La Rossana, storica caramella della nonna, prova a lasciarsi alle spalle il declino con nuovi gusti e prodotti. Prezzi, reperibilità e un assaggio dell’Originale rivelano se il rilancio convince davvero.
La Rossana è nata nel 1926 nelle officine Perugina e nel 2016 è passata da Nestlé alla piemontese Fida, che ha trasferito la produzione a Castagnole delle Lanze e ha riportato il marchio sugli scaffali con una strategia più ampia. All’assaggio, la versione originale mantiene il guscio duro, l’incarto rosso e il ripieno morbido a base di latte, nocciole e mandorle. Oggi, però, la caramella non viaggia più da sola: alla ricetta storica si sono affiancati i gusti cioccolato, pistacchio, cocco, gianduia e caramello salato, oltre alle creme spalmabili.
Il nome Rossana viene dalla protagonista femminile di Cyrano de Bergerac. Fu scelto per una caramella destinata a diventare uno dei simboli della tradizione dolciaria italiana, un prodotto riconoscibile già prima dell’assaggio. La ricetta storica si basa sul contrasto tra il rivestimento croccante e il centro cremoso. Dentro ci sono zucchero, sciroppo di glucosio, latte concentrato, grassi vegetali, latte in polvere, burro, nocciole, mandorle e armelline.
La confezione più comune dell’Originale è oggi una busta da 175 grammi, rilevazione 2026. La caramella è senza glutine e contiene latte e frutta a guscio; in etichetta è indicato che può contenere soia e altra frutta a guscio. Per 100 grammi, la tabella nutrizionale riporta 429 chilocalorie, 86 grammi di carboidrati, 82 grammi di zuccheri, 7,9 grammi di grassi e 5,1 grammi di grassi saturi. Sono dati riportati sull’etichetta nel 2026.
La confezione si apre e il richiamo alla Rossana di un tempo è immediato. Ogni caramella è avvolta nel caratteristico involucro rosso, con la scritta dorata. La busta è pensata per il consumo domestico e per il tradizionale piattino da salotto. Per bar, ristorazione e vendita sfusa esistono anche il sacco da 1 chilogrammo e il barattolo da 1,6 chilogrammi, formati indicati dall’azienda nel 2024.
La fase più delicata è arrivata nella seconda metà degli anni 2010. Nestlé ha ceduto a Fida il marchio Rossana insieme ad altri prodotti appartenuti allo storico perimetro Perugina. L’operazione, conclusa nel 2016, ha fatto temere che una caramella legata soprattutto alla memoria degli adulti potesse perdere spazio davanti a un mercato degli snack sempre più affollato, dove trovavano posto cioccolatini, barrette e prodotti monoporzione.
Fida non ha abbandonato il marchio. L’azienda dolciaria, fondata nel 1973 e specializzata nella produzione di caramelle, ha conservato la ricetta dell’Originale e ha lavorato su distribuzione, comunicazione ed estensione dell’offerta. Nel 2017 indicava Rossana come la caramella più venduta nel mercato italiano delle caramelle familiari, dopo una campagna televisiva dedicata al rilancio.
Per i numeri economici, il dato più dettagliato disponibile risale al 2015. Fida dichiarava allora un fatturato di circa 15 milioni di euro e una quota del 3,5% nel mercato italiano delle caramelle familiari, che in quel momento valeva intorno a 305 milioni di euro. È l’ultima rilevazione di questo tipo reperibile con un perimetro chiaro. Non va quindi letta come una fotografia del mercato nel 2026.
La scelta societaria del 2026 aggiunge un segnale più recente. Fida S.p.A. ha assunto il nome Rossana Company S.p.A., legando in modo diretto l’identità dell’azienda al marchio più noto del gruppo proprio nell’anno del centenario. Il cambio di nome, da solo, non dimostra un aumento delle vendite. Dice però quanto peso strategico Fida attribuisca alla caramella e alla sua riconoscibilità internazionale.
