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Perché sta sbagliando l'azienda in Veneto che licenzia 37 dipendenti su 37 per sostituirli con la IA

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di Marcello Tansini pubblicato il

Il caso InvestCloud in Veneto solleva interrogativi: la sostituzione totale dei lavoratori con l'IA nella tecnologia spinge a riflettere su innovazione, diritti, impatti sociali e nuove regole per il lavoro.

L'annuncio della società californiana InvestCloud, che ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 37 dipendenti nella sede di Marghera, in Veneto, rappresenta un punto di svolta nel dibattito su sostituzione tecnologica e occupazione in Italia. InvestCloud, operante nell'ambito della tecnologia finanziaria, ha comunicato la cessazione dell'attività fisica locale, pur mantenendo attiva l'operatività tramite soluzioni informatiche avanzate, principalmente gestite da sistemi di intelligenza artificiale. Questa decisione, tra le prime di questa portata nel Paese, fa emergere questioni legate alla giustizia sociale e alla sicurezza lavorativa nell'attuale fase di transizione digitale.

L'impatto della tecnologia sull'occupazione si manifesta oggi in modo tangibile e diretto, con tutta la forza di una scelta aziendale che punta a eliminare la sede italiana per concentrare attività e risorse globalmente. Quando si trattano beni immateriali e servizi, i vincoli di spazio e tempo vengono meno e con essi l'intero impianto delle tutele contrattuali, osserva Matteo Masiero (Fim Cisl Venezia), sottolineando come la spinta verso l'innovazione ponga nuove sfide non solo per i lavoratori coinvolti, ma per l'intero tessuto produttivo veneto e nazionale.

L'automazione nell'ICT e la decisione di InvestCloud

Negli ultimi anni il settore dell'ICT, cuore pulsante dell'innovazione nei servizi finanziari digitali, ha visto crescere in modo esponenziale l'adozione di automazione e sistemi di intelligenza artificiale. InvestCloud, con la propria sede unica in Italia a Marghera, aveva già impostato la propria strategia su sviluppo software, gestione di ambienti cloud e prodotti adattati alle esigenze locali. Tuttavia, l'evoluzione delle tecnologie ha innescato un progressivo ripensamento del modello distributivo tradizionale.

L'azienda motiva la trasformazione con l'esigenza di velocizzare i tempi di sviluppo, standardizzare i processi e massimizzare l'efficacia degli strumenti IT. Questa esigenza si traduce, oggi, in un ridotto bisogno di team locali: le attività che prima necessitavano di supporto umano dedicato sono assorbite da soluzioni automatizzate, centralizzate in pochi poli globali.
Secondo i dati forniti dal Politecnico e riportati da InvestCloud, 3,8 milioni di posti potrebbero essere a rischio in Italia a causa delle nuove tecnologie. La trasformazione, partita già oltre 18 mesi fa, ha avuto come obiettivo la creazione di una piattaforma integrata, scalabile e gestita efficacemente anche a distanza, in modo da rispondere alle nuove richieste del mercato e ridurre i costi operativi. La sede veneziana, con un organico di 29 impiegati, 7 quadri e un dirigente, diventa così superflua rispetto al nuovo paradigma gestionale.

Nel settore, casi come quello di Marghera iniziano a diffondersi: l'impatto dell'automazione emerge non solo nelle attività a basso valore aggiunto ma anche in segmenti altamente specializzati. Le aziende scelgono, sempre più spesso, di privilegiare tecnologie replicabili in diversi mercati anziché soluzioni personalizzate per ciascun Paese.

Le motivazioni dell'azienda: centralizzazione e innovazione

La razionalizzazione operata da InvestCloud si fonda su una logica di centralizzazione volta a migliorare l'efficienza e a rendere la crescita maggiormente scalabile tramite l'automazione. Nel dettaglio, la società spiega la scelta di sopprimere la struttura veneta attraverso alcuni punti chiave:

  • Processi più snelli e coordinati, grazie a piattaforme unificate in grado di gestire cliente e sviluppo su scala internazionale.
  • Eliminazione delle duplicazioni delle attività tra le diverse sedi, favorita dall'integrazione verticale consentita da nuove soluzioni digitali e AI.
  • Aumento della standardizzazione per ridurre i costi, aumentare la competitività ed ottenere risultati più prevedibili.
I dati finanziari degli ultimi esercizi attestano una società in crescita, con un fatturato in aumento del 63% nel 2024 e utili a quota 501.000 euro. Nonostante i bilanci positivi, si è scelto di puntare su innovazione tecnologica e ottimizzazione operativa piuttosto che sul mantenimento di realtà locali.

