però a un'esigenza concreta: un orologio viene valutato anche per il peso, le finiture e il comfort al polso, elementi che una scheda online restituisce solo in parte.

A San Donà di Piave la sede comprende Palazzo Baradel, un edificio neoclassico restaurato e convertito in atelier. I suoi 500 metri quadrati hanno accolto clienti arrivati da 32 Paesi. Tra i visitatori segnalati figura anche l'ammiraglio statunitense James Foggo, già comandante delle forze NATO a Napoli.

La presenza di un ospite di questo profilo non sostituisce i risultati economici e non basta, da sola, a misurare la forza del marchio. Dice però qualcosa sulla funzione che l'atelier ha assunto: un punto d'incontro per una clientela internazionale, oltre che un luogo in cui vedere e provare gli orologi.

Il rapporto con il pubblico continua sui social. La community Facebook riunisce circa 30.000 possessori e appassionati. Per Venezianico quel gruppo ha avuto funzioni diverse nel tempo: ha sostenuto il finanziamento iniziale, ha fornito indicazioni sui prodotti e ha alimentato il passaparola. Il capitale relazionale ha contribuito a contenere i costi di acquisizione dei primi clienti. Non ha cancellato, però, le spese necessarie per assistenza, logistica e comunicazione.

Venezia come linguaggio di prodotto

La riconoscibilità del marchio passa dal territorio. I nomi delle collezioni evocano luoghi, simboli e tradizioni della laguna: Redentore, Arsenale, Nereide e Bucintoro. L'intenzione non è vendere un souvenir, bensì tradurre la cultura veneziana in forme sobrie, dettagli e materiali associati al contesto italiano.

Il posizionamento viene descritto come lusso accessibile. Indicativamente, i prezzi partono da circa 500 euro e arrivano oltre i 4.000; alcune edizioni limitate hanno toccato quota 4.500 euro. Il Redentore Utopia II, offerto a 4.500 euro, risulta esaurito nelle informazioni disponibili.

Una fascia così ampia consente di rivolgersi a pubblici diversi. Da una parte ci sono persone alla ricerca del primo orologio meccanico di design; dall'altra, collezionisti interessati a una proposta più ricercata. Il prezzo resta solo una parte della decisione.

Per i vari modelli vengono dichiarati materiali e lavorazioni come vetro zaffiro, tungsteno, madreperla e vetro di Murano. Il valore percepito si forma mettendo insieme estetica, resistenza, finiture, meccanica, racconto territoriale e servizio post-vendita. Salendo di prezzo, la reputazione dell'azienda pesa quanto l'oggetto che produce.

Il salto tecnico con un movimento italiano

Nel 2025 Venezianico ha presentato il calibro V5000, un movimento meccanico proprietario progettato dal marchio e realizzato in Italia con OISA. La manifattura, nata nel 1937 e rilanciata in epoca recente, ha collaborato allo sviluppo e alla produzione del calibro, che offre 60 ore di riserva di carica, misura 3,5 millimetri di spessore e ha una precisione dichiarata di più o meno 3 secondi al giorno.

Per Utopia II è stata poi sviluppata l'evoluzione V5001, anch'essa prodotta da OISA su progetto proprietario. La differenza rispetto all'utilizzo di un movimento standard non è marginale. Assemblare un calibro acquistato da un fornitore e progettarne uno proprio sono attività differenti. Nel secondo caso il marchio prova a presidiare una porzione più ampia della catena del valore, accumulando competenze tecniche e proprietà intellettuale.

Le due aziende arrivano da percorsi lontani. OISA è legata alla storia del ritorno della produzione italiana di movimenti meccanici; Venezianico è nata invece come iniziativa digitale rivolta al consumatore. La collaborazione mette così in relazione una competenza industriale storica e un brand giovane, con l'obiettivo comune di dare maggiore sostanza al Made in Italy nell'orologeria.

Un calibro proprietario richiede però investimenti e una macchina organizzativa adeguata. Servono progettazione, controllo della qualità, disponibilità dei componenti, manutenzione e assistenza garantita nel tempo. Il beneficio non consiste soltanto nel messaggio commerciale: un movimento sviluppato dal marchio rende anche meno immediato il confronto con un microbrand che utilizza esclusivamente calibri forniti da terzi.

Perché i clienti scelgono un nome indipendente

Il paragone con Rolex, Cartier o Audemars Piguet non riguarda soltanto la notorietà. Le grandi marche offrono una storia riconosciuta, un'identità consolidata e un mercato secondario strutturato. Venezianico si rivolge a chi cerca un oggetto meno prevedibile, legato a un territorio preciso e, in termini generali, acquistabile a un prezzo più accessibile rispetto alle maison di vertice.

Conta anche il modo in cui viene vissuto l'orologio meccanico. Per i nuovi appassionati il design, la vicenda del marchio e la trasparenza del rapporto con il produttore possono avere un peso pari a quello del logo. Un'azienda indipendente dialoga direttamente con il pubblico e può coinvolgerlo nello sviluppo dei prodotti; una grande organizzazione, per struttura, tende ad avere processi più lontani dal cliente.

La concorrenza arriva però da più direzioni. Un orologio nuovo di un marchio emergente si trova a competere indirettamente anche con modelli usati di case affermate. La decisione finale dipende allora dal gusto, dal budget, dall'interesse per la meccanica e dalla fiducia nella capacità dell'azienda di fornire ricambi e assistenza.




Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...