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In italia il 35,7% non può permettersi una settimana di vacanza: chi sono, perché non partono mai e cosa rischiano

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

In Italia, una parte della popolazione non ha mai vissuto l'esperienza di una vacanza, una realtà legata a disuguaglianze sociali e difficoltà economiche.

Il fenomeno di chi, in Italia, non ha mai vissuto l'esperienza di una vacanza rappresenta un indicatore rilevante di disuguaglianza sociale e di disparità di opportunità presenti nel Paese. In una nazione riconosciuta per la ricchezza di paesaggi, arte e cultura, il fatto che milioni di persone non abbiano mai potuto concedersi nemmeno una settimana lontano dalle proprie mura domestiche assume un valore emblematico. Questa condizione non riguarda solo la mancanza di svago, ma riflette più profondi squilibri economici, educativi e anche di salute. L'impossibilità di accedere alle vacanze non delimita soltanto una componente materiale, ma coinvolge anche la percezione del benessere personale e della partecipazione piena alla vita collettiva.

Quanti italiani non sono mai andati in vacanza: stime e limiti

I dati ufficiali disponibili sulle vacanze in Italia si fondano soprattutto sulle rilevazioni ISTAT, che interrogano le famiglie sulla loro capacità di sostenere almeno una settimana di vacanza lontano da casa ogni anno. Tuttavia queste cifre non misurano chi non è mai partito nella vita, ma quanti ogni anno non riescono a farlo. Secondo le statistiche riferite al 2024, oltre 18,5 milioni di italiani non hanno potuto permettersi una vacanza annuale. Tuttavia, questo numero sovrappone chi saltuariamente rinuncia alle ferie e chi invece non è mai partito.

Incrociando i dati ISTAT e le informazioni sulla povertà assoluta, si può stimare che tra 5 e 8 milioni di persone non abbiano mai svolto una settimana di vacanza fuori casa in tutta la loro esistenza. Questa è una stima derivata, basata su dati indiretti, poiché nessuna indagine nazionale domanda apertamente se un individuo sia mai stato in vacanza nella vita. Le fasce maggiormente esposte sono le famiglie in povertà assoluta, oltre 2,2 milioni di nuclei per un totale di 5,7 milioni di persone nel 2024, e il 22,6% della popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale registrato per il 2025, circa 13 milioni di individui potenzialmente colpiti dall'impossibilità sistematica di accedere alle ferie:

Popolazione esclusa dalla vacanza (2024)

Stima

Non hanno svolto vacanza nell'ultimo anno

18,5 milioni

In povertà assoluta

5,7 milioni

A rischio povertà/esclusione (2025)

13 milioni

Non hanno mai fatto una vacanza (stima incrociata)

5–8 milioni

Va sottolineato che le statistiche tendono a sottostimare il fenomeno, in particolare per quanto riguarda gli anziani che hanno trascorso un'intera vita senza potersi permettere nemmeno una breve vacanza, i lavoratori poveri e le famiglie numerose. Le cifre ufficiali offrono quindi una fotografia parziale, rendendo necessaria un'analisi qualitativa per comprendere la reale portata del disagio sociale.

Identikit demografico e geografico di chi non fa vacanza

La platea delle persone che non hanno mai lasciato la propria città o regione per un periodo di svago riflette fedelmente le disuguaglianze socio-economiche e territoriali italiane. Il primo dato che emerge dalle analisi è la forte concentrazione geografica nel Mezzogiorno. In questa area, oltre il 45% della popolazione nel 2024 non è riuscita a permettersi una settimana di vacanza. Le punte maggiori si registrano in Sicilia, Calabria e nelle aree interne di altre regioni del Sud.

