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Quali sigarette e di quanto aumentano oggi 6 Maggio: i nuovi prezzi e marche dopo il quinto rialzo dell'anno

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Nuovi rincari colpiscono le sigarette il 6 maggio: analisi delle motivazioni dietro l'aumento, panoramica delle marche coinvolte e dei prezzi aggiornati, confronto tra sigarette e sigari e prospettive fiscali fino al 2028.

Cambia tutto per migliaia di consumatori: dal 6 maggio scattano i nuovi rincari che ridefiniscono i prezzi di pacchetti e confezioni per diverse marche di tabacchi lavorati. Il quinto aumento annuale colpisce il portafoglio, ma perché sono così frequenti e di questa portata? L’adeguamento fiscale imposto dalla Legge di Bilancio 2026 impone una stretta su sigarette, sigari e tabacco, generando nuove tensioni tra utenti e settore. 

Aumenti del 6 maggio: quadro generale e motivazioni dei rincari

Il nuovo aumento dei prezzi, che segue l'ultimo di aprile dopo quelli dei mesi precedenti, che entra in vigore riguarda un’ampia fetta di prodotti del tabacco. Si tratta di una misura strutturale che trova origine nella legge di Bilancio 2026: il governo, studiando le dinamiche del settore e della salute pubblica, ha programmato l’incremento progressivo delle accise su tutti i prodotti da fumo. Una decisione maturata in seguito ai costanti richiami delle istituzioni sanitarie e fiscali, con lo Stato che punta a rafforzare il proprio gettito fiscale e a disincentivare il consumo di nicotina.

Le ragioni principali di questa manovra sono due:

  • Salute pubblica: l’aumento dei costi è pensato per rendere meno accessibili i prodotti da fumo, specialmente ai più giovani e alle fasce vulnerabili, seguendo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità.
  • Entrate fiscali supplementari: l’incremento dei prezzi dovrebbe generare, secondo le stime governative, circa 1,47 miliardi di euro in più nelle casse dello Stato tra il 2026 e il 2028.
I rincari non sono episodici: rappresentano la logica conseguenza di un piano pluriennale apparentemente inarrestabile che, solo nel corso del 2026, ha già imposto cinque aumenti consecutivi, con una cadenza che rasenta la scadenza mensile.

L’aumento introdotto il 6 maggio si concentra in modo particolare su sigari e sigarette tradizionali, lasciando temporaneamente invariati gli stick per sigarette elettroniche. Tuttavia, restano già previsti ulteriori aggiustamenti fiscali anche per questi ultimi nei prossimi anni.

Errori comuni: molti utenti sottovalutano la portata complessiva dei rincari, pensando siano limitati a pochi centesimi su specifiche marche. In realtà, la manovra coinvolge fasce di prezzo diverse e abbraccia tutta la filiera del tabacco, dal prodotto economico a quello di alta fascia, con effetti che si stratificano nel tempo.

Marche coinvolte, nuovi prezzi e confronto tra sigarette e sigari

Analizzando nel dettaglio le liste ufficiali e i comunicati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, emergono dati precisi e rilevanti:

  • Sigarette a marchio Corset: le versioni Pink, Lilas, Marine e White vedono un rincaro consistente, portando il prezzo del pacchetto fino a 5,70 euro per unità. Rientrano nell’aumento sia le confezioni tradizionali sia le varianti 100s e Ssl.
  • Sigarette The King: coinvolte numerose versioni Storm, 100s, Ssl e classiche. Qui il prezzo varia da 5,30 a 5,40 euro a pacchetto a seconda della linea.
I rincari sulla singola confezione oscillano tra i 10 e i 20 centesimi, mentre l’aumento più marcato sul tabacco lavorato è indicato in 10 euro al chilo per le linee più colpite (Corset e alcune The King), e 5 euro al chilo per le declinazioni Ssl White e Blue, traducendosi in circa 10 centesimi a confezione sulle varianti minori.

Tabella esemplificativa dei nuovi prezzi (alcune tra le principali referenze):

Marca Versione Vecchio prezzo (€) Nuovo prezzo (€) Aumento (€)
Corset Pink, Lilas, Marine, White 5,50 – 5,60 5,70 +0,10 - 0,20
The King Storm 100s/SSL/classiche 5,20 – 5,30 5,30 – 5,40 +0,10 - 0,20
The King SSL White/Blue 5,20 5,30 +0,10

La platea dei prodotti interessati non si limita alle sigarette, ma coinvolge anche:

