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Incontro rinnovo CCNL nazionale bancari ieri martedì 13 Ottobre: come è andato, i punti affrontati e i prossimi appuntamenti

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Com’è andato l’incontro di ieri 13 ottobre tra ABI e sindacati per il rinnovo del Ccnl Bancari, i temi su welfare e benessere organizzativo e le prossime date.

Si è tenuto svolto ieri, martedì 13 ottobre, l’atteso incontro tra la delegazione sindacale dell’ABI e le organizzazioni dei lavoratori per il rinnovo del CCNL dei bancari. Il tavolo, ripartito dopo settimane di tensioni sui tempi, ha affrontato i primi capitoli della piattaforma, ma il giudizio che arriva dai sindacati è tutt’altro che entusiasta. 

Per capire il peso dell’incontro occorre ricordare da dove si parte. L’ultimo rinnovo è stato sottoscritto il 23 novembre 2023 e la scadenza del contratto era fissata al 31 marzo 2026. Da quella data i lavoratori del credito, circa 260mila dipendenti del settore bancario, operano con un contratto scaduto. 

Al tavolo siedono, da una parte, il Comitato per gli affari sindacali e del lavoro (CASL) dell’ABI; dall’altra le cinque sigle storiche: Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. Il fronte sindacale si presenta con una piattaforma unitaria che contiene due richieste simboliche. La prima è un aumento medio mensile a regime di 518 euro; la seconda è una nuova riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore, a parità di retribuzione tabellare. Con l’ultimo rinnovo, ricordano i sindacati, si era già passati da 37,5 a 37 ore settimanali. I

Il metodo di lavoro scelto dall’ABI: un calendario mensile per temi

Una delle novità degli ultimi mesi riguarda proprio il metodo. Per superare le tensioni sulla tempistica, l’ABI ha condiviso una scansione mensile degli incontri, con tre appuntamenti previsti a ottobre, dopo quello tenutosi già il 21 settembre scorso. Gli argomenti vengono affrontati in modo progressivo e non si parte dalla parte economica. Il primo confronto entra nel merito del benessere organizzativo e del welfare, per poi passare alla sicurezza sul lavoro; seguiranno Fondo per l’occupazione, intelligenza artificiale e inquadramenti. 

È una scelta che divide. Per le banche significa procedere per blocchi tematici e costruire il consenso passo dopo passo. Per i sindacati, invece, rischia di diventare un modo per rinviare il nodo vero, cioè quello salariale e il modello di banca che si intende costruire nei prossimi anni.

I punti affrontati il 13 ottobre: benessere organizzativo, salute e welfare

Il primo incontro del ciclo di ottobre è stato dedicato, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, ai temi del benessere lavorativo, della salute e del welfare.

Benessere organizzativo

Nella piattaforma i sindacati segnalano disaffezione, malessere e perdita di fiducia tra i lavoratori del settore. Tra le proposte compaiono questionari periodici sul clima organizzativo, condivisi con le organizzazioni sindacali, e strumenti che rafforzino la collaborazione tra le rappresentanze sindacali aziendali e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il percorso del questionario, ricordano le fonti, dovrebbe essere realizzato con le Università di Padova e Bari. 

Welfare e previdenza complementare

Sul welfare le sigle riconoscono che il sistema bancario offre tutele tra le più avanzate, in gran parte frutto della contrattazione aziendale. Chiedono però di consolidare soglie minime di contribuzione datoriale obbligatoria, in rapporto alla retribuzione, sia per la previdenza complementare sia per il welfare occupazionale. L’idea di fondo è che le protezioni non debbano dipendere dalla forza contrattuale della singola azienda o dalle sue vicende societarie. 

Orario di lavoro e tecnologia

Sullo sfondo resta il tema dell’orario. Secondo i sindacati la riduzione a 35 ore potrà essere resa possibile dai recuperi di efficienza ottenuti con le nuove tecnologie, da usare come supporto al benessere organizzativo e non come occasione per riorganizzazioni e tagli agli organici. Il messaggio è chiaro: i guadagni di produttività devono tradursi anche in migliori condizioni di lavoro, non solo in riduzione dei costi.

Le posizioni dei sindacati

Il commento più netto sul confronto per il rinnovo contrattuale arriva dalla Fabi. Il segretario generale Lando Maria Sileoni ha definito totalmente negativo il giudizio sulla presentazione del CASL ABI, perché non sono arrivate le risposte attese e non è emersa alcuna visione sul futuro del settore. Il punto, per Sileoni, è di metodo e di sostanza: non si può discutere un argomento alla volta senza sapere quale direzione la controparte voglia imprimere al contratto. Il leader della Fabi ha anche avvertito che, senza risposte chiare, il sindacato potrebbe assumere posizioni energiche. 

