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La moneta da 2 euro che può valere fino a 3.500 euro e capitare ancora in tasca: l'indizio della S e come riconoscerla

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

La moneta 2 euro con la S può valere 3500 euro, ma anche di più o meno per i collezionisti: cosa spiegano i siti numismatici più autorevoli tra probabilità di ritrovamento, riconoscimento, quotazione e vendita

Tra le monete in euro che possono capitare nel borsellino, ce n'è una che i collezionisti cercano più di tutte: la 2 euro della Grecia del 2002 con la lettera S. Secondo i siti specializzati, la cifra a cui viene quotata è molto alta: da 2.800 a 3.500 euro in stato di conservazione BB, cioè con segni di circolazione, e fino a oltre 4.000 euro per esemplari certificati e in condizioni eccellenti. Altre fonti sono più prudenti e parlano di un valore "fino a 3.000 euro". 

Il motivo di tanto interesse è semplice. La lettera S indica che quella moneta fu coniata in Finlandia, e non nella zecca greca. Le fonti spiegano che, di queste 2 euro con la S, pochissimi esemplari entrarono in circolazione prima che la notizia si diffondesse, e che per questo oggi trovarne una nel borsellino è "praticamente un colpo di fortuna, ma non impossibile". 

L'indizio della S: dove guardare e come riconoscerla

Una premessa su come funzionano le lettere sulle monete. Le monete in euro portano a volte un segno di zecca, cioè una lettera o un simbolo che indica dove sono state coniate: lo abbiamo visto con la 1 euro tedesca, che usa A, D, F, G e J per le cinque zecche del Paese. Nel caso della Grecia del 2002 la S ha un significato particolare, perché rimanda a un'altra nazione, la Finlandia, il cui nome nella lingua locale inizia proprio per S (Suomi).

È questa differenza di zecca, e non un errore di disegno, a rendere speciale il pezzo. Come si riconosce la moneta? Il primo passo è guardare il lato nazionale, cioè quello con il disegno greco e non la mappa europea. Secondo la maggior parte delle fonti, la lettera S si trova dentro una delle stelle che compaiono sul lato nazionale della moneta.

Una guida la descrive invece "incisa sul bordo", e le fonti, dunque, non concordano del tutto: per questo conviene non fidarsi di una sola descrizione. Il consiglio pratico è di confrontare la propria moneta con una foto reale da catalogo, come quelle di Numista o di un sito di numismatica affidabile, e di usare una lente d'ingrandimento per ingrandire il dettaglio.

I controlli da fare sono pochi. Prima di tutto, che la moneta sia una 2 euro greca e che l'anno sia il 2002. Poi, che la lettera sia presente e che corrisponda alla foto del catalogo, nella stessa posizione. Infine, che non ci siano segni di manomissione: l'aspetto di una S aggiunta o ritoccata è un campanello d'allarme, perché i collezionisti sanno che le monete preziose attirano anche i falsari.

Per orientarsi, può essere utile fissare cinque punti. Primo, il paese: Grecia. Secondo, l'anno: 2002.

Terzo, la lettera S nella posizione indicata dal catalogo. Quarto, lo stato di conservazione, che le fonti indicano con le sigle BB, cioè buone condizioni con segni di circolazione, e FDC, cioè Fior di Conio, senza segni di circolazione. Quinto, la conferma di un esperto. Se manca uno solo di questi punti, la cifra di 3.500 euro non vale. Un buon principio è di non pulire mai la moneta: strofinare o usare prodotti chimici può togliere l'originalità della superficie e ridurre il valore.

Le altre 2 euro che possono valere qualcosa

La Grecia con la S è la più quotata, ma non è l'unica 2 euro che può valere più del nominale. Le fonti indicano altre emissioni, con valori molto diversi da un sito all'altro, e che vanno intesi come stime per esemplari in ottimo stato.

Tra le commemorative più citate c'è la Finlandia 2004, coniata in 500mila pezzi per l'allargamento dell'Unione europea, con valori tra circa 40 e 120 euro a seconda della fonte; una guida precisa che quelle davvero circolate valgono molto meno di una Fior di Conio.

Poi ci sono le monete dei piccoli Stati: San Marino 2004 (Bartolomeo Borghesi), con 110mila pezzi e quotazioni da circa 125 a 350 euro, il Vaticano 2005 con valori di diverse centinaia di euro, e la Monaco 2007 Grace Kelly, con soli 20.001 esemplari, che alcune fonti stimano da 450 a 700 euro e altre fino a 3.000 e oltre se perfetta e con la confezione originale.

Le differenze tra le stime sono enormi, e questo è un messaggio importante: le quotazioni dipendono dallo stato di conservazione, dalla domanda e dal sito che le pubblica. Le 2 euro commemorative comuni, quelle di Italia, Germania, Francia o Spagna, valgono in genere poco più del nominale.

E una moneta usurata vale molto meno di una Fior di Conio: per le emissioni di Monaco, per esempio, le fonti indicano che con segni di usura il valore scende vistosamente.

Cosa fare se pensi di averla: perizia, vendita e cautele

Se sospetti di avere una 2 euro greca con la S, il primo passo è fermarsi. Non spenderla, non pulirla e non fidarti dei prezzi trovati in un singolo annuncio online: gli annunci mostrano prezzi richiesti, non importi realmente pagati, e le guide a pagamento o di affiliazione hanno interesse a mostrare cifre alte.

Il secondo passo è far valutare la moneta da un numismatico o in una fiera di settore, dove si può avere una conferma sull'autenticità e sullo stato di conservazione. I pezzi più preziosi possono essere sottoposti a certificazione da parte di società specializzate, come quelle che le fonti citano (NGC), e le punte oltre 4.000 euro riguardano proprio esemplari certificati.

Un ultimo aspetto riguarda la differenza tra valore di catalogo e valore di realizzo. Il primo è la cifra indicata dai siti, il secondo è quello che un acquirente è disposto a pagare davvero, e può essere inferiore, soprattutto se la moneta ha segni di usura o se manca la certificazione. Per questo i collezionisti seri parlano di forbici di prezzo e non di cifre secche, e consigliano di confrontare più fonti.

Per vendere, i canali sono quelli classici: aste online come Catawiki, negozi di numismatica, fiere e gruppi di collezionisti. In tutti i casi conviene chiedere più di una valutazione, confrontare le offerte e ricordare che il prezzo effettivo dipende da condizioni e domanda del momento. Va ricordato infine che, per la grande maggioranza delle persone, la ricerca finirà con una moneta comune da 2 euro: ed è giusto saperlo prima di illudersi.

Controllare è però semplice, e il gesto, dopo tutto, può diventare un piccolo gioco con i figli o con i nipoti, sapendo che una moneta rara è un'eccezione e non la regola. Se per caso la S compare davvero, la strada giusta è una perizia seria, con calma e senza fretta.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...