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Permessi auto disabili: come cambiano con le due novità annunciate dal Ministro Salvini

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Le nuove direttive sui permessi auto per disabili segnano un cambiamento importante: tra piattaforme digitali e nuove misure come la spedizione a domicilio e obblighi per i Comuni. Cosa cambia secondo Salvini

Il panorama della mobilità per i cittadini con disabilità in Italia si prepara a vivere un cambiamento di rilievo, soprattutto grazie alle iniziative promosse dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Fino ad oggi, chi necessitava del contrassegno speciale per la sosta o il transito nelle Ztl si è trovato spesso a dover affrontare procedure complesse e non uniformi sul territorio nazionale. Le regole per ottenere il documento, infatti, sono state gestite da ogni singolo Comune, creando un mosaico di pratiche differenti che possono generare confusione e disagio, soprattutto in caso di spostamenti tra città diverse.

L’annuncio delle nuove misure da parte del ministro segnala la volontà di snellire la burocrazia, eliminare le disparità tra territori e garantire pieno diritto alla mobilità a chi convive con una disabilità. Tra gli strumenti al centro di questo cambiamento, spicca il Contrassegno Unico Disabili Europeo (Cude), che permette la sosta negli spazi riservati e il transito senza limitazioni, ma che fino a oggi non ha mai avuto un iter davvero uniforme a livello nazionale. Salvini punta ora a superare questa frammentazione, attraverso sistemi digitali e regolamentazioni più stringenti per le amministrazioni locali.

Cude e piattaforma nazionale: funzionamento, criticità e limiti attuali

Analizzare l’evoluzione del sistema attuale del Cude, Contrassegno Unico Disabili Europeo, e della piattaforma nazionale associata significa riconoscere punti di forza ma anche evidenziare diversi nodi critici ancora irrisolti. Il Cude è stato introdotto a livello nazionale nel 2012 in attuazione della raccomandazione europea 98/376/CE e reso conforme dal D.P.R. n. 151/2012, diventando una sorta di “passaporto della mobilità” per le persone con disabilità in Italia e nei Paesi dell’Unione europea.

Come funziona oggi il Cude?

  • Il documento è rilasciato esclusivamente dal Comune di residenza;
  • Consente di parcheggiare negli spazi riservati e circolare nelle zone a traffico limitato;
  • La validità è riconosciuta a livello europeo, permettendo spostamenti anche all’estero.
Tuttavia le difficoltà emergono quando ci si sposta da un Comune all’altro. La gestione individuale da parte dei Comuni implica che ogni volta che un automobilista con disabilità con Legge 104 entra in una nuova città, spesso è necessaria una comunicazione preventiva o, in alcuni casi, successiva, della targa per evitare sanzioni amministrative. Questa frammentazione delle procedure ha creato una disomogeneità di tutele.

Per cercare di risolvere queste criticità, nel 2021 è stata istituita una piattaforma informatica nazionale che, dal 23 maggio 2022, rende possibile l’associazione delle targhe delle auto di disabili al Cude e il loro riconoscimento automatico nei Comuni che hanno aderito al sistema. Questo strumento, in teoria, permetterebbe agli automobilisti di vedere il diritto al transito e alla sosta riconosciuto in automatico senza doversi preoccupare di comunicazioni aggiuntive, almeno nei territori aderenti.

Quali sono i limiti del sistema attuale?

  • Adesione non obbligatoria: solo circa il 16% dei Comuni italiani ha aderito alla piattaforma, causando un’applicazione incompleta e a “macchia di leopardo”;
  • Mancata uniformità: alcune grandi città, tra cui Torino, Bologna, Firenze e Napoli, non sono ancora integrate nel sistema nazionale;
  • Persistenza della burocrazia: per la maggior parte dei cittadini con disabilità resta necessario comunicare la propria presenza e la targa ad ogni spostamento in città non aderenti, mantenendo di fatto gli ostacoli che si volevano eliminare.

Le nuove misure annunciate: spedizione a domicilio e obbligo per i Comuni

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha parlato di un importante cambio di passo nelle procedure di rilascio e gestione dei permessi auto per disabili, annunciando l’intenzione di introdurre un sistema nazionale in grado di gestire online tutta la procedura di richiesta, stampa e spedizione del contrassegno, superando gli storici limiti della gestione comunale frammentata.

La spedizione a domicilio rappresenta una delle innovazioni più attese e concrete: il cittadino, dopo aver presentato domanda tramite la nuova piattaforma nazionale, potrà ricevere il documento direttamente al proprio indirizzo di residenza, senza necessità di ulteriori passaggi presso uffici comunali, semplificando così notevolmente le tempistiche e riducendo i rischi di errore o smarrimento documentale.

L’obbligo per i Comuni di aderire al sistema unico è l’altro cardine della riforma, da concretizzare attraverso un apposito decreto ministeriale o un emendamento a una norma nazionale. L’obiettivo è quello di eliminare disuguaglianze e incertezze che oggi gravano su chi si sposta frequentemente tra più province e città diverse, estendendo così il diritto alla mobilità e rendendolo effettivo ovunque.

In concreto, il nuovo modello porterà a:

  • Uniformità di trattamento: con l’adesione obbligatoria di tutti i Comuni, gli aventi diritto potranno spostarsi senza comunicazioni preventive e senza il timore di incorrere in sanzioni dovute a mancata registrazione;
  • Whitelist nazionale: l’associazione automatica tra il Cude e le targhe dei veicoli sarà garantita in ogni Comune, dando finalmente coerenza al principio di pari diritti su tutto il territorio nazionale;
  • Semplificazione delle richieste: piattaforma digitale centrale per la presentazione delle nuove domande, la verifica dello status e la gestione di ogni cambiamento, con conseguente riduzione della burocrazia;
  • Invio diretto a casa: superamento definitivo dell’obbligo di recarsi di persona agli sportelli comunali;
  • Migliore lotta agli abusi: la tracciabilità e la centralizzazione delle informazioni favoriranno controlli più efficaci e maggiore equità nell’assegnazione dei permessi.
La riforma proposta mira a rendere effettivo e uniforme il diritto alla mobilità delle persone con disabilità su tutto il territorio nazionale, rispettando sia le indicazioni europee sia le esigenze di semplificazione degli utenti. 


Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...