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Lasciare l'aria condizionata accesa con l'auto ferma può costare davvero caro: le regole e le multe fino a 444 euro

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Tenere acceso il climatizzatore a motore spento durante la sosta può risultare molto costoso: tra normativa, rischi ambientali, multe fino a 444 euro e buone pratiche per evitare sanzioni.

Mantenere l'ambiente interno dell'auto fresco durante le pause può sembrare una scelta di comfort, soprattutto nelle stagioni più calde. Tuttavia, il Codice della Strada disciplina rigorosamente l'uso del climatizzatore a veicolo fermo, prevedendo sanzioni amministrative anche rilevanti in caso di inosservanza. Molti conducenti sottovalutano gli effetti di questa pratica, ignorando che non solo incide negativamente sull'ambiente ma può esporre al rischio di multe salate.

Diventa quindi necessario comprendere quali siano le situazioni in cui è permesso tenere il motore acceso per alimentare il condizionatore e quando, invece, sussiste l'obbligo di spegnerlo per non incorrere in sanzioni fino a 444 euro. Un'attenta conoscenza delle regole attuali permette di evitare spiacevoli conseguenze e di muoversi in modo responsabile, rispettando la normativa e l'ambiente.

Sosta, fermata, arresto: le differenze per il Codice della Strada

Distinguere tra arresto, fermata e sosta è essenziale per comprendere quando scatta l'obbligo di spegnere il motore e, quindi, quando sia permesso mantenere acceso l'impianto di climatizzazione. Il riferimento normativo fondamentale è l'articolo 157 del Codice della Strada che definisce con precisione tali termini:

  • Arresto: si tratta dell'interruzione della marcia dovuta a esigenze del traffico, come ad esempio in una coda o a un semaforo rosso. In queste condizioni, il conducente non sceglie volontariamente di fermarsi, ma è costretto dalle circostanze della circolazione.
  • Fermata: viene considerata una sospensione della marcia di brevissima durata, legata a necessità immediate come la salita o la discesa di passeggeri. In questa situazione, il conducente deve trovarsi sempre presente e pronto a riprendere la marcia in qualsiasi momento.
  • Sosta: indica una sospensione della marcia superiore alla fermata, durante la quale il conducente può anche allontanarsi dal veicolo. Si verifica quando il veicolo resta fermo per un tempo non breve o viene parcheggiato, sia lungo la carreggiata sia in aree dedicate.
La distinzione è tutt'altro che teorica: nella fermata non sussiste, secondo la legge, l'obbligo di spegnere il motore, perché la sospensione è brevissima e il conducente è sempre pronto a ripartire. Viceversa, in caso di sosta, la normativa è molto chiara: il motore deve essere spento, indipendentemente dalla presenza del conducente a bordo o meno. La normativa collega l'obbligo di spegnimento allo stato di sosta in sé e non al luogo fisico in cui si trova il veicolo.
Altrettanto importante è la corretta posizione in cui lasciare il veicolo: sia durante la fermata sia nella sosta, occorre sistemarsi il più possibile vicino al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso, e lasciare spazio ai pedoni se manca il marciapiede. Un'attenta applicazione delle definizioni consente non solo di evitare sanzioni ma anche di adottare comportamenti di guida più sostenibili e sicuri.

Obbligo di spegnere il motore durante la sosta

Per quanto riguarda l'obbligo di spegnere il motore durante la sosta, il punto di riferimento è l'articolo 157 del Codice della Strada, comma 2. La normativa stabilisce che in caso di sosta il veicolo deve avere il motore spento. L'obbligo non fa riferimento alle motivazioni per cui un conducente potrebbe lasciarlo acceso (come il condizionatore), ma si applica ogni qualvolta la situazione risponde alla definizione di sosta. L'obiettivo della norma è molteplice:

  • Ridurre le emissioni inquinanti, migliorando la qualità dell'aria nelle aree urbane e tutelando la salute pubblica.
  • Limitare il rumore prodotto dai motori in funzione inutilmente, soprattutto in aree residenziali e nei pressi di esercizi pubblici.
  • Evitare sprechi energetici dovuti al funzionamento del motore senza reale necessità di circolazione.
  • Prevenire pericoli per la sicurezza, dal momento che un veicolo acceso ma non guidato può costituire un rischio per terzi.
La stessa disposizione disciplina inoltre la corretta collocazione del veicolo durante la sosta: il veicolo deve essere lasciato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata e in posizione parallela al senso di marcia, garantendo sempre la sicurezza e la fluidità del traffico.

