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La sua fidanzata lo lasciava per un mestiere considerato poco stabile, oggi il carretto incassa 10mila euro

di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Lasciato per un lavoro ritenuto instabile, Giovanni ha trasformato un carretto alimentare in un’attività da 10mila euro: prodotto, costi, strategie di vendita e limiti di un successo sorprendente.

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Giovanni Grazioso, venditore ambulante catanese, ha riportato il suo carretto di brioche, granite e gelati nelle strade di Catania dopo la partecipazione a Temptation Island 2026, trovando file di clienti e una serata da quasi 10mila euro di incassi. La cifra ha trasformato in un caso nazionale un’attività che la fidanzata Sabrina Soussi aveva giudicato poco ambiziosa e incapace di garantire una prospettiva economica stabile.

Il clamore televisivo, però, racconta soltanto una parte della storia. Il caso di Giovanni mostra come una formula di ristorazione mobile possa attirare clienti quando mette insieme un prodotto riconoscibile, una posizione favorevole e tempi di servizio rapidi. A tutto questo si aggiungono i social e un pubblico già interessato a spendere. C’è poi una distinzione da non perdere di vista: incasso e guadagno non sono la stessa cosa.

Chi è Giovanni e che cosa vende

Nel 2026 Giovanni Grazioso ha 31 anni e vive a Catania. La sua attività ruota attorno al carretto itinerante “Kilometro Zero”, dove vende soprattutto brioche siciliane farcite, granite e gelati. Il prodotto che più di ogni altro viene associato alla sua immagine è la brioche col gelato, preparazione molto conosciuta in Sicilia e particolarmente adatta alle sere d’estate.

Il lavoro era cominciato prima della televisione. La partecipazione a Temptation Island 2026 ha portato però il volto di Giovanni e il suo carretto davanti a un pubblico molto più largo. Nel corso del programma, la compagna Sabrina Soussi aveva espresso dubbi sulla stabilità di quel mestiere, considerandolo una scelta meno sicura rispetto a un impiego tradizionale.

La crisi della coppia ha avuto una conseguenza inattesa sul piano commerciale. Dopo la messa in onda delle puntate, molti spettatori hanno riconosciuto il venditore nei video comparsi sui social e hanno raggiunto il carretto per comprare un dolce. Non soltanto. C’erano persone interessate a salutarlo, a scattare una fotografia o a partecipare di persona a una vicenda diventata virale.

Da dove arriva la cifra di 10mila euro

Quasi 10mila euro è la somma attribuita a una singola serata di lavoro del 2026, successiva alla popolarità conquistata in televisione. Il dato è stato ripreso da varie ricostruzioni online. Non risulta, però, accompagnato da un documento contabile pubblico, dal bilancio dell’impresa o da una dichiarazione fiscale messa a disposizione da Giovanni.

La cifra va quindi interpretata come incasso lordo riferito a una sera. Non equivale all’utile netto e non indica il guadagno personale del venditore. Prima di arrivare a quel risultato occorrerebbe sottrarre il costo degli ingredienti, il personale eventualmente impiegato, i trasferimenti, i consumi energetici e le commissioni sui pagamenti. Restano poi imposte, contributi e tutti gli altri oneri di gestione:

Voce Che cosa indica
Incasso Il totale pagato dai clienti nell’arco di una giornata o di una serata.
Ricavo Il valore delle vendite registrate dall’attività nel periodo preso in esame.
Margine lordo La differenza tra il valore delle vendite e i costi direttamente legati ai prodotti.
Utile netto La somma che rimane dopo costi, imposte, contributi e altri oneri.

La differenza non è teorica. Anche con un prezzo medio di pochi euro per ogni brioche o per gli altri prodotti, arrivare a 10mila euro richiederebbe un numero molto alto di clienti. Il carretto dovrebbe riuscire a preparare, farcire e consegnare gli ordini con grande rapidità, senza interrompere il flusso del servizio.

Sui social sono circolate stime relative a migliaia di brioche vendute nella stessa sera. Quelle stime, però, non sono state certificate da dati aziendali accessibili. Il numero resta dunque un’informazione riportata online, non un risultato verificabile attraverso una contabilità pubblica.

Il prodotto che ha attirato i clienti

La brioche col gelato ha alcune caratteristiche che ne favoriscono la vendita. Il prodotto si riconosce subito, non richiede spiegazioni complesse e può mantenere un prezzo accessibile. Ha inoltre un legame evidente con la tradizione alimentare siciliana. Si consuma in tempi brevi e consente di aumentare lo scontrino con farciture, gusti aggiuntivi oppure granite.

Il carretto di Giovanni non doveva presentare al pubblico una specialità sconosciuta. La trasmissione ha associato quel prodotto a una persona diventata familiare agli spettatori. Chi arrivava dopo aver visto il programma acquistava una brioche, certo, ma cercava anche un’esperienza collegata a un personaggio riconoscibile.

