Nel mondo della cartamoneta esistono pezzi rari, storici e leggendari. Ma c'è una banconota che batte tutti i record ed è ancora oggi in circolazione, usata quotidianamente da milioni di persone: si chiama formicone, ed è la banconota da 1.000 franchi svizzeri.
Nel mondo della cartamoneta esistono pezzi rari, storici e leggendari. Ma c'è una banconota che batte tutti i record ed è ancora oggi in circolazione, usata quotidianamente da milioni di persone: si chiama formicone, ed è la banconota da 1.000 franchi svizzeri. Con un controvalore superiore ai mille euro, detiene il primato assoluto di biglietto con il valore nominale più alto al mondo tra quelli attualmente in uso. Una storia affascinante, fatta di formiche, scienzati visionari, polemiche sul riciclaggio e un legame profondo con la cultura elvetica del risparmio.
Il termine formicone indica, nel linguaggio comune, la banconota da 1.000 franchi svizzeri (CHF), il taglio di maggior valore emesso dalla Banca Nazionale Svizzera (BNS). Si tratta di una banconota che esiste, in diverse serie successive, sin dal 1881, quando il Consiglio federale svizzero fissò per la prima volta le denominazioni ufficiali della carta moneta elvetica e ne uniformò l'aspetto.
Nonostante l'importo elevatissimo, la banconota da 1.000 CHF non è una rarità da museo: viene prodotta, distribuita e usata regolarmente in Svizzera, sia per grandi pagamenti in contanti sia come riserva di valore. Un dato eloquente: nel 2012 il valore complessivo dei biglietti da 1.000 franchi in circolazione era pari a 35 miliardi di franchi, rappresentando oltre il 60% del totale delle banconote in circolazione nel Paese.
La domanda più immediata quando si parla del formicone è: quanto vale esattamente in euro? La risposta dipende naturalmente dal tasso di cambio, che varia nel tempo. Al momento attuale, 1.000 franchi svizzeri equivalgono a circa 1.070-1.090 euro, il che rende questo taglio la banconota in circolazione con il valore nominale più elevato dell'intero pianeta.
Per avere un termine di paragone, la banconota da 500 euro, ritirata dalla Banca Centrale Europea alla fine del 2018, aveva un valore quasi doppio rispetto alla banconota massima dell'area euro (50 euro), ma era comunque inferiore al formicone. Con la sparizione del taglio da 500 euro dalla produzione, il primato mondiale è rimasto saldamente in mani svizzere.
In precedenza, il record apparteneva al biglietto da 10.000 dollari di Singapore, che valeva circa 6.700-7.000 euro, ma questo taglio è stato ritirato dalla circolazione nel 2014 per motivi di sicurezza, per contrastare il rischio di riciclaggio di denaro e favorire le transazioni tracciabili. Da quel momento, il formicone svizzero è rimasto incontrastato al vertice della classifica mondiale.
L'origine del soprannome formicone è tanto curiosa quanto affascinante e affonda le radici nella sesta serie di banconote svizzere, emessa nel 1976. Quel biglietto di colore viola raffigurava sul retro tre formiche di dimensioni diverse, con la più piccola in primo piano e la più grande, appunto il "formicone", posta al centro sullo sfondo. La presenza di questi insetti in posizione dominante diede vita in modo spontaneo al soprannome popolare, rimasto vivo fino a oggi nel lessico quotidiano degli svizzeri e degli italiani della Svizzera italiana.
Ma la scelta delle formiche non era casuale. Sul fronte della banconota della sesta serie era ritratto Auguste Forel (1848-1931), uno dei più grandi scienziati svizzeri dell'Ottocento e del Novecento: psichiatra, neurologo, ma soprattutto entomologo e myrmecologo di fama mondiale, ovvero uno studioso appassionato e pionieristico delle formiche. Forel dedicò gran parte della sua vita scientifica allo studio di questi insetti, contribuendo a fondare la moderna neurologia e considerato tra i precursori della teoria del neurone. Raffigurare le formiche sul retro della banconota che lo ritraeva sul fronte era dunque un omaggio diretto alla sua opera scientifica.