Una linea simile è quella della Fisac Cgil. La segretaria generale Susy Esposito ha spiegato che, perché la trattativa faccia un passo avanti, serve capire al più presto come l’ABI immagina il sistema bancario del futuro, e ha chiesto un atto di coraggio e una presa di posizione chiara. 

Anche la First Cisl, con il segretario generale Riccardo Colombani, aveva già fissato nelle scorse settimane alcuni paletti. Colombani ha sostenuto che il risiko bancario non può diventare un alibi per rallentare il negoziato né essere pagato dai lavoratori, e che l’intelligenza artificiale non deve essere un fattore di sostituzione del lavoro umano. Il tema dell’inflazione e della perdita di potere d’acquisto resta uno degli argomenti con cui il sindacato motiva la richiesta di un rinnovo rapido. 

In sintesi, l’incontro c’è stato ed è entrato nel merito dei primi capitoli, ma sul piano politico il confronto resta in salita. I sindacati chiedono all’ABI di uscire dalla logica dei singoli argomenti e di esplicitare la propria idea di banca, di occupazione e di ruolo del lavoro.

I nodi che pesano sul negoziato

Dietro il calendario tecnico ci sono alcune questioni che accompagneranno tutta la trattativa, come:

  • La parte economica. La richiesta di 518 euro medi è il cuore della piattaforma, ma il tema salariale non è ancora entrato formalmente nel vivo.
  • L’orario di lavoro. Le 35 ore a parità di retribuzione sono una richiesta ambiziosa, legata alla gestione dei guadagni di produttività.
  • L’intelligenza artificiale. I sindacati vogliono un disegno condiviso che metta al centro la qualità del lavoro, la formazione e la tutela dell’occupazione.
  • Inquadramenti e Fondo per l’occupazione. Sono capitoli tecnici ma decisivi per l’impatto sulle carriere e sulla gestione delle riorganizzazioni.
  • Il risiko bancario. Le operazioni di aggregazione in corso possono rallentare o condizionare le decisioni delle singole banche all’interno del CASL.

Prossimi appuntamenti: le date da segnare

Il calendario condiviso dall’ABI prevede per ottobre tre incontri. Il primo si è tenuto il 13 ottobre, il secondo è fissato per il 26 ottobre, mentre la data del terzo deve ancora essere definita. 

Ecco cosa aspettarsi nelle prossime tappe:

  1. 26 ottobre: secondo incontro del ciclo, nel quale il percorso a tappe dovrebbe proseguire con ulteriori capitoli della piattaforma, tra cui sicurezza sul lavoro e gli altri temi previsti dal metodo condiviso.
  2. Terzo incontro di ottobre: data ancora da definire. Sarà un passaggio da monitorare, perché i sindacati chiedono di accelerare e di arrivare presto ai nodi economici.
  3. Novembre: il metodo dell’ABI prevede una scansione mensile, quindi sono attesi nuovi appuntamenti anche nelle settimane successive.
Resta da capire se il passo del negoziato reggerà la pressione dei sindacati. Le dichiarazioni di Sileoni e di Esposito lasciano intendere che, in assenza di risposte più nette, il clima potrebbe irrigidirsi già dal prossimo confronto.

Cosa significa per i bancari

Per i lavoratori del credito, l’incontro del 13 ottobre ha un valore soprattutto di orientamento. Non ci sono novità concrete su stipendi, orari o arretrati, e non potrebbero esserci in una fase ancora esplorativa. Si consolida però un dato: la trattativa è entrata in una fase strutturata, con un calendario e un ordine dei temi.

Allo stesso tempo, il fatto che il fronte sindacale parli di giudizio negativo e di mancanza di visione suggerisce che la strada verso l’ipotesi di accordo sarà più lunga del previsto. Per chi lavora in banca, il consiglio è seguire gli aggiornamenti delle proprie organizzazioni sindacali e le comunicazioni ufficiali, perché ogni incontro può cambiare gli equilibri del negoziato.

Il rinnovo del CCNL dei bancari entra così in una fase cruciale, ma ancora dominata dalla diffidenza reciproca. L’incontro di ieri ha avuto il merito di far partire il confronto sui temi di benessere organizzativo, salute e welfare, ma non ha sciolto i dubbi dei sindacati sulla direzione che le banche intendono prendere.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...