La notorietà ha così funzionato come pubblicità gratuita. Le immagini delle code hanno generato nuova curiosità; le fotografie e i video condivisi sui social hanno dato ulteriore visibilità al punto vendita. La promozione non dipendeva da campagne a pagamento, bensì dalla circolazione spontanea dei contenuti prodotti dal pubblico.

Posizione, orari e canali di vendita

L’attività opera a Catania, città con una forte cultura del cibo di strada e della ristorazione serale. La posizione precisa del carretto può cambiare in base agli spostamenti, agli eventi e alle autorizzazioni disponibili. Per un’attività mobile, la scelta del luogo incide direttamente sul numero dei passanti, sulla possibilità di fermarsi e sulla capacità di raggiungere residenti, turisti e persone che frequentano la movida.

Il carretto può lavorare in strada, durante manifestazioni, nelle aree autorizzate o in occasione di eventi privati. La classificazione ATECO 2025 comprende la ristorazione mobile e i servizi di ristorazione ambulante svolti con carrelli mobili o bancarelle trasportabili. Questo non significa operare senza vincoli. Restano necessari gli adempimenti amministrativi, sanitari e fiscali previsti per la vendita e la somministrazione di alimenti.

Per un’attività alimentare mobile occorre organizzare almeno questi aspetti:

  • l’autorizzazione amministrativa per il commercio o la somministrazione;
  • la notifica sanitaria e il rispetto delle procedure di sicurezza alimentare;
  • l’eventuale concessione per occupare il suolo pubblico;
  • la disponibilità di acqua ed energia, oltre alla refrigerazione e ai sistemi di conservazione;
  • la gestione degli incassi, dei documenti fiscali e dei pagamenti elettronici;
  • il trasporto del carretto e l’approvvigionamento quotidiano delle materie prime.
I social network agiscono come un canale di vendita indiretto. Un video pubblicato su TikTok, Instagram o Facebook non produce automaticamente un incasso. Può però indirizzare le persone verso un luogo preciso, in una determinata fascia oraria. Nel caso di Giovanni, l’effetto è stato amplificato dalla trasmissione televisiva e dall’interesse concentrato sulla relazione con Sabrina.

Quanto costa gestire un carretto alimentare

Non esistono dati pubblici sull’investimento iniziale sostenuto da Giovanni per acquistare, allestire e autorizzare il suo carretto. La somma necessaria cambia in base al tipo di mezzo, alle attrezzature già disponibili, all’eventuale bisogno di un laboratorio esterno e alle condizioni della struttura mobile o del veicolo.

Le spese ricorrenti e quelle di avvio riguardano di norma:

  • l’acquisto oppure il noleggio del carretto e dei relativi impianti;
  • frigoriferi, congelatori, vetrine, generatori e altre attrezzature;
  • materie prime come brioche, gelato, granite, creme e confezioni;
  • carburante, manutenzione e spostamenti tra le diverse zone;
  • canoni per il suolo pubblico o quote richieste dagli eventi;
  • commercialista, assicurazioni, contributi previdenziali e imposte;
  • eventuali collaboratori durante i periodi di maggiore affluenza.
Le materie prime aumentano insieme alle vendite, anche se il rapporto non è sempre proporzionale. Un’organizzazione efficiente può acquistare quantità più consistenti e contenere gli sprechi. Una domanda superiore alle previsioni crea invece problemi pratici: le scorte possono finire, i tempi di attesa allungarsi e il personale disponibile non bastare.

Anche il regime fiscale incide sul risultato finale. Per il commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate riportano, nel regime forfetario, un coefficiente di redditività del 40 per cento riferito al quadro normativo utilizzato per il periodo d’imposta 2024. Quel coefficiente non corrisponde al profitto effettivamente ottenuto. Serve a determinare il reddito fiscale secondo le regole del regime adottato.

Il confronto con la ristorazione mobile

La ristorazione mobile è una componente riconosciuta del settore dei servizi alimentari. I dati del Registro delle imprese elaborati dalla Camera di commercio della Romagna indicavano, alla fine del 2024, 1.286 imprese attive nella classe “ristoranti e attività di ristorazione mobile” in provincia di Forlì-Cesena.

Si tratta di un dato territoriale, che non può essere trasferito automaticamente a Catania né all’intero Paese. Serve però a mostrare che carrelli, food truck e altre formule mobili appartengono a un settore economico strutturato.

Dentro la stessa categoria rientrano attività molto diverse: furgoni attrezzati, bancarelle, chioschi temporanei, operatori presenti alle fiere e venditori specializzati in un solo prodotto. La concorrenza può essere alta. La domanda, poi, dipende dalla stagione, dagli eventi e dalla capacità di spesa dei clienti.

Una serata riuscita non dimostra che ogni carretto possa incassare cifre simili. Nel caso di Giovanni si sono concentrate condizioni particolari: il ritorno del programma televisivo, la curiosità del pubblico, la presenza dei fan, il periodo estivo e la riconoscibilità della brioche col gelato.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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