Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Quali sono i bonus idrici 2026 tra gli aiuti nazionali Arera, regionali e locali: chi ne ha diritto e istruzioni per averli

di Marianna Quatraro pubblicato il
bonus idrici 2026

Scopri le diverse opportunità offerte dai bonus idrici 2026: dagli aiuti nazionali ARERA ai sostegni regionali e locali, con requisiti, modalità d’accesso, esempi pratici e novità sugli altri incentivi previsti.

I sostegni previsti per l’accesso all’acqua nel 2026 rappresentano un insieme articolato di misure, nate per assicurare equità e sostegno economico alle famiglie in maggior difficoltà. Spesso si fa riferimento con la denominazione generica di “bonus idrici”, ma in realtà si tratta di diversi strumenti di intervento, alcuni di portata nazionale e altri riconosciuti a livello regionale o locale. La varietà delle soluzioni nasce dall’esigenza di rispondere efficacemente ai bisogni differenziati degli utenti, nonché dalle diversità tariffarie ed economico-sociali delle diverse zone del Paese. Per il 2026, permane questa pluralità di strumenti: accanto al supporto principale disciplinato da ARERA (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), si affiancano bonus integrativi regionali e comunali, ciascuno con caratteristiche specifiche.

Bonus sociale idrico nazionale ARERA: chi ne ha diritto e come si ottiene lo sconto in bolletta

L’agevolazione nazionale gestita da ARERA rappresenta la principale forma di supporto per consentire alle famiglie economicamente svantaggiate di sostenere le spese legate al consumo idrico. Questo strumento, noto comunemente come "bonus idrico sociale", si traduce in uno sconto automatico sulle bollette dell’acqua, volto a coprire il quantitativo minimo essenziale per ogni componente del nucleo familiare. Si tratta di una misura che non richiede la presentazione di una specifica domanda da parte dei cittadini: è sufficiente presentare annualmente la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE, che consente l’incrocio dei dati tra INPS e gestori idrici.

Il bonus nazionale è cumulabile con i sostegni dedicati ad altre utenze domestiche (elettrica e gas), offrendo quindi una protezione trasversale. Le utenze eligibili comprendono sia le forniture dirette intestate a un componente ISEE, sia i casi di utenza indiretta, tipici dei condomini, purché sia soddisfatto il requisito della residenza all’indirizzo di fornitura. Il meccanismo è stato progressivamente semplificato per garantire la piena accessibilità e ha tra gli obiettivi anche la riduzione della povertà idrica e il rispetto degli standard minimi di fornitura per tutti i nuclei familiari vulnerabili. L’agevolazione dura 12 mesi e viene rinnovata automaticamente in presenza dei requisiti aggiornati.

Requisiti ISEE e condizioni per l’accesso al bonus nazionale

Il diritto allo sconto nazionale viene riconosciuto in presenza di determinate condizioni reddituali e anagrafiche, che sono state confermate anche per il 2026 secondo le attuali soglie regolamentari:

  • ISEE fino a 9.530 euro;
  • ISEE fino a 20.000 euro per famiglie numerose, cioè con almeno quattro figli a carico;
  • residenza anagrafica corrispondente all’indirizzo della fornitura idrica (diretta o indiretta);
  • contratto a uso domestico residente intestato a uno dei componenti del nucleo ISEE o, nel caso di condominio, appartenenza all’unità abitativa servita.
A questi requisiti economici si aggiungono, per l’accesso all’agevolazione motivata da disagio fisico (gravi condizioni di salute o necessità di dispositivi elettromedicali vitali), specifiche documentazioni sanitarie e moduli da presentare presso il Comune o presso un ente designato, come i CAF. Il bonus per disagio fisico può sommarsi al sostegno previsto per disagio economico.

La concessione segue il principio della unicità della fornitura per nucleo familiare: si può ottenere un solo bonus annuale per tipologia di servizio (acqua, elettricità, gas) e fornire un valido certificato ISEE aggiornato. Sono esclusi gli immobili di lusso dalle casistiche oggetto del beneficio. 

Come funziona l’erogazione del bonus idrico e a quanto ammonta lo sconto

L’entità dello sconto non viene fissata in misura uguale in tutto il territorio nazionale, ma è calcolata in base alle tariffe applicate dal gestore idrico locale, risultando così variabile da una zona all’altra. La quota minima gratuita garantita corrisponde a 50 litri di acqua al giorno per ogni membro del nucleo familiare (18,25 metri cubi annui a persona), considerata essenziale per le esigenze primarie.

L’applicazione del vantaggio avviene direttamente in bolletta, tramite la riduzione dei consumi conteggiati, e la soglia coperta dallo sconto non viene addebitata al beneficiario. Persiste la necessità di presentare annualmente la DSU aggiornata, pena la sospensione del beneficio. In caso di utenza condominiale, lo sconto è riconosciuto tramite accredito diretto o assegno – generalmente entro due mesi dalla ricezione della documentazione ISEE valida – a ciascun avente diritto segnalato dal condominio.

