Un termosifone che scalda poco non è sempre guasto: polvere e residui possono ostacolare la diffusione dell’aria calda. Una pulizia rapida, anche con il phon usato con cautela, può migliorare il comfort e contenere i consumi; se non basta, la causa va cercata altrove.
Polvere, peli e lanugine si accumulano tra le alette del termosifone e possono frenare il passaggio dell’aria calda, anche quando l’impianto funziona regolarmente. È un problema domestico facile da non notare: prima di richiedere l’intervento di un tecnico, conviene controllare griglie e superfici interne. Una pulizia accurata può liberare i passaggi e favorire una migliore diffusione del calore nella stanza.
Il radiatore cede calore all’ambiente in più modi. L’aria che tocca il corpo caldo si riscalda e sale; al suo posto arriva aria più fredda, che si scalda a sua volta. Questo movimento naturale, detto convezione, contribuisce a distribuire il calore nella stanza. Nei modelli composti da elementi, l’aria passa anche attraverso le fessure e gli spazi interni tra le alette.
Quando quelle aperture si riempiono di polvere e fibre tessili, il flusso incontra più ostacoli. Il radiatore può essere caldo al tatto, ma la stanza impiegare più tempo a diventare confortevole. Una verifica delle griglie e delle superfici interne è quindi un buon primo controllo, prima di cercare la causa in un guasto o nella caldaia.
La polvere si deposita durante tutto l’anno, non soltanto nei mesi in cui i termosifoni sono accesi. Nell’aria si muovono peli di animali, lanugine e piccoli residui della vita quotidiana, che finiscono gradualmente negli spazi tra gli elementi. Quando il riscaldamento riparte, il calore può rendere più evidente l’odore della polvere accumulata. Pulire il radiatore prima della stagione fredda aiuta a rimuovere i residui e a limitare questo fastidio.
Nei radiatori a elementi, la forma crea intercapedini che uno straccio passato sulla parte frontale non riesce a raggiungere. La polvere si ferma soprattutto sul retro, tra le colonne e sotto la griglia superiore, zone che di solito restano escluse dalla pulizia ordinaria. Col tempo, ai residui si mescolano peli e fibre: si formano strati compatti, più difficili da rimuovere con una passata veloce.
Il primo effetto riguarda la circolazione dell’aria nella stanza. Se il passaggio attraverso il radiatore è ingombro, il normale moto convettivo incontra più resistenza. Anche la temperatura dell’acqua e la regolazione delle valvole incidono sul calore percepito; contano poi le dimensioni del locale, le dispersioni da finestre e pareti, la posizione dei mobili e le condizioni generali dell’impianto. La pulizia è un controllo semplice da inserire nella cura della casa.
La disposizione dei mobili può ostacolare la diffusione del calore quanto lo sporco. Tende pesanti davanti al radiatore o un mobile che lo nasconde limitano il movimento dell’aria, anche se l’apparecchio è pulito. Lasciare libero lo spazio davanti e sopra il termosifone aiuta il calore a circolare nel locale.
Il momento più comodo per intervenire è a termosifone spento e freddo. La superficie non calda si pulisce più agevolmente e non c’è il rischio di scottarsi. Rimuovere periodicamente la polvere rientra nella normale cura dell’apparecchio. Nelle indicazioni sul risparmio energetico, ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, richiama l’importanza della manutenzione degli impianti di riscaldamento e della corretta gestione dei radiatori.
Per occuparsi delle alette bastano un asciugamano o un panno da mettere a terra, un phon e, per la parte esterna, un panno umido se necessario. Quando il radiatore è accessibile e l’accumulo è normale, il lavoro richiede circa dieci minuti. Si tratta di far scendere i residui, raccoglierli e poi gettarli, senza disperderli nella stanza.
Le verifiche tecniche della caldaia e dell’impianto, comprese le manutenzioni obbligatorie, vanno affidate a personale qualificato secondo le regole applicabili. La pulizia delle alette, invece, si può svolgere in casa con gli strumenti indicati. Tenere conto di entrambi gli aspetti permette di curare le superfici del radiatore e di programmare gli interventi tecnici previsti.