  • Settore dei sigari: la nuova tassazione coinvolge prodotti entry level (es. confezioni da 2 sigari a 6-8 euro) e varietà di lusso come Davidoff, Zino, Camacho, Plasencia e l’Antico Nostrano del Brenta. Qui si registrano rincari assoluti anche molto elevati, su singole confezioni che possono superare il valore di oltre mille euro, specie sulle linee prestigiose.
  • Per i sigari Davidoff Royal Release Salomones 10, l’accisa passa da 30.000 a 31.600 euro al chilo, un incremento che può generare anche +80 euro sulla confezione d’élite da 10 unità.
  • Per le linee Nostrano del Brenta, aumenti anche su confezioni a 13,50 euro, segnale che la nuova accisa non risparmia nemmeno i marchi storici e di fascia media.
Analisi comparativa: rispetto ai pacchetti di sigarette, i sigari subiscono incrementi meno omogenei ma spesso più rilevanti in valore assoluto, proprio per l’ampiezza del mercato tra base e premium. Il sistema di accisa proporzionale sui sigari colpisce trasversalmente sia le referenze economiche che quelle collezionistiche.

La diversità di impatto:

  • Sigarette: rincari medi calcolati tra il 3% e il 5%.
  • Sigari: variazione tra il 2% su alcune tipologie economiche e fino al 10% per le confezioni di pregio.
Prodotti esclusi dall’attuale aumento: Sono escluse temporaneamente le stick per sigarette elettroniche, anche se è già stata ridefinita la relativa tassazione nei prossimi calendari fiscali.

Cosa fare concretamente: chi acquista regolarmente dovrebbe:

  • Verificare l’elenco aggiornato consultando i listini ADM
  • Confrontare prezzi e varianti per evitare acquisti errati
  • Considerare l’impatto cumulativo e valutare alternative, soprattutto in vista dei nuovi rincari già programmati

Conseguenze, impatto fiscale e prospettive fino al 2028

L’aumento dei prezzi determinato dalla rimodulazione delle accise incide profondamente sulle abitudini di acquisto degli italiani e sulla struttura del mercato del tabacco.

Conseguenze dirette sui consumatori e sugli operatori:

  • Pesano di più gli acquisti ricorrenti: i fumatori dovranno spendere annualmente decine di euro in più anche comprando le stesse quantità dell’anno precedente.
  • La progressione delle accise, definita dalla normativa, prevede:
    • Passaggio dell’accisa sui tabacchi lavorati per 1.000 sigarette: da 29,50 euro del 2025 a 32 euro nel 2026, quindi 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro dal 2028.
    • Accisa minima su sigaretti: da 37 euro/kg nel 2025, a 47 euro/kg nel 2026, quindi 51 euro/kg dal 2028.
    • Tabacco trinciato: passa da 148,50 euro/kg (2025) a 161,50 euro/kg (2026), crescendo a 169,50 euro/kg nel 2028.
  • Le sigarette elettroniche (liquidi con nicotina): tassazione crescente dal 18% (2026), 20% (2027) e 22% (2028). Per i liquidi senza nicotina: 13-17% tra 2026 e 2028.
Tabella delle principali modifiche fiscali programmate:
Prodotto 2025 2026 2027 2028
1.000 sigarette 29,50 € 32,00 € 35,50 € 38,50 €
Sigaretti (al kg) 37 € 47 € 49 € 51 €
Trinciato (al kg) 148,50 € 161,50 € 165,50 € 169,50 €
E-cig con nicotina n.d. 18% 20% 22%
E-cig senza nicotina n.d. 13% 15% 17%

L’impatto erariale: secondo i dati forniti da Assoutenti, il maggiore gettito stimato è così suddiviso:

  • 213 milioni di euro nel 2026
  • 465 milioni di euro nel 2027
  • Quasi 800 milioni di euro dal 2028
Considerando che la fiscalità sul tabacco già oggi garantisce circa 15 miliardi di euro annui allo Stato, emerge chiaramente la valenza finanziaria della misura, che si estende anche a finalità sanitarie: parte del gettito dovrebbe essere impiegata in prevenzione.

Le prospettive future: la rimodulazione delle accise appena avviata non terminerà nel 2026, ma proseguirà almeno fino al 2028. È inoltre in corso una raccolta firme, promossa da associazioni oncologiche e di ricerca sul cancro, per una proposta che mira ad introdurre una tassa fissa di 5 euro a pacchetto: se approvata dal Parlamento, avrebbe effetti ancora più significativi sulla domanda e sulle casse pubbliche. Secondo stime dei promotori, una simile misura ridurrebbe i consumi del 37%.

Le strategie per gestire i cambiamenti:

  • Tenere d’occhio i calendari ADM e la Gazzetta Ufficiale per i nuovi listini
  • Verificare periodicamente le proposte legislative e le relative applicazioni
  • Considerare, specialmente per le fasce più giovani, percorsi di prevenzione e supporto per la riduzione del consumo.



Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...