Anche dopo anni al volante, un lampeggio dei fari può lasciare dubbi: che cosa significa davvero? L’articolo 153, la posizione dell’auto e il momento del segnale aiutano a interpretarlo, senza confonderlo con una precedenza.
L’articolo 153 del Codice della strada consente di usare a intermittenza gli abbaglianti per avvertire di un pericolo o segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare. Nella guida quotidiana, però, il lampeggio viene usato anche come gesto di cortesia, richiamo o avviso informale di un controllo. I significati attribuiti ai fari cambiano con le consuetudini e con la situazione: il segnale non ha un codice universale. Soprattutto, non assegna la precedenza e non autorizza a impegnare un incrocio o una corsia.
La posizione dei veicoli, le condizioni della strada e il momento in cui arriva il lampo possono aiutare a interpretarlo, ma non sempre chiariscono l’intenzione di chi guida. Per decidere una manovra, contano la segnaletica, la visibilità e le precedenze. Il resto va verificato direttamente sulla strada.
Il Codice della strada disciplina l’uso dei dispositivi di illuminazione, compresi i proiettori di profondità, cioè gli abbaglianti. L’articolo 153 ne ammette l’uso intermittente per avvertimenti utili a evitare incidenti e per comunicare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassarlo. Il lampeggio è dunque previsto in relazione alla sicurezza o a una manovra di sorpasso: non è un codice libero per trasmettere qualsiasi messaggio.
Il segnale luminoso non cambia le regole della strada. Se un conducente lampeggia mentre un’auto è ferma a un incrocio, la precedenza resta quella indicata dalla segnaletica o dalle regole generali. Chi riceve il segnale controlla la strada e decide in base alle condizioni effettive. La precedenza non si cede con un lampo: la manovra deve rispettare le regole ed essere sicura.
Per l’uso improprio dei dispositivi luminosi, la violazione richiamata dall’articolo 153 comporta una multa da 42 a 173 euro. L’importo può cambiare con gli aggiornamenti legislativi e la contestazione dipende dalla condotta osservata e dalle circostanze concrete. In pratica, i fari servono a rendere più sicura una situazione, non a sostituire la segnaletica o le indicazioni stradali.
Nella guida di tutti i giorni, un lampeggio può voler dire “passa”, “ti ho visto”, “attenzione” o “c’è qualcosa più avanti”. A volte è una cortesia: un automobilista lascia spazio a un altro veicolo o richiama l’attenzione su una manovra. Sono convenzioni diffuse, ma non equivalgono alle prescrizioni del Codice e non vengono interpretate allo stesso modo da tutti gli utenti della strada.
È comune anche lampeggiare per segnalare una pattuglia, un posto di controllo o un autovelox. Questa consuetudine è distinta dalle finalità previste dall’articolo 153, che ammette il segnale per avvertire di un pericolo e per indicare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare. Avvisare di un controllo è un uso diverso e, se gli agenti osservano la condotta e la riconducono a tale scopo, può essere contestato l’uso improprio dei dispositivi luminosi.
Un lampo può riferirsi a un ostacolo, a una condizione di rischio oppure a un abbagliante rimasto acceso. La consuetudine, da sola, non dà la certezza di aver capito il messaggio. Meglio evitare una manovra immediata basata sull’interpretazione più comoda.
Il primo indizio è da dove arriva il lampeggio. Se proviene da un veicolo che procede in senso opposto, in prossimità di una curva, di un tratto poco visibile o di una zona con possibili ostacoli, può trattarsi di un avvertimento. Conviene allora rallentare, prestare attenzione alla carreggiata e tenere una traiettoria regolare, senza scartare bruscamente o frenare in modo pericoloso.
Quando il segnale arriva da dietro, chi guida può voler indicare la propria presenza o l’intenzione di sorpassare. È proprio uno degli usi contemplati dall’articolo 153: il veicolo che segue può rivolgere un lampeggio intermittente a quello che lo precede per segnalare la manovra. Chi è davanti mantiene una condotta prevedibile e agevola il sorpasso soltanto se può farlo senza rischio e nel rispetto delle regole. Uno spostamento improvviso non è la risposta.