Per prima cosa, stendi un asciugamano sotto il radiatore, coprendo il pavimento nella zona in cui cadranno i residui. Il telo raccoglie polvere, peli e lanugine espulsi dagli spazi interni. Se il pavimento è delicato o il termosifone è molto impolverato, usa un panno più ampio, così da contenere meglio quello che scende.
Imposta il phon su aria non troppo calda e orientalo verso le aperture superiori e la griglia. L’obiettivo è spingere i detriti verso il basso e all’esterno. Procedi per tratti, spostando il getto lungo la parte superiore e controllando che la polvere finisca sull’asciugamano, anziché sollevarsi nella stanza. Aria tiepida o fredda è sufficiente a smuovere i residui; una temperatura alta può far risaltare l’odore della polvere depositata.
La sequenza è breve:
Il getto va diretto dall’alto verso il basso, non verso il centro della stanza. L’asciugamano serve proprio a raccogliere la polvere: senza un telo, i residui possono finire sul pavimento o disperdersi nell’ambiente. Quando hai finito, ripiega il panno verso l’interno per trattenere lo sporco e svuotalo nel cestino.
Con aria non troppo calda si riduce il rischio che la polvere riscaldata produca odore di bruciato o di polvere calda. Tieni il phon a una certa distanza dal radiatore e non lasciare il getto fermo a lungo sullo stesso punto. Se puoi scegliere tra più impostazioni, usa un flusso moderato e spostalo con continuità lungo la griglia. Il radiatore deve essere spento e freddo; non versare acqua al suo interno.
Per pulire la parte esterna basta un panno adatto al materiale, leggermente inumidito quando serve. Prima di applicare detergenti, controlla le istruzioni del produttore: sostanze aggressive o abrasive possono rovinare la finitura. Evita anche di lasciare gocce nelle fessure, dove l’umidità può trattenere altra polvere o raggiungere parti che non sono pensate per essere bagnate.
Quando l’aria attraversa con difficoltà il radiatore, anche la distribuzione del calore nella stanza ne risente. Il consumo energetico dipende però da un insieme di condizioni: isolamento dell’abitazione, temperatura impostata, ore di accensione e rendimento dell’impianto. La pulizia non comporta un risparmio quantificabile in modo uguale per tutte le case; è una manutenzione semplice e poco costosa che mantiene liberi i passaggi d’aria.
Il rapporto con la bolletta può essere indiretto. Se il calore si diffonde con fatica, chi vive in casa può sentire più freddo e tenere acceso il riscaldamento più a lungo, oppure alzare la temperatura impostata. In queste circostanze l’impianto può lavorare più del necessario. Il risultato dipende dalle condizioni complessive dell’abitazione e dalle scelte di regolazione, oltre che dalla pulizia del radiatore.
Le indicazioni ENEA sul riscaldamento domestico affiancano la manutenzione alla corretta regolazione e alla riduzione delle dispersioni. Per il comfort contribuiscono una temperatura adeguata alle esigenze, porte e finestre chiuse durante il funzionamento e radiatori lasciati liberi da tende e mobili. La pulizia delle alette fa parte di queste buone pratiche; quando servono interventi sull’impianto o sull’isolamento, occorre occuparsi anche di quelli.
Dopo aver liberato le alette, controlla se il radiatore si scalda in modo regolare e se la stanza raggiunge più facilmente la temperatura desiderata. Se alcune zone restano fredde, senti rumori insoliti o l’apparecchio non si riscalda quando il sistema è acceso, è opportuno contattare un manutentore. La causa può riguardare la circolazione dell’acqua, la regolazione o il funzionamento della caldaia.
Spurgo, verifica delle valvole e controllo dell’impianto richiedono valutazioni tecniche. Per la manutenzione ordinaria, intanto, si può intervenire sulla polvere che si deposita tra le alette. Un radiatore pulito diffonde comunque con difficoltà il calore se una tenda lo copre, un mobile ne blocca il passaggio d’aria o la stanza disperde calore rapidamente.
Prima dei mesi freddi, asciugamano a terra e phon con aria moderata permettono di liberare gli spazi interni e raccogliere i residui. È una pulizia alla portata di famiglie e inquilini, da completare con un panno sulle superfici esterne.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...