Le nuove direttive sui permessi auto per disabili segnano un cambiamento importante: tra piattaforme digitali e nuove misure come la spedizione a domicilio e obblighi per i Comuni. Cosa cambia secondo Salvini
Il panorama della mobilità per i cittadini con disabilità in Italia si prepara a vivere un cambiamento di rilievo, soprattutto grazie alle iniziative promosse dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Fino ad oggi, chi necessitava del contrassegno speciale per la sosta o il transito nelle Ztl si è trovato spesso a dover affrontare procedure complesse e non uniformi sul territorio nazionale. Le regole per ottenere il documento, infatti, sono state gestite da ogni singolo Comune, creando un mosaico di pratiche differenti che possono generare confusione e disagio, soprattutto in caso di spostamenti tra città diverse.
L’annuncio delle nuove misure da parte del ministro segnala la volontà di snellire la burocrazia, eliminare le disparità tra territori e garantire pieno diritto alla mobilità a chi convive con una disabilità. Tra gli strumenti al centro di questo cambiamento, spicca il Contrassegno Unico Disabili Europeo (Cude), che permette la sosta negli spazi riservati e il transito senza limitazioni, ma che fino a oggi non ha mai avuto un iter davvero uniforme a livello nazionale. Salvini punta ora a superare questa frammentazione, attraverso sistemi digitali e regolamentazioni più stringenti per le amministrazioni locali.
Analizzare l’evoluzione del sistema attuale del Cude, Contrassegno Unico Disabili Europeo, e della piattaforma nazionale associata significa riconoscere punti di forza ma anche evidenziare diversi nodi critici ancora irrisolti. Il Cude è stato introdotto a livello nazionale nel 2012 in attuazione della raccomandazione europea 98/376/CE e reso conforme dal D.P.R. n. 151/2012, diventando una sorta di “passaporto della mobilità” per le persone con disabilità in Italia e nei Paesi dell’Unione europea.
Come funziona oggi il Cude?
Per cercare di risolvere queste criticità, nel 2021 è stata istituita una piattaforma informatica nazionale che, dal 23 maggio 2022, rende possibile l’associazione delle targhe delle auto di disabili al Cude e il loro riconoscimento automatico nei Comuni che hanno aderito al sistema. Questo strumento, in teoria, permetterebbe agli automobilisti di vedere il diritto al transito e alla sosta riconosciuto in automatico senza doversi preoccupare di comunicazioni aggiuntive, almeno nei territori aderenti.
Quali sono i limiti del sistema attuale?
La spedizione a domicilio rappresenta una delle innovazioni più attese e concrete: il cittadino, dopo aver presentato domanda tramite la nuova piattaforma nazionale, potrà ricevere il documento direttamente al proprio indirizzo di residenza, senza necessità di ulteriori passaggi presso uffici comunali, semplificando così notevolmente le tempistiche e riducendo i rischi di errore o smarrimento documentale.
L’obbligo per i Comuni di aderire al sistema unico è l’altro cardine della riforma, da concretizzare attraverso un apposito decreto ministeriale o un emendamento a una norma nazionale. L’obiettivo è quello di eliminare disuguaglianze e incertezze che oggi gravano su chi si sposta frequentemente tra più province e città diverse, estendendo così il diritto alla mobilità e rendendolo effettivo ovunque.
In concreto, il nuovo modello porterà a:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...