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Nuove norme Euro 7 per veicoli commerciali nel 2026: per quali scattano, da quando, funzionamento e regole

di Chiara Compagnucci pubblicato il
normativa euro 7 e veicoli commerciali

Dal 2026, le norme Euro 7 cambiano le regole per i veicoli commerciali: limiti stringenti su emissioni, polveri di freni e pneumatici, requisiti di durabilità e test reali per una mobilità più sostenibile.

Introduzione alle nuove norme Euro 7 per veicoli commerciali dal 2026

Un importante cambiamento normativo si profila all’orizzonte per l’intero comparto dei trasporti su strada: il debutto, dal 2026, dei nuovi regolamenti europei sull’impatto ambientale dei mezzi commerciali. L’evoluzione legislativa interessa non solo i veicoli con motorizzazione tradizionale, ma coinvolge direttamente anche le versioni ibride ed elettriche. L’obiettivo dichiarato dell’Euro 7 è ridurre sensibilmente le emissioni inquinanti – sia quelle provenienti dai gas di scarico sia le particelle generate dal consumo di freni e pneumatici – perfezionando così un percorso normativo cominciato negli anni ‘90.

La categoria Euro 7 si inserisce in una tendenza europea di progressivo inasprimento dei limiti agli inquinanti, imponendo standard più rigorosi rispetto alla normativa Euro 6 oggi in vigore. Questo aggiornamento interessa direttamente proprietari di flotte, esercenti e operatori che puntano a garantire la conformità del parco circolante e, al tempo stesso, una migliore qualità dell’aria nei contesti urbani e non solo. Oltre ai limiti più severi, il nuovo regolamento introduce strumenti di sorveglianza e controllo innovativi, favorendo una transizione più trasparente e responsabile dell’intero settore.

Quando entrano in vigore le norme Euro 7 e per quali veicoli

Il calendario di applicazione delle disposizioni Euro 7 risulta ben definito nelle scadenze e nella platea dei veicoli coinvolti. Dal 29 novembre 2026 la normativa si applicherà a tutti i nuovi modelli di auto e veicoli commerciali leggeri omologati in Unione Europea; a seguire, dal 29 novembre 2027, l’obbligo scatterà per ogni nuovo veicolo immesso sul mercato, senza distinzione di alimentazione. L'estensione alle categorie di mezzi pesanti avverrà in fasi successive, a partire dal 2028, mentre piccoli costruttori potranno beneficiare di deroghe fino al 2030.

  • Categorie interessate: auto, furgoni, veicoli commerciali leggeri (N1) dal novembre 2026
  • mezzi pesanti (autobus, autocarri, rimorchi): a partire dal 2028
  • deroghe temporanee per produttori di piccole dimensioni fino a luglio 2030
L’applicazione della normativa riguarda esclusivamente veicoli di nuova immatricolazione; i mezzi già circolanti non saranno soggetti ad adeguamento obbligatorio.

Questo passaggio sancisce l’uniformità del quadro regolatorio europeo e garantisce che tutte le tipologie di alimentazione – benzina, diesel, ibride plug-in, completamente elettriche e persino a metano o GPL – rispondano a parametri ambientali simili nella gestione delle emissioni. L’introduzione progressiva delle regole permette ai costruttori e alle flotte di organizzare con anticipo l’adeguamento, minimizzando impatti logistici e finanziari.

Principali novità: limiti su emissioni e polveri da freni e pneumatici

L’aspetto maggiormente innovativo della disciplina Euro 7 è l’allargamento dei limiti alla totalità delle fonti di inquinamento veicolare. Non solo i tradizionali ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio e particolato generati dallo scarico, ma anche le cosiddette “emissioni non regolamentate” che derivano da attrito e usura di freni e pneumatici, oltre alle microplastiche.

La normativa impone:

  • Nuovi livelli massimi per polveri da freni e pneumatici: fissato un limite di 7 mg/km per il particolato da usura dei freni, destinato a scendere a 3 mg/km dal 2035.
  • Introduzione di valori soglia sulle emissioni di ammoniaca (NH3) e altre sostanze non regolamentate in passato
  • Unificazione dei limiti tra propulsori diesel e benzina per NOx nelle auto e nei veicoli commerciali leggeri, promuovendo un approccio più uniforme alla riduzione delle emissioni.
Spicca l’attenzione alle realtà urbane, dove le polveri ultrafini prodotte dall’usura di freni e pneumatici possono incidere pesantemente sulla qualità dell’aria, anche nei veicoli a trazione elettrica. Tale attenzione sottolinea come la sostenibilità ambientale non si limiti più solo a ridurre i gas di scarico, ma richieda un’analisi globale dell’impatto dell’automobile su salute pubblica e ambiente.

Nuovi requisiti di durabilità e controllo: Oba, Passaporto ambientale e garanzie su batteria

I nuovi standard ambientali impongono una reale trasformazione del ciclo di vita del veicolo. Oltre al rispetto iniziale dei parametri, i mezzi commerciali dovranno mantenere le prestazioni pulenti per un periodo assai più esteso rispetto al passato.