La mano umana, noi lo vediamo tutti i giorni, resta fondamentale: l'AI accelera molti processi, ma mostra limiti nei casi complessi, testimonia un lavoratore coinvolto. Questo suggerisce che l'orientamento verso l'adozione di intelligenze artificiali, sebbene motivato dalla ricerca di efficienza, rischia di trascurare la complementarità tra lavoro umano e automazione.

L'impatto sui lavoratori: conseguenze occupazionali e sociali

Il licenziamento collettivo dell'intero organico della sede di Marghera non comporta soltanto una perdita di posti di lavoro, ma anche una crisi di identità per i professionisti coinvolti. Stiamo parlando di risorse specializzate che si trovano ora a dover affrontare un mercato in piena trasformazione. Le conseguenze sono:

  • Incertezza sul futuro professionale di lavoratori abituati a operare in contesti innovativi, ma che ora dovranno aggiornare continuamente le proprie competenze per restare competitivi.
  • Perdita di capitale umano per il territorio veneziano, che rischia di impoverirsi di competenze e know-how maturati sul campo.
  • Effetti a catena sulle famiglie e sull'indotto locale: la scomparsa di una sede aziendale può pesare su diversi livelli sociali ed economici.
I sindacati locali sottolineano come la transizione tecnologica abbia effetti traumatici su giustizia occupazionale e protezioni sociali, con rischi concreti di erosione delle tutele garantite dal diritto del lavoro italiano.

La risposta dei sindacati e le azioni istituzionali

I rappresentanti dei lavoratori hanno immediatamente richiesto un confronto urgente con investCloud e l'attivazione del tavolo di crisi regionale. La vicenda viene percepita come un campanello d'allarme: il rischio è quello di creare un precedente in cui l'intelligenza artificiale sostituisce sistematicamente il contributo umano. Sindacati, amministrazioni locali e Regione Veneto stanno costruendo una strategia difensiva che si struttura in:

  • Convocazione immediata di un'assemblea dei lavoratori e confronto diretto con la proprietà aziendale.
  • Ricorso agli strumenti normativi esistenti (come quelli previsti dalla Legge 223/91 sui licenziamenti collettivi).
  • Proposta di nuove regolamentazioni a livello regionale e nazionale per governare i processi di automazione.
Mentre le trattative proseguono, emerge l'urgenza di rivedere il quadro regolamentare, per evitare che la digitalizzazione porti a una sistematica perdita di posti di lavoro senza compensazioni sociali o percorsi di ricollocamento.

Rischi e scenari: quali prospettive per il mercato del lavoro?

L'esperienza veneta mostra in modo pratico, supportata dalla ricerche che rilevano come sostituire subito i lavori con l'intelligenza artificiale sia un errore, i rischi legati a una digitalizzazione non governata del lavoro. Se da un lato la tecnologia consente risultati impensabili fino a pochi anni fa, dall'altro rischia di mettere in discussione interi modelli di tutela e inclusione, generando una forte mobilità della forza lavoro e ampliando il gap tra mansioni altamente qualificate e quelle sostituibili. Possibili evoluzioni per il mercato occupazionale sono:

  • Accrescimento del dualismo tra lavori ad alta specializzazione e posizioni a rischio sostituzione, specie nei servizi a basso valore.
  • Crescente importanza della formazione continua per garantire ai lavoratori la cosiddetta occupabilità, ovvero la possibilità di essere costantemente ricollocabili grazie a competenze aggiornate.
  • Espansione del fenomeno anche in altri settori, come assistenza clienti, call center, prenotazioni alberghiere, con effetti ancora più ampi sulla fascia dei lavoratori con skill intermedi.
Questa evoluzione richiede:

un nuovo patto sociale

tra imprese, lavoratori e istituzioni

capace di valorizzare il ruolo umano ed evitare che il progresso si traduca in esclusione. A livello legislativo, il quadro attuale si fonda sulla legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) e sulla legge n. 223/1991 sulle procedure di licenziamento collettivo, normative nate per altre epoche industriali e che oggi mostrano tutti i loro limiti nel governare dinamiche di automazione accelerata.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...

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