Warren Buffett sorprende i mercati, riducendo le sue partecipazioni in Amazon e Apple e puntando sul New York Times. Il suo approccio riflette nuove strategie tra big tech, media e la gestione futura di Berkshire Hathaway.
Warren Buffett, leggendario investitore e noto per il suo approccio prudente e spesso controcorrente, ha recentemente sorpreso i mercati finanziari con una serie di scelte strategiche nell’asset allocation della holding Berkshire Hathaway. Dopo anni di attento monitoraggio del comparto tecnologico e dei media, le sue ultime mosse hanno evidenziato un cambiamento significativo nell’equilibrio tra aziende digitali e operatori tradizionali.
Nel corso dell’ultimo trimestre, Berkshire Hathaway ha attuato un drastico ridimensionamento della propria esposizione su Amazon.com, riducendo di oltre il 75% le azioni detenute nel colosso dell’e-commerce. Tale scelta non rappresenta una totale uscita dal settore, bensì una sensibile presa di profitto dopo i vertiginosi rialzi che hanno caratterizzato il titolo negli anni precedenti. La riduzione, pari a circa 7,7 milioni di azioni, si traduce nella cessione di un controvalore di 1,7 miliardi di dollari, mentre la partecipazione residua ammonta attualmente a circa 2,3 milioni di azioni.
Similare la strategia su Apple. Nonostante l’azienda guidata da Tim Cook rimanga la principale posizione del portafoglio Berkshire con circa 62 miliardi di dollari investiti, la quota detenuta è stata limata di un ulteriore 4%, segnale di una crescente attenzione alla diversificazione. Si osservano anche tagli su Bank of America, la cui quota è scesa al 7,1%, e un rafforzamento in settori ritenuti difensivi quali energia (Chevron sale al 6,5%) e assicurazioni (Chubb all’8,7%).
Le motivazioni che guidano queste revisioni sono molteplici:
Accanto ai disinvestimenti nel settore tech, un’operazione simbolicamente rilevante ha catalizzato l’attenzione del mercato: l’ingresso sostanziale di Berkshire Hathaway nel capitale del New York Times. L’acquisto di 5,1 milioni di azioni, corrispondente a una quota del 3,12%, equivale a un investimento di 351,7 milioni di dollari e colloca la holding tra gli azionisti principali della storica testata americana.
Tale approccio segna un ritorno nell’editoria dopo la cessione, nel 2020, di numerosi asset mediatici da parte della stessa Berkshire. Il movimento strategico assume una valenza duplice. Da un lato, la valorizzazione di modelli mediatici capaci di adattarsi all’era digitale, dall’altro la selezione attenta di società che, nonostante i profondi cambiamenti del settore, resistono con successo grazie a brand globali e competenze distintive.
Buffett in passato aveva dichiarato che solo tre grandi giornali americani – il Times, il Wall Street Journal e il Washington Post – avevano modelli digitali sufficientemente solidi da garantire continuità economica nel lungo periodo. Investire nuovamente nella storica “Grey Lady” si inserisce nel solco di questa convinzione, supportata oggi dagli indicatori finanziari: oltre 2 miliardi di dollari di ricavi digitali annui, quasi 13 milioni di abbonati, margini operativi in crescita e una piattaforma che offre sottoscrizioni e bundle di contenuti digitali ricorrenti.
Le motivazioni strategiche dietro la scelta possono essere così riassunte:
Alcuni dati caratterizzanti del modello NYT:
Le recenti scelte di Berkshire Hathaway sono emerse in un contesto di profonda evoluzione nei rapporti tra settori tecnologici e media. La cessione parziale delle quote in alcuni titoli big tech si inserisce in una nuova fase di rotazione settoriale, osservata anche tra gli altri grandi investitori istituzionali.
Sul piano operativo, ciò si traduce in un sistema di selettività molto più rigido rispetto al recente passato: la rincorsa indiscriminata a titoli tecnologici sembra lasciare spazio a valutazioni centrate sul rapporto rischio/rendimento, sulla prevedibilità dei flussi di cassa e sulla resilienza nei periodi di turbolenza. Un esempio è la scelta, emersa anche in altri grandi fondi, di ridurre l’esposizione alle cosiddette "Magnifiche Sette" ampliando la presenza in settori ciclici, finanziari e materie prime, senza abbandonare la tecnologia, ma rapportandosi ad essa con maggiore attenzione alla sostenibilità degli investimenti.
Berkshire Hathaway, attraverso questi movimenti, punta a:
Da sempre caratterizzata da una certa diffidenza verso la tecnologia pura, Berkshire Hathaway ha progressivamente modificato il proprio approccio. Dopo l’ingresso in Apple, Buffett aveva descritto la società come "un’azienda di beni di consumo con una clientela fedele", preferendone profilo e prospettive rispetto ad altri attori digitali.
L’esperienza in Amazon, avviata solo nel 2019 dopo un lungo periodo di osservazione, riflette l’evoluzione nella valutazione delle tech stock: la gestione della crescente spesa per infrastrutture AI da parte di Amazon ha generato un mix di opportunità e criticità. Parallelamente, la nuova esposizione su Alphabet indica l’interesse per la crescita sostenibile legata alle attività cloud e all’intelligenza artificiale, ma sempre con attenzione all’equilibrio tra innovazione e solidità finanziaria.
La strategia di rotazione e selettività non rappresenta abbandono dei colossi digitali:
Dal 1° gennaio 2026, la guida operativa di Berkshire Hathaway è passata formalmente a Greg Abel, con Buffett che mantiene il ruolo di presidente del Consiglio di amministrazione. Le prime scelte del nuovo CEO hanno confermato la volontà di mantenere l’attenzione sulle opportunità del mercato, anche rafforzando alcune operazioni nel settore energy e tech.
Basti pensare all’accordo per acquisire la divisione petrolchimica di Occidental Petroleum per quasi 10 miliardi di dollari, restando fedeli a un criterio di selezione rigorosa basato su prospettive di crescita e redditività a lungo termine. Parallelamente, la partecipazione da oltre 5 miliardi in Alphabet sancisce la fiducia del management nei pilastri dell’innovazione digitale, senza però tralasciare la prudenza storica di Berkshire nel non eccedere con la concentrazione in singoli settori.
A favorire la libertà d’azione vi è una liquidità accumulata di oltre 380 miliardi di dollari, che garantisce al nuovo corso societario massima flessibilità davanti ai rischi macroeconomici e alla variabilità degli scenari di mercato. L’attesa è ora per la prima dettagliata lettera agli azionisti di Abel, nella quale potrebbero emergere ulteriori dettagli sulle scelte strategiche future.
Le più recenti decisioni prese da Warren Buffett e dal management di Berkshire Hathaway offrono una lezione preziosa:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...