Il nuovo elenco pubblico delle auto difettose introduce regole stringenti per costruttori e proprietari: dalle modalità di iscrizione e verifica, agli obblighi sulle riparazioni, sanzioni, rischi assicurativi e impatto sul mercato dell'usato.
Una nuova misura per la tutela della sicurezza viaria prende forma: dal 17 febbraio 2026 entra in vigore l'innovativo database pubblico dedicato ai veicoli che non hanno effettuato le riparazioni previste dalle campagne di richiamo. Si tratta di un'iniziativa destinata a cambiare radicalmente il controllo e la trasparenza nel settore automobilistico italiano, inasprendo la lotta contro la circolazione di auto tecnicamente pericolose.
Istituito dalla Motorizzazione Civile sulla base dell'articolo 80-bis del Codice della Strada l'archivio consente oggi a chiunque di verificare se la propria autovettura o un veicolo di interesse sia stato sottoposto agli interventi obbligatori. Questa misura, maturata dopo anni di richiami ignorati e incidenti legati a difetti di fabbrica, rappresenta un punto di svolta per la sicurezza collettiva e la responsabilizzazione degli automobilisti e dei produttori.
L'archivio digitale introdotto con il decreto direttoriale n. 589/2025 è gestito dal Centro elaborazione dati della Motorizzazione Civile ed è accessibile pubblicamente online. Dopo 24 mesi dall'inizio di una campagna di richiamo, se il veicolo non risulta ancora riparato, la casa costruttrice è tenuta a registrarne i dati nell'elenco telematico. Questo sistema coinvolge non solo le auto nuove e in leasing, ma anche i veicoli usati e i rimorchi delle categorie M, N e O. La lista contiene i codici identificativi essenziali, tra cui il numero di telaio (Vehicle Identification Number, VIN) e la targa:
La piena operatività dell'archivio potrà richiedere alcuni mesi per l'inserimento progressivo di tutte le segnalazioni, ma già dal primo giorno di entrata in vigore consente agli utenti di accedere gratuitamente al servizio e di monitorare lo stato del proprio veicolo.
Le case automobilistiche sono oggi vincolate da un nuovo sistema di responsabilità diretta in merito ai difetti di fabbrica e alle campagne di sicurezza. Dal momento in cui parte una campagna di richiamo ufficiale, se entro due anni il proprietario non interviene per la riparazione, il costruttore è tenuto a inserire il veicolo non conforme nell'elenco presso la Motorizzazione Civile. Questo obbligo si traduce in una procedura operativa standardizzata e monitorata dalla Direzione Generale per la Motorizzazione:
Le fonti normative di riferimento sono l'articolo 80-bis del Codice della Strada (riformato dalla legge 177/2024) e i regolamenti attuativi pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture. Queste prescrizioni segnano una discontinuità rispetto al passato, in cui la gestione dei richiami era lasciata esclusivamente ai produttori e spesso condizionata da inefficienze o limiti comunicativi.
Il database telematico abbraccia una vasta tipologia di veicoli, includendo tutte le autovetture (M), gli autocarri (N) e i rimorchi (O). Restano temporaneamente esclusi motocicli e ciclomotori. Tra i difetti più segnalati spiccano quelli legati alle tecnologie elettroniche, ai sistemi di sicurezza attiva e passiva, ma anche agli organi meccanici vitali:
La nuova banca dati offre uno strumento di verifica incrociata senza precedenti per le autorità, favorendo efficaci controlli su strada e durante le revisioni periodiche. A ogni controllo di routine, la pattuglia può consultare l'elenco tramite accesso diretto alle banche dati della Motorizzazione Civile, risalendo immediatamente allo status del veicolo:
Le nuove regole comportano un regime sanzionatorio molto severo per scoraggiare omissioni e violazioni sia da parte delle case automobilistiche sia dei proprietari inadempienti. Si distinguono quindi due tipologie di responsabilità amministrativa, come definito dall'articolo 80-bis e dagli articoli correlati del Codice della Strada:
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Soggetto inadempiente |
Tipo di sanzione |
Importo |
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Costruttori |
Mancato inserimento/aggiornamento dati |
Da 10.000 a 60.000 euro per ogni violazione |
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Proprietari o conducenti |
Circolazione con veicolo segnalato |
Da 173 a 694 euro |
La presenza nell'elenco può inoltre comportare il provvedimento accessorio di sospensione della circolazione fino all'avvenuta esecuzione degli interventi obbligatori. Soltanto dopo la regolarizzazione e l'aggiornamento della posizione del veicolo nel database sarà possibile riottenere l'idoneità alla circolazione.
Le norme sanciscono la parificazione tra auto non riparate dopo il richiamo e veicoli privi di revisione valida: ciò significa un rafforzato presidio sul rispetto della sicurezza, senza scappatoie per chi ignora i richiami. Il rischio di incorrere in sanzioni è dunque concreto e crescente, data anche la cooperazione tra Motorizzazione, polizia stradale e centri di revisione.
Guidare un'auto presente nel database degli interventi non eseguiti può avere serie conseguenze in caso di incidente: se risulta accertato che il sinistro sia stato causato - anche solo in parte - da un difetto oggetto di richiamo ignorato, le compagnie assicurative possono contestare la responsabilità e, nei casi limite, negare il risarcimento.
L'adozione di uno strumento pubblico, digitale e facilmente consultabile introduce una nuova stagione di prevenzione e trasparenza per l'intero settore automobilistico. I principali vantaggi di questa riforma sono:
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...