Spegnere il motore in sosta non è solo una prescrizione normativa, ma un elemento importante di responsabilità civica verso l'ambiente e la collettività. Adeguarsi a queste regole vuol dire contribuire a una mobilità più sostenibile, alleggerendo il carico di emissioni e di rumore nelle nostre città e rispettando il principio di equità nell'uso degli spazi pubblici.

No a climatizzatore acceso a motore fermo: cosa si rischia

Spesso ci si domanda se sia consentito mantenere in funzione il climatizzatore durante una sosta, con il motore acceso. La risposta normativa è chiara: il Codice della Strada vieta di lasciare acceso il motore in sosta, indipendentemente dall'uso che se ne fa. L'articolo 157 non introduce alcuna eccezione legata all'alimentazione dell'impianto di climatizzazione o ad altri dispositivi presenti a bordo. L'obbligo riguarda tutte le situazioni di sosta e si applica:

  • Che il conducente sia ancora a bordo o si sia allontanato dal mezzo.
  • Anche quando il motore resta acceso solo per attivare il raffrescamento dell'abitacolo e non per esigenze di spostamento reale.
  • Indipendentemente dall'area di sosta (lungo la strada, parcheggi pubblici, aree di servizio, ecc.).
Dal punto di vista giuridico, la normativa pone il focus sullo stato del veicolo e non sulle intenzioni o sulle necessità del conducente. Lasciare acceso il motore soltanto per usufruire del clima o per altri motivi personali non è consentito: tale comportamento, anzi, è tra i più facilmente sanzionabili dalle autorità che presidiano il rispetto delle regole su fermata e sosta nelle aree pubbliche.

Le ragioni alla base di questa disciplina attingono alla tutela dell'ambiente e della sicurezza pubblica. Oltre all'aspetto sanzionatorio, è importante ricordare che un veicolo acceso in modo improprio contribuisce alle emissioni, incrementa il rischio di furto o di eventi imprevisti, e comporta spese di carburante non necessarie.

Le sanzioni previste: importi delle multe fino a 444 euro

Il mancato rispetto delle disposizioni in materia di spegnimento del motore durante la sosta comporta una sanzione amministrativa pecuniaria, come stabilito dall'articolo 157 del Codice della Strada. L'importo dell'infrazione può variare, ma secondo i parametri attuali la multa può arrivare fino a 444 euro, particolarmente se ricorrono circostanze aggravanti o recidive.

I casi più comuni di contestazione sono spesso legati a comportamenti quotidiani:

  • Auto lasciata lungo il bordo della carreggiata oppure in parcheggio regolamentato, con motore acceso per mantenere il condizionatore in funzione. Se il conducente rimane a bordo ma l'attesa si prolunga, la situazione viene tipicamente equiparata alla sosta vera e propria e può essere immediatamente sanzionata dagli organi di controllo.
  • Sosta nelle vicinanze di esercizi commerciali, scuole o luoghi di attesa. Anche in questo caso, se il veicolo è fermo per un tempo superiore a pochi minuti, e il motore viene lasciato acceso per il clima, si configura la violazione della norma.
La contestazione può essere effettuata sia dagli agenti di polizia stradale sia dal personale addetto ai servizi di gestione delle aree di sosta, in forza di quanto previsto dagli articoli 7, 157 e 158. La presenza del conducente a bordo non rappresenta di per sé un esimente se la permanenza supera la brevissima durata della fermata. Nella tabella seguente sono riportati, a titolo esemplificativo, gli importi tipici delle sanzioni:

Tipologia di infrazione

Importo minimo

Importo massimo

Motore acceso in sosta

223 euro

444 euro

È importante ricordare che questi importi sono soggetti ad aggiornamenti regolamentari e che la verbalizzazione può coinvolgere diversi organi di controllo incaricati dalle amministrazioni locali.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...