Il prezzo dipende dal gusto, dal formato, dalla catena di vendita e dalle promozioni. Il produttore non ha comunicato pubblicamente un unico prezzo consigliato valido per tutti i canali. Le rilevazioni effettuate tra supermercati online e volantini collocano le buste più comuni in una fascia abbastanza compatta:
| Prodotto e formato | Prezzo osservato | Canale e anno |
| Rossana Originale, 175 g | 1,89 euro | Supermercato online, 2026 |
| Rossana Originale, 175 g | 1,75 euro | Volantino della grande distribuzione, 2025 |
| Rossana Caramello Salato, 150 g | 1,65 euro in promozione | Volantino regionale, 2025 |
| Rossana Pistacchio, 150 g | 1,99 euro | Volantino della grande distribuzione, 2026 |
| Rossana assortite, 175 g | 1,89 euro | Volantino supermercato, 2025 |
| Crema spalmabile Rossana, 200 g | 2,99 euro | Rivenditore online, 2025 |
Nel 2026 il prezzo al chilo dell’Originale rilevato era di 10,80 euro. Nello stesso anno la versione al pistacchio arrivava a circa 13,27 euro al chilo. Il caramello salato, acquistato in offerta, scendeva invece a 11 euro al chilo nel 2025. La differenza è legata soprattutto alla grammatura più bassa delle varianti e al loro posizionamento più recente.
Nei supermercati l’Originale è la presenza più stabile e viene collocata di frequente nel reparto delle caramelle familiari. I gusti nuovi compaiono con maggiore frequenza durante le campagne promozionali, nei periodi festivi e negli assortimenti stagionali. Sul web la disponibilità è più ampia, anche se il costo finale può salire per le spese di consegna oppure quando si acquistano confezioni multiple.
La mia prima impressione è quella di una caramella molto dolce. La superficie è compatta e bisogna aspettare prima di raggiungere il ripieno. Il guscio non si comporta come quello friabile di una pralina: si scioglie lentamente, lasciando affiorare una crema densa, lattiginosa e dominata dalla frutta secca.
La dolcezza arriva netta, senza deviazioni acide o amare. La nocciola si sente soprattutto nel finale; mandorla e latte rendono il centro più rotondo. Qui sta il tratto che distingue davvero la Rossana: all’inizio è dura, poi diventa morbida. La transizione manca nelle comuni caramelle dure alla frutta o alla menta.
Il risultato corrisponde al ricordo della caramella da salotto. Non è un prodotto leggero e il suo profilo nutrizionale ha poco di contemporaneo: contiene 82 grammi di zuccheri per 100 grammi, secondo il dato del 2026. Va quindi considerata una caramella da consumo occasionale, non un sostituto dello snack quotidiano.
Le varianti conservano il formato e il meccanismo del ripieno, mentre intervengono soprattutto sul carattere aromatico. La struttura rimane familiare; quello che cambia è la sensazione in bocca e la direzione del gusto. Basta passare da una confezione all’altra per accorgersene.
Il rilancio ha interessato anche prodotti destinati a momenti diversi della giornata. Il marchio è entrato così nella colazione, nella merenda e nella preparazione dei dolci, oltre a rimanere legato alle buste di caramelle.
L’Originale da 175 grammi è la scelta più adatta per chi vuole ritrovare il gusto storico: tra il 2025 e il 2026 il prezzo osservato è rimasto generalmente sotto i 2 euro, anche se può cambiare in base al punto vendita e alle promozioni.
Chi preferisce un gusto più intenso può orientarsi su cioccolato o gianduia; il pistacchio e il cocco modificano maggiormente il profilo aromatico, mentre il caramello salato introduce un contrasto dolce-sapido più deciso. In ogni caso, tutte le varianti mantengono il guscio duro caratteristico.
Le creme spalmabili ampliano l’uso del marchio alla colazione e alla merenda, ma non riproducono l’esperienza dell’Originale: manca la rottura iniziale del guscio e il gusto risulta più uniforme. Per questo la caramella resta il prodotto più rappresentativo, mentre le creme sono un’estensione pensata per occasioni diverse.
La Rossana conserva così i suoi elementi distintivi e aggiorna l’offerta senza rinunciare alla ricetta storica. È una caramella molto zuccherina, da consumare occasionalmente, con una gamma abbastanza ampia da rivolgersi sia a chi cerca il sapore tradizionale sia a chi preferisce interpretazioni più moderne.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...