Lo stress da rientro dalle ferie si manifesta quando il nostro organismo, abituato ai ritmi rilassati delle vacanze, deve tornare improvvisamente a orari rigidi, responsabilità e impegni lavorativi: come gestire al meglio il ritorno senza accusare particolari problemi e ansie
Settembre porta con sé la fine delle ferie estive e, per milioni di lavoratori italiani, l'inizio di un periodo delicato: il rientro al lavoro. Non è un caso che si parli sempre più spesso di sindrome da rientro, un insieme di sintomi che vanno dall'irritabilità alla difficoltà di concentrazione, passando per stanchezza, ansia e persino disturbi del sonno. Secondo diverse indagini condotte negli ultimi anni, una parte significativa della popolazione lavorativa dichiara di soffrire, in misura più o meno intensa, di questo disagio nei primi giorni successivi alle vacanze.
La buona notizia è che lo stress da rientro non è una condizione ineluttabile. Con alcuni accorgimenti pratici, applicabili fin dal primo giorno di lavoro, è possibile ridurre in modo concreto il disagio e ritrovare rapidamente il proprio equilibrio, senza dover aspettare settimane per sentirsi di nuovo produttivi e sereni.
Lo stress da rientro dalle ferie è un fenomeno psicofisico che si manifesta quando il nostro organismo, abituato ai ritmi rilassati delle vacanze, deve tornare improvvisamente a orari rigidi, responsabilità e impegni lavorativi. Il cambiamento repentino di ritmo, unito alla nostalgia per la libertà delle ferie, genera un vero e proprio shock adattivo.
Tra i sintomi più comuni troviamo:
Gli esperti di psicologia del lavoro sono concordi nell'affermare che il modo in cui si affrontano i primi giorni di rientro condiziona l'intero periodo di riadattamento. Un approccio sbagliato, fatto di sovraccarico immediato di impegni e aspettative troppo alte verso se stessi, rischia di prolungare il disagio anche per settimane. Al contrario, una gestione consapevole e graduale del rientro permette di ridurre drasticamente i tempi di adattamento, in molti casi limitandoli a pochi giorni.
Per evitare di tornare a lavoro dalle vacanze già stanchi di nuovo e stressati, con il rischio di rende e meno, diventa fondamentale conoscere alcune semplici strategie da mettere in pratica fin da subito.
Uno degli errori più frequenti è tornare dalle vacanze e presentarsi in ufficio il giorno immediatamente successivo. Questo comportamento non lascia spazio al corpo e alla mente per riadattarsi gradualmente ai nuovi ritmi.
Il consiglio degli esperti è quello di prevedere almeno uno o due giorni cuscinetto tra il rientro dal viaggio e la prima giornata lavorativa. Questo tempo può essere utilizzato per:
Durante le vacanze è naturale modificare gli orari abituali, andando a dormire più tardi e svegliandosi con calma. Questo cambiamento, se non gestito correttamente, può trasformarsi in una delle principali cause di stanchezza nei primi giorni di lavoro.
Per evitare subito di accumulare stress sul lavoro, è consigliabile iniziare a riadattare gli orari di sonno già qualche giorno prima del rientro effettivo, anticipando gradualmente l'orario della sveglia. Un buon riposo notturno, di almeno sette otto ore, rappresenta la base su cui costruire l'energia necessaria per affrontare la ripresa delle attività lavorative.
Un altro accorgimento fondamentale riguarda la gestione del carico di lavoro nei primi giorni. È comprensibile il desiderio di recuperare rapidamente il tempo perso o di dimostrare produttività fin da subito, ma questo atteggiamento rischia di alimentare ulteriormente lo stress.
Gli specialisti consigliano di:
Le ferie estive spesso portano con sé abitudini positive: più tempo all'aria aperta, pasti più regolari, attività fisica, momenti di relax. Tornare al lavoro non significa necessariamente abbandonare tutto questo.
Alcuni piccoli gesti possono fare una grande differenza:
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l'alimentazione. Dopo settimane di pasti più liberi, magari in compagnia e senza troppi vincoli di orario, tornare a una routine alimentare equilibrata aiuta concretamente a ritrovare energia e lucidità mentale.
È utile privilegiare cibi leggeri e nutrienti, evitare gli eccessi di caffeina come rimedio last minute contro la stanchezza, e mantenere una corretta idratazione, soprattutto nei giorni ancora caratterizzati da temperature elevate. Anche la qualità della colazione può fare la differenza nell'affrontare con maggiore energia la giornata lavorativa.
Il rientro non deve essere vissuto esclusivamente come un momento di ripresa dei doveri, ma può diventare anche un'occasione per ricostruire il legame con i colleghi. Condividere racconti sulle vacanze, scambiare due parole informali prima di immergersi nei progetti, aiuta a ricreare un clima disteso in ufficio.
Questo aspetto, spesso trascurato, ha un impatto significativo sul benessere psicologico, perché favorisce un senso di appartenenza e riduce la percezione di isolamento che talvolta accompagna il rientro.
Uno strumento utile per contrastare lo stress da rientro consiste nel darsi piccoli obiettivi concreti per la prima settimana di lavoro. Non traguardi ambiziosi o progetti complessi, ma semplici azioni quotidiane che permettano di ritrovare gradualmente fiducia nelle proprie capacità.
Ad esempio, si può decidere di:
Un ulteriore accorgimento suggerito da psicologi ed esperti di benessere lavorativo consiste nel programmare qualcosa di piacevole anche dopo il rientro. Non è necessario aspettare le prossime vacanze per avere un momento a cui guardare con entusiasmo: può trattarsi di una cena con amici, una gita nel fine settimana, un corso che si desidera iniziare o semplicemente una serata dedicata a un hobby.
Avere qualcosa da aspettare aiuta a spezzare la monotonia del rientro e restituisce una sensazione di leggerezza, fondamentale per affrontare con più energia la routine quotidiana.
Nella maggior parte dei casi, i sintomi legati al rientro tendono ad attenuarsi naturalmente nell'arco di una o due settimane, seguendo le semplici strategie descritte finora. Tuttavia, se il disagio persiste a lungo, si intensifica o interferisce in modo significativo con la vita quotidiana, può essere utile confrontarsi con un professionista, come uno psicologo del lavoro, per individuare strategie più mirate.
Riconoscere i propri limiti e chiedere supporto quando necessario non è un segno di debolezza, ma un ulteriore passo verso il benessere personale e professionale.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...