Ho provato la nuova Peugeot 2008 a circa 24mila euro scontata: ecco come regge il confronto con BYD Atto 2, Leapmotor B10 e Omoda 5 tra prezzi, dotazioni, garanzie e consumi, e dove resta la certezza.
Per anni la Peugeot 2008 ha fatto la parte della regina dei Suv compatti, con un design che la distingue e una formula semplice: spazio giusto, dimensioni contenute e una gamma che comprende benzina, ibrido ed elettrico. Oggi, però, la concorrenza è cambiata. Sul mercato italiano sono arrivate le cinesi, con prezzi aggressivi, dotazioni abbondanti e garanzie lunghe. La domanda è inevitabile: la 2008 regge ancora il confronto? Dopo averla provata, e con la promozione che porta il prezzo a circa 24mila euro, la risposta è sì, a patto di sapere dove vince e dove no.
La Peugeot 2008 è un Suv compatto lungo 4,30 metri, costruito sulla stessa base della 208. Non è grande, e questo è il suo primo pregio: si parcheggia facilmente, si guida bene in città e non spaventa chi arriva da una utilitaria. Il bagagliaio va da 434 a 1.467 litri con i sedili abbattuti, valori in linea con la categoria.
La gamma comprende motori a benzina da 100 CV, versioni ibride con cambio automatico e la e-2008 elettrica, con un’autonomia dichiarata fino a 406 km nella versione più potente. Il consumo dichiarato per la benzina turbo da 100 CV è di circa 5,7 litri ogni 100 km. Sono dati da scheda tecnica, da leggere come riferimento.
Dentro c’è l’i-Cockpit, con il piccolo volante e la strumentazione digitale posta in alto, e uno schermo centrale fino a 10 pollici che nelle versioni più ricche si abbina a Apple CarPlay e Android Auto wireless. Il prezzo di listino ha oscillato molto: in passato la PureTech 100 Style partiva da circa 26.200 euro, mentre le promozioni di settembre hanno toccato 19.950 euro con finanziamento, formula che però comporta anticipo e rata finale. Con uno sconto che porta l’auto a 24mila euro, il quadro cambia, perché la 2008 smette di essere una scelta “da marchio” e diventa una scelta di buon senso.
Il primo confronto è con la BYD Atto 2, una elettrica compatta lunga 4,31 metri, quindi quasi identica alla 2008. Qui si incontrano due filosofie. La Atto 2 offre una batteria da 45 kWh con 312 km di autonomia e 177 CV a 29.990 euro di listino, oppure una da 64,8 kWh con 430 km e 204 CV a circa 35.790 euro. La sua forza è lo spazio e la dotazione: passeggeri comodi in entrambe le file e un abitacolo ben rifinito e silenzioso in autostrada.
I punti deboli sono la ricarica, che per la versione da 45 kWh arriva a circa 65 kW, mentre molte rivali superano i 100, e un’autonomia che con la batteria più piccola obbliga a soste frequenti in viaggio. La garanzia è di sei anni o 150.000 km.
Il confronto con la 2008 è più interessante di quanto sembri, perché le due auto hanno praticamente la stessa lunghezza ma pensano a clienti diversi. Con la 2008 a 24mila euro si risparmiano circa 6mila euro rispetto alla Atto 2 da 45 kWh a listino pieno, e si può scegliere una motorizzazione ibrida o a benzina senza l’ansia della ricarica. Chi invece cerca solo un’elettrica urbana, e ha un box in cui caricare, troverà nella Atto 2 una concorrente seria.
La Leapmotor B10 è più grande, con i suoi 4,51 metri, e punta tutto su dotazione e prezzo. Costa 29.900 euro di listino, con una promozione che la porta a circa 25.900. Le versioni elettriche hanno una potenza di 218 CV e un’autonomia di 361 o 434 km, a seconda della batteria. Ha anche una versione ibrida con prolungatore di autonomia. Tra i punti a favore, la dotazione ricca anche nelle versioni base, che includono assistenze alla guida, fari a LED e tetto panoramico in vetro, e la qualità costruttiva.
I difetti non mancano: il bagagliaio è piccolo per le dimensioni dell’auto, la maggior parte dei comandi è affidata al grande schermo centrale da 14,6 pollici e la garanzia indicata è di 3 anni o 100.000 km, inferiore a quella di altre cinesi, anche se può variare con le offerte del momento.
L’Omoda 5, lunga 4,45 metri, gioca la carta della formula “tanto per poco”. Il 1.6 turbo da 147 CV con cambio automatico è in promozione a 21.900 euro fino al 31 ottobre, con permuta o rottamazione, e la garanzia arriva a 7 anni o 150.000 km. Le dotazioni sono ricche anche negli allestimenti base, con due schermi da 12,3 pollici, sette airbag e assistenze alla guida. Le prove però segnalano uno sterzo leggero e poco comunicativo, un’infotainment poco rifinito e consumi alti, intorno ai 7 litri ogni 100 km.
C’è anche una versione ibrida da 224 CV, indicata dai recensori come la più convincente, che costa però circa 28.500 euro.
La Peugeot 2008 non vince su tutti i fronti. Contro l’Omoda 5 perde sul prezzo di partenza e sulla garanzia. Contro la Leapmotor B10 cede in lunghezza e in potenza. Contro la Atto 2 non offre una elettrica con la stessa dotazione. Eppure resta una scelta solida per ragioni difficili da misurare su un foglio: dimensioni giuste, gamma completa e una rete di assistenza capillare, fattore che per chi tiene l’auto cinque o sei anni conta quanto il prezzo.
C’è poi il peso del marchio. Chi compra una Peugeot sa dove portarla per la manutenzione, come si rivende e quanto vale tra qualche anno. Con le cinesi la storia è ancora da scrivere: alcune offrono garanzie lunghe, altre meno, e il valore residuo dipenderà da come il mercato accoglierà questi marchi.
Per ragionare sul serio, però, il prezzo d’acquisto non basta. Va messo accanto al costo di utilizzo: i 5,7 litri ogni 100 km dichiarati dalla 2008 benzina turbo sono meno dei circa 7 litri dell’Omoda 5 1.6, e questo, su 15.000 chilometri l’anno, si traduce in una differenza che si sente sulla spesa di carburante. Le elettriche, dal canto loro, spostano il conto sulla ricarica: chi può caricare a casa spende molto meno, chi dipende dalle colonnine pubbliche ha un’esperienza diversa. E poi c’è la garanzia, che sulle cinesi arriva a sei o sette anni e che è un vantaggio reale, da verificare nelle condizioni scritte, come i chilometri massimi e la copertura della batteria.
Chi deve scegliere oggi può ragionare così. Se conta avere più auto possibile per i soldi, Omoda 5 e Leapmotor B10 meritano attenzione. Se l’obiettivo è l’elettrico di città, la BYD Atto 2 è una candidata seria. Se invece si cerca un compromesso senza sorprese, con una gamma ampia e una rete di assistenza consolidata, la Peugeot 2008 a 24mila euro resta una delle scelte più equilibrate.
In sostanza, le cinesi hanno alzato l’asticella e costretto tutti a rivedere i prezzi, e questo è un bene per chi compra. La 2008 non è più l’unica a far sentire un Suv compatto accessibile, ma resta quella da cui partire per fare il confronto. E se il prezzo scende a 24mila euro, difficile trovare una ragione per escluderla dalla lista.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...