Dal punto di vista anagrafico, la possibilità di non aver mai vissuto un'esperienza vacanziera coinvolge:

  • Anziani che hanno cresciuto famiglie in condizioni di marginalità economica e hanno vissuto intere esistenze senza poter programmare viaggi.
  • Persone e famiglie in povertà assoluta, dove il reddito è insufficiente anche per i bisogni essenziali.
  • Lavoratori precari o a basso reddito, che non riescono a mettere da parte risorse sufficienti nemmeno per brevi soggiorni.
  • Nuclei numerosi con minori, specialmente in presenza di disoccupazione o svantaggio sociale.
Dal punto di vista geografico, la mancanza di accesso alle vacanze si lega anche alla debolezza delle reti di trasporto e all'assenza di promozione di mete alla portata delle fasce meno abbienti. Interessante è il contrasto tra aree ad alta attrattività turistica e territori periferici: località come Rieti o Isernia presentano dati di afflusso turistico modestissimi, suggerendo come il turismo di prossimità resti un privilegio per pochi, anche nelle zone meno visitate del Paese.

Perché tanti italiani non possono andare in vacanza

I fattori che determinano l'impossibilità per larga parte della popolazione di vivere l'esperienza di una vacanza sono molteplici, ma la causa prevalente resta quella economica. La crescente incidenza della povertà assoluta e relativa trasforma la vacanza in un bene spesso irraggiungibile. Secondo i dati, le famiglie coinvolte da condizioni di disagio economico, lavorativo e abitativo sono quelle più frequentemente escluse:

  • Costo dei trasporti e degli alloggi: prezzi elevati di treni, aerei, hotel e case vacanza ostacolano l'accesso anche a soggiorni brevi.
  • Incertezza e precarietà del lavoro: condizioni lavorative instabili impediscono di pianificare ferie o di accantonare risparmi per i mesi estivi.
  • Mancanza di servizi di supporto (es. bonus vacanze, co-housing turistico accessibile): le misure pubbliche risultano spesso selettive e insufficienti per le fasce più vulnerabili.
  • Fattori sociali e culturali: in alcune aree del Paese la vacanza non è mai stata un'abitudine radicata, rafforzando il ciclo generazionale dell'esclusione.
Da sottolineare anche la paura di imprevisti e la crescente insicurezza geopolitica, che nel 2026 ha portato numerosi italiani a rinviare o cancellare ferie programmate, come mostrano sondaggi. A questi aspetti si aggiunge spesso una carenza di politiche sociali mirate a promuovere forme di turismo accessibile e inclusivo.

Benessere psicofisico, salute e effetti su bambini e ragazzi

L'impossibilità di concedersi una vacanza non ha ripercussioni unicamente sul tempo libero, ma coinvolge il benessere psicofisico individuale. Numerosi studi dimostrano che l'astensione prolungata da periodi di pausa contribuisce all'aumento di stress, ansia e disturbi correlati, impattando sulla salute:

  • Salute mentale: la mancanza di possibilità di staccare dalla routine quotidiana si associa a maggiore rischio di depressione, peggioramento della qualità del sonno e ridotta motivazione.
  • Salute fisica: l'assenza di vacanze si traduce in opportunità ridotte di praticare attività motorie all'aria aperta, con effetti anche sulla salute cardiovascolare e metabolica.
Ancora più rilevanti sono le conseguenze su bambini e ragazzi appartenenti a famiglie che non hanno mai potuto concedersi nemmeno pochi giorni fuori casa. La crescita psico-educativa risulta penalizzata dalla mancanza di esperienze formative, scoperte e socializzazione offerte dal viaggio:
  • Minori opportunità di arricchimento culturale e confronto con realtà differenti.
  • Ridotta autonomia e capacità di adattamento.
  • Segregazione sociale rispetto ai coetanei che vivono esperienze di svago fuori dall'ambiente domestico.
Effetti a lungo termine possono riguardare la percezione di autoefficacia e di integrazione nel tessuto sociale, sia negli adulti che nei giovani che non hanno mai goduto di occasioni di vacanza, rafforzando il rischio di esclusione e marginalizzazione duratura.

Sostenere politiche in grado di ridurre l'esclusione dalle vacanze richiede un approccio integrato, che unisca misure economiche, sociali e culturali. In linea con le raccomandazioni europee sul diritto alla mobilità e al tempo libero, servono incentivi efficaci per famiglie a basso reddito, inclusione di offerte turistiche accessibili e rafforzamento della rete di trasporti. Riorientare le risorse verso il turismo di prossimità e promuovere il diritto alla vacanza può contribuire non solo al benessere individuale, ma anche a una società più equa e partecipativa.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...