Il soprannome formicone è quindi il frutto di una doppia evocazione: le formiche stampate sul retro del biglietto e la figura del grande scienziato che le aveva rese celebri nel panorama accademico internazionale.
Una domanda legittima è: in un Paese tecnologicamente avanzato come la Svizzera, dove e come si usa concretamente una banconota da oltre mille euro? La risposta rivela molto sulla cultura finanziaria elvetica.
La Svizzera è uno dei Paesi al mondo con la maggiore massa monetaria in contanti pro capite: circa 9.300 franchi per cittadino, un dato che non ha eguali tra le nazioni industrializzate. Gli svizzeri non disdegnano affatto il denaro liquido, anche per acquisti di valore elevato: è normale, ad esempio, pagare in contanti l'acquisto di un'automobile o saldare affitti stagionali. Il formicone è quindi uno strumento di pagamento concreto, non puramente simbolico.
Parallelamente, moltissimi svizzeri utilizzano le banconote da 1.000 franchi non per spenderle, ma per custodirle come riserva di valore. In un contesto di tassi di interesse negativi applicati da alcune banche sui conti correnti, tenere liquidità in banconote di grande taglio è diventata una strategia alternativa di risparmio. Dalla crisi finanziaria del 2008, il numero di banconote da 1.000 franchi in circolazione è cresciuto in modo significativo, con un incremento stimato di oltre il 14%.
È importante ricordare che il franco svizzero è anche la valuta ufficiale del Principato del Liechtenstein e viene utilizzato, insieme all'euro, nell'enclave italiana di Campione d'Italia e nell'enclave tedesca di Büsingen am Hochrhein. Il formicone circola quindi in un territorio più ampio di quanto si potrebbe pensare.
Il percorso del biglietto da 1.000 franchi è costellato di tappe significative. La prima banconota di questo valore fu messa in circolazione nel 1907 dalla Banca Nazionale Svizzera, con un design viola e rosa sul cui fronte campeggiava una maestosa figura allegorica dell'Elvezia. Da allora, il biglietto ha attraversato nove serie ufficiali, ciascuna con il proprio stile grafico e le proprie innovazioni tecniche.
Vale la pena segnalare una curiosità: esiste una settima serie di banconote svizzere che non è mai stata messa in circolazione. Conosciuta internamente come il "maledetto numero 7", venne realizzata ma rimase nei caveau della BNS, servendo però a sviluppare ulteriori innovazioni nei sistemi di sicurezza adottati poi nelle serie successive.
Un altro aspetto peculiare della normativa svizzera riguarda la validità delle banconote nel tempo. La Svizzera era rimasta a lungo l'unico Paese industrializzato al mondo in cui le banconote ritirate perdevano valore allo scadere di un termine di vent'anni. Il Parlamento ha successivamente rivisto questa norma, stabilendo che le banconote svizzere non perdano più validità dopo il ritiro, ma possano essere cambiate senza limitazioni presso la Banca Nazionale Svizzera.
Al di là dei numeri e delle polemiche, il formicone è diventato a pieno titolo un'icona culturale svizzera. Il soprannome popolare, nato negli anni Settanta e ancora vivo dopo quasi cinquant'anni, testimonia il legame affettivo che gli svizzeri hanno sviluppato con questo taglio. Nel Canton Ticino e nella Svizzera italiana, il termine viene usato con naturalezza nel linguaggio quotidiano, proprio come gli italiani usano "bigliettone" per indicare le banconote di grande valore.
Il formicone incarna valori tipicamente elvetici: operosità (come le formiche che lo hanno ispirato), risparmio, solidità finanziaria e fiducia in una valuta considerata tra le più stabili al mondo. Non è un caso che il franco svizzero sia storicamente considerato un porto sicuro nei momenti di crisi internazionale: ogni volta che i mercati tremano, la domanda di franchi svizzeri e di contanti in generale aumenta, e le banconote viola da 1.000 escono dai cassetti e dai caveau per svolgere la funzione per cui sono state create.
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...