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Come è andato l'incontro del CCNL bancari per il rinnovo del contratto 2026 di ieri 21 settembre: il resoconto

di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Si è tenuto ieri, lunedì 21 settembre 2026, un nuovo appuntamento del negoziato tra Abi e le organizzazioni sindacali di categoria Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari. L'incontro ha avuto come oggetto principale la parte normativa del contratto nazionale.

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Si è tenuto ieri, lunedì 21 settembre 2026, un nuovo appuntamento del negoziato tra Abi e le organizzazioni sindacali di categoria Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari. L'incontro, il terzo dalla ripresa ufficiale dei lavori dopo la pausa estiva, ha avuto come oggetto principale la parte normativa del contratto nazionale, ovvero l'insieme delle regole che disciplinano l'organizzazione del lavoro, gli orari, gli inquadramenti e le tutele dei circa 270mila lavoratrici e lavoratori del settore creditizio.

Il tavolo negoziale, avviato lo scorso 16 luglio e proseguito con l'incontro dell'8 settembre, entra così in una fase sempre più delicata. Dopo la presentazione della piattaforma rivendicativa, approvata dai lavoratori con un'adesione plebiscitaria, e dopo i primi confronti sui temi generali, la trattativa si concentra ora sui punti tecnici e normativi che dovranno tradursi, nelle prossime settimane, in un testo condiviso.

Il contesto dell'incontro del 21 settembre e i temi discussi

Per comprendere il peso di questo appuntamento è utile ricordare che il precedente CCNL bancari, firmato il 23 novembre 2023, è scaduto lo scorso 31 marzo 2026. Da allora restano in vigore, in via transitoria, i trattamenti economici e normativi previsti dal contratto scaduto, in attesa che le parti raggiungano una nuova intesa. Abi e sindacati hanno inoltre concordato una proroga della sospensione dei termini contrattuali fino al 31 dicembre 2026, data che di fatto rappresenta il termine ultimo entro cui si punta a chiudere la trattativa.

L'incontro di ieri si inserisce quindi in un percorso già scandito da tappe precise: la consultazione assembleare che ha approvato la piattaforma sindacale, la ripresa dei lavori a luglio, il nuovo confronto dell'8 settembre e ora questo terzo appuntamento dedicato alla parte normativa. Un percorso che, secondo quanto trapela dagli ambienti sindacali, dovrà accelerare nelle prossime settimane per rispettare la scadenza di fine anno.

Durante l'incontro del 21 settembre il confronto si è concentrato su alcuni dei nodi più delicati della trattativa, quelli legati all'organizzazione del lavoro. Tra i punti discussi figurano:

  • La riduzione dell'orario di lavoro settimanale. I sindacati chiedono di portare l'orario da 36 a 35 ore settimanali, proseguendo un percorso già avviato con il precedente rinnovo, quando l'orario era stato ridotto da 37 a 36 ore.
  • Gli inquadramenti professionali e la fungibilità dei ruoli. Uno dei temi tecnici più complessi riguarda l'aggiornamento delle declaratorie professionali, chiamate a tenere conto della trasformazione digitale del settore e della progressiva scomparsa di alcune mansioni tradizionali in filiale.
  • Le nuove flessibilità organizzative, comprese le regole su smart working, turnazioni e gestione degli orari, che le banche chiedono di rendere più adattabili alle esigenze operative dei diversi gruppi.
  • Le tutele occupazionali, in un momento in cui il settore è attraversato dal cosiddetto risiko bancario, ovvero l'ondata di fusioni e acquisizioni tra i principali gruppi creditizi italiani, che genera incertezza sui livelli occupazionali e sulla rete delle filiali.
Va ricordato che sul tavolo resta anche il nodo economico, probabilmente il più delicato dell'intero negoziato: la piattaforma sindacale chiede infatti un aumento medio mensile di 518 euro lordi per la figura di riferimento, la terza area professionale, quarto livello. Una richiesta ambiziosa, che le banche dovranno conciliare con le diverse capacità economiche dei gruppi coinvolti nella trattativa, molto eterogenee tra loro proprio a causa delle operazioni di consolidamento in corso.

