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Il fenomeno delle lauree comprate all'estero e riconosciute in Italia: come funziona il meccanismo e le professioni più a rischio

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Il fenomeno delle lauree e abilitazioni comprate o ottenute con percorsi opachi all'estero non è una novità, ma si è strutturato nel tempo in un mercato parallelo che sfrutta le falle normative italiane ed europee

In Italia esiste un mercato sommerso, ma non troppo, di titoli accademici e abilitativi conseguiti fuori dai confini nazionali, spesso con percorsi accelerati, costi elevati e controlli minimi. Un fenomeno che tocca professioni delicate, aggira anni di studio e, in alcuni casi, sconfina nella truffa vera e propria. Ecco come funziona il meccanismo e chi ne è più colpito.

Il quadro normativo: quando il riconoscimento è legittimo

In Italia il riconoscimento di titoli accademici stranieri è regolato da un impianto normativo articolato. Per i Paesi dell'Unione Europea, il riferimento principale è la Direttiva 2005/36/CE, recepita con il D.Lgs. 206/2007, che disciplina il riconoscimento delle qualifiche professionali tra Stati membri. Per i Paesi extra-UE si applicano norme specifiche, tra cui il DPR 394/1999.

Il principio di fondo è che non esiste un meccanismo automatico di riconoscimento, nemmeno all'interno dell'UE. Ogni titolo viene valutato caso per caso dall'autorità competente, che varia a seconda della professione:

I tempi medi di valutazione si aggirano intorno ai 90-120 giorni, ma possono allungarsi considerevolmente. In alcuni casi il richiedente è tenuto a sostenere misure compensative, un esame attitudinale o un tirocinio aggiuntivo, se il percorso estero presenta lacune rispetto agli standard italiani.

La zona grigia: tra lecito e illecito

Il problema nasce nella zona grigia tra ciò che è formalmente consentito e ciò che è sostanzialmente fraudolento. Esistono almeno tre fenomeni distinti, spesso sovrapposti:

1. Le "diploma mill" letteralmente "fabbriche di diplomi". Sono istituzioni che, in cambio di denaro, rilasciano lauree o certificati con scarsa o nulla attività didattica reale. Il Consiglio d'Europa ha stimato che nel mondo operino oltre 1.300 di questi enti; secondo dati del CIMEA (Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche), oltre 140 di queste realtà avevano collegamenti con il territorio italiano già negli anni Novanta, e il fenomeno non si è mai fermato.

2. I percorsi "low cost" in Paesi UE atenei stranieri regolarmente accreditati nel loro Paese, ma che offrono percorsi accelerati e semplificati a studenti italiani, i quali poi rimpatriano e richiedono il riconoscimento del titolo. Non sempre si tratta di frode in senso stretto, ma spesso la qualità della formazione è incomparabilmente inferiore a quella richiesta in Italia per la stessa professione.

3. Gli enti fantasma con sede "ibrida" strutture che operano fisicamente in Italia ma si presentano come propaggini di atenei stranieri, sfruttando accordi o presunte convenzioni per dare l'apparenza di legalità.

Le professioni più colpite

Il fenomeno non si distribuisce in modo uniforme su tutte le categorie professionali. Alcune risultano sistematicamente più esposte, per ragioni che hanno a che fare con la rigidità del sistema italiano di accesso a quelle carriere.

Insegnamento e del sostegno scolastico

L'abilitazione all'insegnamento in Italia è da anni al centro di un sistema caotico, con percorsi discontinui, concorsi bloccati e decine di migliaia di precari in attesa. In questo vuoto, molti aspiranti docenti si sono rivolti a Paesi UE, soprattutto Romania e Spagna, per conseguire l'abilitazione e poi richiederne il riconoscimento in Italia.

In Romania il percorso abilitante è articolato su due livelli e, una volta ottenuto il riconoscimento italiano, consente l'inserimento diretto nelle graduatorie docenti senza dover affrontare ulteriori prove concorsuali. In Spagna esiste il "Master en Formación de Profesorado de Educación Secundaria", ritenuto dal MIM il percorso straniero più simile a quello italiano.

Questi canali, di per sé legittimi se i percorsi sono effettivamente svolti, si sono però prestati a derive: agenzie di intermediazione hanno proposto certificazioni semplificate, attestazioni linguistiche acquistate, tirocini mai svolti. Il sindacato Gilda degli Insegnanti ha denunciato l'esistenza di un vero e proprio mercato, con abilitazioni e specializzazioni acquistabili all'estero per cifre intorno ai 7.500 euro, senza selezioni in ingresso né esami finali significativi.

Professioni sanitarie

Medici, infermieri, fisioterapisti, odontoiatri: le professioni sanitarie regolamentate sono un altro terreno fertile. La domanda interna è alta, i percorsi italiani sono selettivi, e il riconoscimento di titoli esteri da Paesi UE è in linea di principio previsto dalla normativa europea.

Il caso dei dentisti rumeni è emblematico: negli anni hanno raggiunto l'Italia in numero crescente, spesso con titoli conseguiti in tempi molto brevi rispetto agli standard italiani. Il MUR ha dovuto rivalutare più volte le ore di formazione riconoscibili. Analoga pressione si è verificata con infermieri provenienti da Paesi extra-UE (Filippine, Tunisia, est Europa), dove esistono percorsi formativi non sempre equivalenti a quelli italiani ma che le carenze di organico nel SSN hanno talvolta spinto ad accettare in deroga.

Psicologia e professioni dell'area pedagogica

La psicologia è esplicitamente esclusa dalle procedure semplificate di riconoscimento accademico per i corsi a numero programmato. Ciò non ha impedito la proliferazione di enti che offrono master o specializzazioni estere — non sempre riconoscibili — per aggirare i vincoli italiani sull'accesso all'Albo degli psicologi o a determinate specializzazioni terapeutiche.

Avvocatura e professioni legali

Meno numeroso ma non assente, il fenomeno tocca anche la professione forense. Alcuni praticanti hanno tentato di conseguire l'abilitazione in Paesi europei con standard di accesso meno rigidi per poi richiederne il riconoscimento in Italia. Il Ministero della Giustizia gestisce queste istanze con un'analisi caso per caso, e la procedura media dura circa quattro mesi.

Come si smonta (o si tenta di smontare) il meccanismo

Le difese del sistema sono molteplici, ma mostrano crepe evidenti.

  • Il CIMEA pubblica liste di atenei stranieri non riconosciuti e offre servizi di verifica dei titoli.
  • Il MUR ha presentato esposti alle procure su decine di enti sospetti e nel 2024 ha varato un decreto che impone alle università telematiche regole più stringenti su esami e lezioni.
  • I TAR e il Consiglio di Stato sono chiamati a pronunciarsi sempre più spesso su domande di riconoscimento rigettate, e le sentenze non sono sempre uniformi: in alcuni casi i giudici hanno imposto al Ministero di valutare i titoli caso per caso, anziché rigettarli in blocco.
  • Gli ordini professionali hanno intensificato i controlli sui titoli presentati per l'iscrizione.
Tuttavia i nodi strutturali restano. Finché l'Italia continuerà a produrre colli di bottiglia nell'accesso a professioni regolamentate, test di medicina con decine di migliaia di esclusi, abilitazioni all'insegnamento elargite con il contagocce, specializzazioni sanitarie con posti insufficienti, la domanda di vie alternative resterà alta. 


Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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