  • Il concetto di “durabilità estesa”: impone il mantenimento dei valori di emissione per 10 anni o 200.000 km, il doppio rispetto agli 8 anni/160.000 km richiesti dalla precedente normativa.
  • Obbligo di sistemi On-Board Monitoring (Oba): un “vigile elettronico” a bordo che monitora in tempo reale le emissioni e segnala eventuali anomalie
  • Introduzione del Passaporto Ambientale Veicolo: un documento digitale attestante le performance ambientali (CO2, consumi, stato della batteria per elettrici/ibridi), favorendo una trasparenza concreta per consumatori ed enti di controllo
Specifiche garanzie sulle batterie sono richieste per i veicoli a trazione elettrica e ibrida, a tutela dell’efficienza ambientale e del valore del veicolo anche nel medio periodo.

Durata delle emissioni e vita utile dei sistemi anti-inquinamento

Viene sancito per la prima volta l’obbligo di mantenimento delle prestazioni ambientali per 10 anni o 200.000 km.

I sistemi di abbattimento degli inquinanti dovranno essere progettati e certificati per conservare standard prestazionali costanti durante la vita utile del mezzo. Tale requisito si estende anche alle componenti che trattano le emissioni non derivanti dai gas di scarico, come filtri freno e tecnologie anti-particolato degli pneumatici.

Obblighi per veicoli elettrici e ibridi: test e garanzia batterie

Per la prima volta, Euro 7 affronta direttamente il tema della longevità delle batterie nei veicoli elettrici e ibridi plug-in:

  • Requisiti minimi di efficienza: le batterie dovranno conservare l’80% della capacità originale dopo 5 anni o 100.000 km e il 72% dopo 8 anni o 160.000 km.
  • Introduzione di test standardizzati per monitorare la degradazione e sistemi di sorveglianza digitale nel Passaporto Ambientale.
Tali obblighi sono pensati per rafforzare la fiducia dei consumatori e favorire il mercato dell’usato “green”.

Test di omologazione in condizioni reali e impatto sulle procedure di omologazione

L’Euro 7 rappresenta una svolta significativa sperimentalmente e operativamente, perché introduce test di omologazione più vicini alle reali condizioni d’uso:

  • Valutazione delle prestazioni ambientali su una gamma più ampia di scenari, dalle basse alle alte temperature (fino a +45°C), su percorsi brevi e condizioni miste (urbane/autostradali).
  • Utilizzo di sensori On-Board per il monitoraggio continuo e la trasmissione dei dati ambientali ai centri di controllo.
  • Omologazione condizionata al rispetto delle normative in ogni fase del ciclo di vita, sia nel laboratorio che su strada.
Questi accorgimenti puntano a eliminare le discrepanze tra valori dichiarati e prestazioni effettive, riducendo il divario – emerso nelle generazioni normative precedenti – tra test di laboratorio e comportamento reale. Le nuove procedure richiederanno investimenti in tecnologie di bordo, software e progettazione, con impatti diretti sulla fase di certificazione e sulla trasparenza nei confronti di istituzioni e consumatori.

Conseguenze sulle restrizioni alla circolazione e incentivi previsti

L’entrata in vigore degli standard Euro 7 avrà ripercussioni importanti sia sulle politiche di mobilità urbana che sulle scelte dei consumatori e delle aziende. Nelle aree metropolitane, infatti, le normative locali e i piani anti-smog potranno diventare ancora più selettivi, riservando la piena libertà di circolazione a chi utilizza veicoli della nuova classe ambientale.

  • Possibili restrizioni alla circolazione: limitazioni più frequenti, soprattutto in ZTL e LEZ, per veicoli di classe Euro 6 o inferiore; accesso facilitato e agevolazioni per quelli di nuova generazione
  • Incentivi economici: molte amministrazioni potrebbero varare bonus per la rottamazione di veicoli obsoleti e l’acquisto di modelli con emissioni ridotte, in particolare per elettrici e ibridi plug-in.
  • Benefici fiscali e agevolazioni variabili secondo i regolamenti nazionali e locali, come esenzioni dal bollo, riduzioni su parcheggi e altri “premi ambientali”
La crescente pressione verso soluzioni a basso impatto sarà accompagnata da misure di sostegno, con lo scopo di accelerare la transizione e di offrire alternativa economiche competitive a flotte aziendali e privati.

Conclusione: Euro 7 come passo decisivo verso una mobilità sostenibile

L’emanazione delle nuove regole ambientali rappresenta molto più di un semplice aggiornamento tecnico: è la manifestazione di una visione condivisa a livello continentale, quella di indirizzare i trasporti verso una sostenibilità reale e misurabile. Attraverso la combinazione di limiti più rigorosi, controlli in tempo reale e obblighi trasversali su tutta la filiera produttiva, Euro 7 incoraggia innovazione tecnologica, investimenti nella sicurezza operativa e una maggiore trasparenza per chi guida e per chi acquista.

Le implicazioni sono molteplici: maggior tutela della salute pubblica, promozione di nuovi modelli di motorizzazione e strumenti legislativi che spingono l’industria a ridurre il proprio impatto ambientale. Il processo di adeguamento in atto sta spingendo costruttori, fornitori e operatori a ripensare prodotti e servizi secondo criteri di efficienza ed eco-compatibilità, favorendo così una marcata evoluzione nella mobilità urbana e nelle abitudini di consumo. In quest’ottica, le nuove regole europee rappresentano, a tutti gli effetti, il prossimo grande passo verso una realtà a basse emissioni, a beneficio delle generazioni attuali e future.