Il clima del negoziato

Dai resoconti sindacali emerge un clima di confronto costruttivo ma ancora lontano da un'intesa definitiva. Le sigle sindacali continuano a insistere sulla necessità di non lasciare che le operazioni di fusione tra i gruppi bancari rallentino la trattativa, un timore che accompagna il negoziato fin dalla sua ripresa estiva. La preoccupazione principale riguarda il rischio che, allungandosi i tempi, possano inserirsi variabili esterne capaci di complicare ulteriormente la definizione degli accordi, sia sul piano economico che su quello normativo.

Dal lato datoriale, Abi ha finora mantenuto un profilo istituzionale piuttosto riservato, evitando dichiarazioni pubbliche di rilievo dopo i singoli incontri, mentre lascia proseguire il confronto tecnico ai tavoli di lavoro. Una linea di cautela che, secondo gli osservatori del settore, riflette la complessità di mediare tra le richieste sindacali e le condizioni economiche molto differenti dei vari istituti di credito coinvolti nel negoziato collettivo.

Perché questo rinnovo è considerato uno spartiacque

Il rinnovo del CCNL bancari 2026 non riguarda soltanto gli aspetti retributivi. La categoria lo considera un passaggio decisivo per almeno tre ragioni.

Innanzitutto perché arriva in un momento di profonda trasformazione del settore, segnato dalla digitalizzazione dei servizi, dalla chiusura di filiali nei piccoli centri (il cosiddetto rischio desertificazione bancaria) e dalla necessità di ridefinire ruoli e competenze dei lavoratori.

In secondo luogo perché si inserisce in una fase di forte redditività delle banche italiane, che negli ultimi anni hanno registrato risultati economici record. Proprio questo elemento viene utilizzato dai sindacati come argomento a sostegno delle richieste salariali, sostenendo che sia necessario redistribuire parte di questi risultati ai lavoratori del comparto.

Infine perché la contrattazione avviene in parallelo con il risiko bancario, un fenomeno che introduce un elemento di incertezza senza precedenti rispetto ai rinnovi contrattuali del passato, rendendo ancora più complesso trovare un equilibrio condiviso tra le diverse realtà aziendali coinvolte nel tavolo Abi.

I prossimi passi della trattativa

Al termine dell'incontro del 21 settembre le parti non hanno reso noto un nuovo accordo, confermando che il confronto proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori incontri tecnici, presumibilmente dedicati sia agli aspetti normativi ancora aperti sia, in una fase successiva, al capitolo economico. La road map condivisa da Abi e sindacati resta quella di arrivare a un'intesa definitiva entro il 31 dicembre 2026, data fissata dalla proroga della sospensione dei termini contrattuali.

Per i 270mila lavoratori del settore creditizio italiano, l'attesa resta quindi alta. Da un lato ci sono le richieste economiche, con l'aumento di 518 euro che rappresenta il punto più delicato da sciogliere. Dall'altro il pacchetto di misure normative, dalla riduzione dell'orario di lavoro alle nuove regole su flessibilità e inquadramenti, che incideranno concretamente sulla qualità della vita lavorativa di chi opera ogni giorno in filiale o negli uffici centrali dei gruppi bancari.

L'incontro di ieri conferma, dunque, che la trattativa per il rinnovo del CCNL bancari 2026 procede, ma con tempi ancora incerti. Il tavolo ha affrontato la parte normativa del contratto, un passaggio necessario prima di arrivare alla discussione conclusiva sugli aspetti economici. Resta fermo l'obiettivo condiviso di chiudere l'accordo entro la fine dell'anno, mentre sullo sfondo continua a pesare la variabile delle fusioni bancarie in corso, che i sindacati chiedono di non far interferire con i tempi del negoziato.

Nei prossimi giorni sono attesi nuovi comunicati unitari delle sigle sindacali con il resoconto dettagliato dei contenuti discussi, oltre alla convocazione del prossimo incontro, che dovrebbe fissare le tappe successive del percorso verso il rinnovo contrattuale.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...