Ho assaggiato il cioccolato al latte Ferrero, Lindt, Novi, Nestlé e Perugina: la classifica finale con pregi, difetti e consigli per scegliere il migliore.
Chi lavora con il cacao sa che il cioccolato al latte è la categoria più difficile da giudicare. Il fondente si nasconde poco: o il cacao è buono o non lo è. Il latte, invece, ha il potere di mascherare i difetti con lo zucchero e la cremosità. Per questo ho voluto mettere alla prova cinque nomi che gli italiani conoscono a memoria: Ferrero, Lindt, Novi, Nestlé e Perugina.
Ho assaggiato le tavolette una alla volta, a temperatura ambiente e in giorni diversi, con un bicchiere d'acqua e qualche cracker neutro tra un assaggio e l'altro. Ho valutato aroma, snap, scioglievolezza, equilibrio tra dolcezza e cacao e retrogusto. Il risultato mi ha sorpreso, perché il marchio più famoso non è quello che ha vinto.
Prima di passare agli assaggi, un po' di contesto. Per la normativa europea il cioccolato al latte deve contenere almeno il 25% di cacao, ma molte tavolette da supermercato si fermano vicino a quella soglia. Più cacao significa più profondità aromatica e meno dolcezza piatta.
Gli studi di Altroconsumo sulle tavolette da supermercato si sono concentrati soprattutto sul cioccolato fondente. Hanno verificato la percentuale reale di cacao, la presenza di contaminanti come gli oli minerali, il rischio salmonella e il giudizio di una giuria di degustatori. In quella classifica Perugina (Fondente Extra Nero 70%) ha ottenuto 82 punti su 100 e Lindt (Excellence 70%) 80 punti, entrambi con giudizio di qualità ottima. Non sono dati sul latte, ma dicono qualcosa di importante sulla serietà della materia prima di questi due produttori. Altroconsumo ha inoltre ricordato più volte che il prezzo alto non garantisce da solo la qualità.
Ho tenuto conto di questo quadro, ma la classifica che è basata sul mio palato.
Parto dal vincitore. Il cioccolato al latte Lindt ha la migliore texture della prova. Al primo morso lo snap è pulito, poi la tavoletta si scioglie in modo uniforme, senza patina cerosa sul palato. È il segno di una lavorazione lunga, la famosa concaggio, che affina le particelle e arrotonda il gusto.
Il profilo aromatico è quello del latte caramellato e della vaniglia, con una nota di nocciola in sottofondo. La dolcezza c'è, ma è ben distribuita e non stanca. Il retrogusto è lungo e pulito, cosa rara in questa categoria.
Pro: texture superiore, equilibrio, retrogusto persistente.
Contro: il prezzo è tra i più alti del confronto e la dolcezza resta comunque marcata per chi ama il cacao vero.
Al secondo posto, a un soffio, c'è Perugina. Il suo latte ha un carattere più rustico e goloso, con una nota di cacao tostato più evidente rispetto a Lindt. Si sente subito che è un cioccolato pensato per il gusto italiano: meno vellutato, ma più deciso.
Apprezzo la coerenza. Il fondente Perugina è tra i migliori nel test Altroconsumo sulle tavolette da supermercato, e si intuisce che la stessa attenzione alla materia prima è presente anche nel latte. Lo scioglimento è buono, anche se meno setoso di quello del vincitore.
Pro: cacao ben percepibile, sapore riconoscibile, ottimo rapporto qualità prezzo.
Contro: una leggera grana in bocca, soprattutto quando la tavoletta è fredda.
Novi è il cioccolato che rispecchia l'anima piemontese: nocciola, latte, dolcezza avvolgente. Il cioccolato al latte Novi è morbido e cremoso, e ha un profumo che ricorda la pasticceria. Se cerchi un piacere immediato, questo è il tuo cioccolato.
Il limite, per un palato allenato, è che la dolcezza domina sul cacao. Dopo tre quadretti la sensazione è già di saturazione. Non è un difetto assoluto, dipende da cosa cerchi, ma nel confronto diretto perde profondità.
Pro: cremosità, note di nocciola, prezzo accessibile.
Contro: poco cacao in evidenza, tende a stancare.
Qui devo essere onesto. Ferrero è un colosso della pasticceria industriale, ma il suo forte non è la tavoletta di cioccolato al latte in senso classico. Il prodotto più vicino, per gusto e posizionamento, è quello a marchio Kinder, che punta su un profilo molto lattoso e infantile.
L'assaggio è piacevole e riconoscibile, con un sentore di latte in polvere e panna. Ma per chi giudica il cioccolato come tale, la complessità è bassa: manca il cacao, manca la lunghezza al palato. È un dolce, più che un cioccolato da degustazione.
Pro: gusto familiare e rassicurante, ottimo per i più piccoli.
Contro: poca profondità aromatica, dolcezza molto spinta.
Chiude la classifica il cioccolato al latte Nestlé. Non è un cattivo prodotto, tutt'altro: è pulito, regolare e ha una dolcezza contenuta. Ma è anche il più anonimo dei cinque. Il profilo è piatto, con un latte generico e poco cacao, e il retrogusto sparisce in fretta.
Si scioglie bene, ma senza lasciare ricordo. È il classico cioccolato che si mangia senza pensarci, e per questo, in una prova comparativa, finisce ultimo.
Pro: equilibrato, non stucchevole, facile da trovare.
Contro: poco carattere, retrogusto debole.
Ecco il podio del mio assaggio, dal migliore al meno convincente:
Al di là dei marchi, ci sono quattro criteri che uso sempre quando compro una tavoletta:
Il cioccolato più caro è sempre il migliore?
No. Come ricordano anche i test di Altroconsumo, il prezzo non è un indicatore assoluto: contano la materia prima, la lavorazione e la lista ingredienti.
Quanto cacao deve contenere il cioccolato al latte?
La legge europea impone almeno il 25%, ma per un prodotto davvero buono conviene puntare più in alto.
Questo confronto conferma una cosa che ripeto spesso: il nome sulla confezione non basta. Il cioccolato al latte migliore è quello in cui il cacao non si nasconde dietro lo zucchero, e in questa prova Lindt e Perugina hanno dimostrato di saperlo fare. Novi conquista chi cerca coccole e nocciola, mentre Ferrero e Nestlé restano scelte comode ma meno interessanti per chi ama davvero il cioccolato.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...