La Lancia Delta torna a far sognare con un nuovo render dalle forme muscolose e dal sapore Integrale. Cosa ha detto Arnaud Belloni sul futuro del marchio e cosa potrebbe davvero arrivare
La Lancia Delta torna al centro dell’attesa degli appassionati. Un nuovo render, firmato da Forma Corsa, un nome legato a RestomodGT, immagina una Delta dalle forme squadrate, con passaruota larghi e assetto ribassato, e riaccende la domanda che il marchio si sente ripetere da anni: quando torna? La risposta ufficiale non c’è, ma una cosa è certa: la Delta non è stata cancellata, e il nuovo amministratore delegato Arnaud Belloni ha lasciato aperte le porte a modelli sportivi in serie limitata e a una Lancia più piccola. .
Il progetto è un’elaborazione digitale di Forma Corsa, legata a RestomodGT, e non ha alcun collegamento con i programmi ufficiali di Lancia. Il suo valore sta nel modo in cui reinterpreta lo spirito della Delta Integrale. La carrozzeria è gialla, con tetto quasi orizzontale, montanti marcati e linee squadrate, più muscolose di quelle della Delta originale, e un assetto ribassato che le dà un’andatura da rally.
I passaruota sono notevolmente allargati, con minigonne vicine all’asfalto, grandi prese d’aria laterali e parafanghi posteriori pronunciati. I cerchi scuri a turbina contrastano con la vernice. Il frontale porta il calice luminoso Lancia in una sottile fascia nera, con gruppi ottici più bassi, sfoghi d’aria sul cofano, uno splitter pronunciato e una grande apertura inferiore. Dietro ci sono il lunotto inclinato, lo spoiler sul tetto, i fanali circolari con grafica a Y e un grande diffusore. È un disegno che mette insieme tre ingredienti riconoscibili: la sagoma compatta a due volumi, i muscoli da Integrale e il linguaggio luminoso della Lancia di oggi.
Il render, però, non anticipa il modello di serie. Nessuna indicazione su design, specifiche o tempi è stata confermata dal marchio, e proprio per questo funziona: tiene viva l’attesa senza promettere nulla, e dà agli appassionati un’immagine concreta di ciò che una Delta moderna potrebbe essere.
Il piano di rilancio di Lancia prevedeva tre modelli in sequenza: Ypsilon, Gamma e poi una nuova Delta elettrica nel 2028. I primi due sono sulla strada. La Ypsilon è il modello attuale del marchio e la Gamma, lunga 4,67 metri, si colloca sopra la Ypsilon. In Italia la versione termica, con un’autonomia dichiarata di 1.000 km, è pensata soprattutto per le flotte aziendali, mentre negli altri mercati europei sono previste versioni elettriche con 540 e 740 km di autonomia dichiarata. Nella gamma c’è anche una variante HF a trazione integrale. Lancia sottolinea che l’auto è progettata, sviluppata e costruita in Italia.
Per la Delta, invece, le indicazioni si sono fatte meno precise. Gaetano Thorel, responsabile di Fiat, Abarth e Lancia per l’Europa allargata, che ha assunto il ruolo commerciale di Lancia tra agosto e settembre 2026, ha definito il 2028 un riferimento indicativo, e ha spiegato che le risorse vanno prima ai modelli attuali e a quelli vicini al lancio. Il ritorno della Delta, dunque, resta nei programmi possibili del marchio, senza un calendario fermo e senza dettagli tecnici o motorizzazioni annunciati. La Delta non risulta ufficialmente cancellata, e questo è il punto che conta.
Resta aperta anche la questione tecnica. Non sono stati annunciati la piattaforma né le motorizzazioni della futura Delta, e il progetto originale la descriveva come una compatta di circa 4,4 metri, dalle superfici scolpite e dalla postura muscolosa. Non è una scheda tecnica confermata, ma una descrizione dei primi studi. Il render di Forma Corsa, con il suo assetto largo e basso, spinge quell’idea ancora più in là e indica l’immagine che il pubblico associa al nome: una compatta corta, larga sulle ruote e con un carattere sportivo, più vicina alla tradizione della Integrale che a una berlina elettrica da famiglia.
Per il marchio la sfida è tenere insieme due piani. Da una parte c’è l’obiettivo industriale, cioè far crescere vendite e presenza internazionale con Ypsilon e Gamma, dall’altra c’è il valore emotivo di un nome che i lancisti non hanno dimenticato. Un render che raccoglie attenzione ricorda a tutti che il secondo piano esiste, e che un’auto come la Delta, anche solo in serie limitata, può diventare il simbolo della nuova Lancia.
Il nuovo amministratore delegato ha parlato in occasione del Salone di Parigi 2026 e ha descritto una Lancia che deve prima consolidare ciò che ha. Le priorità sono Ypsilon e Gamma, che devono vendere e rafforzare il marchio. Solo dopo, ha lasciato intendere, si potrà pensare a una «Lancia parte 2 o parte 3».
Le possibilità che ha lasciato aperte sono due. La prima è una piccola Lancia, una citycar ispirata alle vecchie Autobianchi A112 e Lancia Y10, entrambe lunghe circa 3,6 metri e vendute in oltre un milione di esemplari ciascuna: è un’idea, non un progetto annunciato, perché i piani sono ancora in fase di definizione. La seconda è quella delle edizioni limitate sportive per i «lancisti», con una cadenza che potrebbe essere biennale, un’ipotesi e non un impegno. È in questo spazio, tra piccola serie e modelli dedicati agli appassionati, che una Delta di nuova generazione trova il suo posto naturale.
Belloni, insieme a Thorel, ha fissato anche il metodo: il futuro dei prodotti si deciderà in base ai risultati commerciali di Ypsilon e Gamma. Il ritorno della Delta non è escluso, ma dipende dal successo della strategia attuale. Per questo la Delta non ha una data, e per lo stesso motivo non è un sogno chiuso.
Per far funzionare la strategia Lancia ha già messo in campo alcune leve. La prima è la rete: il marchio ha 162 concessionarie in Italia, ma solo circa venti in Francia e in Belgio, e per questo Thorel propone di aggiungere da 70 a 100 concessionarie Fiat in Europa che ospitino spazi dedicati chiamati Lancia Studio, con investimenti relativamente contenuti. La seconda è lo sport: Lancia ha confermato un impegno triennale nel Trofeo Lancia per giovani piloti, valuterà più avanti il ritorno ai rally e considera il recente titolo costruttori nel WRC2 una spinta per l’immagine.
È in questo contesto che la Delta pesa più di qualunque altro nome. La Delta Integrale ha vinto sei titoli mondiali costruttori consecutivi dal 1987 al 1992, ed è l’auto che molti associano all’idea stessa di Lancia sportiva. Un modello con quel nome, in piccola serie o come versione sportiva della gamma, sarebbe il modo più diretto per parlare ai lancisti e per dare un volto alla «parte 2» del marchio.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...