Poiché il bonus si allinea alle tariffe locali e al numero dei componenti familiari, non esiste un importo nazionale predefinito. A titolo indicativo, lo sconto può oscillare tra il 20% e il 30% della spesa annua per il servizio idrico o, laddove la gestione locale lo preveda, azzerare la tariffa per la quota essenziale. In caso di dubbi o per verificarne la corretta applicazione, è possibile consultare il proprio gestore o usufruire del servizio clienti ARERA.

Bonus idrici integrativi regionali e locali: differenze, caratteristiche e casi pratici 2026

Accanto al sostegno nazionale, molte aree geografiche prevedono misure integrative pensate per ampliare la tutela a seconda delle specificità locali. Questi strumenti, promossi da Regioni, Province, Comuni o gestori idrici, offrono una copertura aggiuntiva rispetto al bonus ARERA: possono includere soglie ISEE diverse, importi o modalità di erogazione distinti e, in vari casi, sono rivolti a categorie sociali ulteriormente fragili.

La presenza e le caratteristiche di questi contributi derivano da risorse regionali o fondi di solidarietà territoriale e sono spesso disciplinate da appositi bandi annuali. Queste misure non vengono applicate in modo automatico: per beneficiarne è necessario presentare una domanda specifica, allegando la documentazione richiesta secondo le procedure locali. Il valore delle agevolazioni può variare sensibilmente: in alcune regioni viene riconosciuta un'integrazione di sconto sui consumi ulteriori rispetto alla quota base prevista dal bonus nazionale, in altre si applicano contributi una tantum o riduzioni percentuali sulle tariffe complessive.

Fra le differenze principali rispetto al quadro nazionale, rientrano:

  • maggiore flessibilità nella determinazione delle soglie ISEE;
  • erogazione del contributo anche ai nuclei sopra le soglie minime nazionali;
  • possibilità di richiedere il bonus sia per utenze dirette, sia per quelle condominiali aggregate;
  • ampliamento delle casistiche di disagio sociale coperte.

Esempi di bonus idrici locali: Lazio, Campania, Emilia-Romagna, Basilicata, Pavia, Roma e Sardegna

Nel 2026, fra le realtà più attive nell’erogazione di sostegni aggiuntivi figurano:
  • Lazio: Acea Ato 2 consente di accedere a un contributo integrativo tramite domanda online. L’accesso avviene per ISEE fino a 9.530 euro o per famiglie beneficiarie di Assegno di inclusione, con scadenza domanda fissata normalmente entro fine dicembre.
  • Campania: nei Comuni serviti da Gori, la misura è riservata a ISEE sotto i 15.000 euro, con erogazione di sconti da 50 a 200 euro e graduatorie basate sull’ISEE più basso. Tempistiche della domanda molto strette (es: scadenza 9 gennaio 2026).
  • Emilia-Romagna: Atersir prevede un’integrazione del 75% sui consumi eccedenti quelli coperti dal bonus nazionale, a favore di chi già beneficia della misura principale. Non è necessario presentare ulteriore domanda.
  • Basilicata: il bonus regionale, accessibile con ISEE sotto 30.000 euro, ha consentito erogazioni fino a 100 euro a famiglia. Si richiede via piattaforma digitale regionale.
  • Pavia: la provincia dispone una quota annuale per residenti con ISEE fino a 18.000 euro, corrispondente a 45/50 euro a componente e massimo 200 euro a nucleo, con domanda telematica o cartacea presso Pavia Acque.
  • Roma: sconto calcolato secondo consumi massimi convenzionali, differenziando tra nuclei con ISEE sotto 9.530 euro (40 metri cubi annui a persona) e altre casistiche (20 metri cubi).
  • Sardegna: importi del bonus variabili, pari a 20-25 euro per componente in base all’ISEE, secondo le regole fissate dai bandi comunali o regionali.
Ogni ente pubblico o gestore definisce parametri, importo e tempi: l’invito è sempre quello di consultare bandi e regolamenti aggiornati sui portali istituzionali locali e sui siti dei gestori del servizio idrico.

Come presentare domanda per i bonus integrativi: procedure, documenti e scadenze

L’iter per l’accesso ai sostegni locali integrativi viene dettagliato negli avvisi pubblicati dagli enti erogatori. In genere, occorre:

  • compilare il modulo di richiesta (online o cartaceo);
  • allegare copia del documento d’identità in corso di validità;
  • presentare copia della bolletta idrica e del certificato ISEE aggiornato;
  • inviare il tutto sulla piattaforma prevista, a mano all’ufficio protocollo, tramite PEC o, se indicato, per posta ordinaria.
La presenza di spid o la registrazione agli sportelli digitali velocizza la richiesta. Alcuni enti richiedono ulteriori autocertificazioni sullo stato di famiglia o sull’assenza di morosità. Le finestre temporali sono specificate in ogni bando: ritardi o errori documentali possono comportare l’esclusione dall’assegnazione del contributo.