Più delicata è la situazione in cui un veicolo fermo, o in procinto di entrare in una strada laterale, lampeggia come invito a passare. La posizione dei mezzi, da sola, non stabilisce chi abbia la precedenza. Il conducente potrebbe aver segnalato altro oppure non aver visto un pedone, una bicicletta o un veicolo in arrivo. Il gesto dell’altro non sostituisce il controllo visivo e la segnaletica continua a valere.
Un segnale dato mentre ci si avvicina a un punto pericoloso può richiamare l’attenzione su ciò che si trova più avanti. Se invece è rivolto a un veicolo che precede e arriva prima di un possibile sorpasso, può annunciare l’intenzione di effettuare quella manovra. In entrambi i casi, prima di agire bisogna considerare visibilità, spazio disponibile, traffico e andamento della strada.
Un lampo isolato e una sequenza insistita possono avere toni diversi, ma il numero dei segnali non ha una traduzione ufficiale. Anche la situazione può confondere: su una strada buia un conducente può usare brevemente gli abbaglianti per rendersi visibile; nel traffico, il richiamo può dipendere da un altro problema. Non esiste un dizionario affidabile dei lampi che permetta di decidere come guidare senza controllare il contesto.
Con pioggia, nebbia o visibilità ridotta, occorre adeguare la velocità e scegliere i fari appropriati. Gli abbaglianti possono riflettersi sulle gocce o sulla nebbia, peggiorando la percezione della strada. Gli anabbaglianti sono la scelta ordinaria quando si viaggia con altri veicoli o in condizioni che possono produrre riflessi. Se si riceve un lampo, è meglio non fissare le luci: lo sguardo resta sulla propria traiettoria e sull’ambiente circostante.
La precedenza dipende dalle regole del Codice e dalla segnaletica. Stop, dare precedenza, semafori e configurazione dell’incrocio restano validi anche quando un altro conducente lampeggia. Il gesto può esprimere cortesia, ma non assicura che la corsia sia libera o che tutti abbiano visto la stessa situazione. Un’auto ferma per lasciar passare qualcuno, per esempio, può coprire la visuale su una seconda corsia o su un pedone.
Prima di muoversi, chi riceve il segnale valuta se la manovra è consentita, controlla entrambe le direzioni e verifica che non ci siano utenti nascosti o in arrivo. Se la situazione non è chiara, è meglio aspettare. Niente avanzamenti alla cieca e nessun affidamento sul fatto che l’altro rallenti ancora. Un invito apparente non garantisce che la manovra sia sicura.
Anche chi lampeggia per cortesia deve considerare che l’altro conducente potrebbe non capire subito il messaggio. La comunicazione tra automobilisti è limitata e lo stesso gesto può essere interpretato in modi diversi. Una velocità contenuta e una traiettoria prevedibile riducono il rischio che un’intenzione benevola crei una situazione pericolosa.
L’articolo 153 collega l’uso intermittente dei proiettori di profondità a due finalità: avvertire di un pericolo utile a evitare incidenti e segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare. Il lampeggio per annunciare un controllo stradale è estraneo a queste finalità e può comportare la sanzione amministrativa prevista per l’uso improprio, indicata tra 42 e 173 euro. Per contestare la violazione, la condotta deve essere osservata e valutata nelle circostanze del caso.
Un conducente può aver lampeggiato per ragioni di sicurezza, per esempio per segnalare un ostacolo o un pericolo. Per valutare il comportamento contano la posizione del veicolo, il destinatario del segnale, ciò che stava accadendo sulla strada e il momento in cui è stato dato. Quando serve a richiamare l’attenzione su un rischio, il lampeggio dovrebbe essere breve e accompagnato da una guida prudente.
Per gli autovelox, le postazioni devono essere segnalate in anticipo e chiaramente visibili, secondo le regole applicabili. Gli abbaglianti usati per avvisare informalmente gli altri non sostituiscono la segnalazione ufficiale e non rientrano tra le finalità di sicurezza indicate dall’articolo 153. Un conto è comunicare un pericolo immediato, un altro avvertire della presenza di un controllo.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...