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Quali sono i modellini auto Mebetoys e Burago più ricercati, il valore e perchè sono così desiderati

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Conservati in un cassetto o dimenticati in garage, i modellini pressofusi italiani degli anni Sessanta e Settanta sono diventati oggetti da collezione con quotazioni sorprendenti. Come funziona questo mercato, cosa cercano i collezionisti e come capire se quello che si ha in casa vale qualcosa

C'è un cassetto in molte case italiane o una scatola in garage, o uno scaffale di vetro nel salotto di un nonno,  che contiene piccole automobili di zinco pressofuso con le ruote che ancora girano. Mebetoys, Bburago, Politoys, Mercury: marchi che a chiunque sia cresciuto in Italia tra gli anni Sessanta e gli Ottanta evocano Natali, compleanni, pomeriggi sul pavimento a simulare circuiti con i cuscini del divano. Quello che pochi sanno è che quei giocattoli comprati per poche lire, oggi valgono cifre che farebbero sorridere chiunque li abbia conservati e stupire chiunque li abbia buttati via.

Due storie italiane, una radice comune

Mebetoys e Bburago non sono due aziende indipendenti: condividono un fondatore, Mario Besana, e insieme raccontano la storia dell'industria italiana del giocattolo nel secondo dopoguerra. Mebetoys nasce a Milano a metà degli anni Sessanta con l'obiettivo di sfidare i marchi già affermati nel settore dei modellini pressofusi, Politoys e Mercury in testa, producendo auto in scala 1:43 che riproducessero fedelmente le vetture italiane e straniere del momento. I modelli Mebetoys erano prodotti con una cura per i dettagli sorprendente per l'epoca: porte apribili, interni colorati, ruote in gomma, verniciature lucide. Il catalogo copriva le grandi icone del tempo Alfa Romeo Giulia, Ferrari 312, Lancia Fulvia HF, Ford Mustang, Porsche 911, con una fedeltà alle proporzioni che li distingueva dalla concorrenza.

Negli anni Settanta, Besana cede la Mebetoys alla Mattel, che la integra nella linea Hot Wheels, e fonda una nuova società: la Martoys, che a metà del decennio diventa Bburago, con due B, come vuole la pronuncia corretta. Bburago inizia con modelli in scala 1:24, più grandi e dettagliati, venduti anche in versione kit da assemblare con un cacciavite. Negli anni Ottanta arriva la scala 1:18, con cofani e portiere apribili, interni rifiniti, sterzo funzionante. È il periodo d'oro: i modellini Bburago si trovano in ogni edicola e tabaccheria d'Italia, esportati in tutta Europa, e diventano il regalo perfetto per ogni bambino appassionato di motori.

I pezzi più ricercati e quotazioni

Il mercato del collezionismo di modellini diecast italiani vintage è attivo, strutturato e in crescita, alimentato dalla nostalgia generazionale di chi ha tra i 50 e i 70 anni e dalla curiosità dei collezionisti più giovani attratti dall'estetica e dalla storia industriale di questi oggetti.

Le quotazioni variano enormemente. Per orientarsi, i pezzi più ricercati tra i Mebetoys della prima serie sono:

  • Alfa Romeo Giulia Sprint GTA serie A7 (1966-1968): tra 200 e 300 euro con scatola originale integra
  • Ferrari 312P e Ferrari Dino 246 GT: 100-180 euro in condizioni eccellenti
  • Lancia Fulvia HF e Lancia Stratos prototipo: fino a 90-100 euro su rivenditori specializzati, di più nelle aste
  • Ford Mustang e De Tomaso Mangusta della serie iniziale: 80-120 euro, molto richiesti anche dai collezionisti esteri
Per i Bburago della prima produzione, i grandi modelli in scala 1:24 con "Made in Italy" stampigliato sul fondo, tra il 1974 e i primi anni Ottanta, le quotazioni seguono un andamento simile. I kit originali mai aperti, con la scatola e gli adesivi intatti, sono i pezzi più contesi. Una Ferrari 308 GTS o una Lamborghini Countach in scala 1:24 della prima serie, in scatola, ha raggiunto i 150-200 euro in aste recenti su Catawiki e eBay. La Porsche 911 Turbo, la Ferrari Testarossa e la Lancia Rally 037 sono altri nomi che muovono i prezzi più alti.

Su RikiToys, uno dei rivenditori specializzati più attivi in Italia, i Mebetoys degli anni Settanta si trovano quotidianamente tra i 38 e i 92 euro per pezzo singolo, prezzi che nelle aste si moltiplicano quando il modello è raro, completo e accompagnato dalla scatola originale.

Le trappole del mercato: cosa sapere prima di comprare o vendere

Il mercato dei modellini vintage non è privo di insidie. Chi si avvicina senza esperienza rischia di pagare cifre elevate per pezzi che non le valgono, o di svendere oggetti che invece ne hanno. I fattori che determinano il valore reale di un modellino sono precisi e conosciuti dai collezionisti esperti:

  • La "zinc pest": i modelli pressofusi in zinco sono vulnerabili a un fenomeno di corrosione interna che produce rigonfiamenti e crepe sulla superficie. È irreversibile e progressivo: anche un modello esteticamente intatto all'esterno può nascondere un deterioramento interno già avanzato. Acquistare sempre da venditori che garantiscono l'assenza di questo difetto o che permettono un'ispezione ravvicinata.
  • La completezza: ruote originali, specchietti, paraurti, antenne, targa, adesivi, ogni elemento mancante riduce la quotazione in modo significativo, anche se il corpo del modellino è perfetto. Un Mebetoys con le ruote sostituite perde il 40-60% del suo valore collezionistico.
  • La scatola originale: è il fattore che più di ogni altro sposta le quotazioni verso l'alto. Una scatola integra, con i cartoncini interni originali e il bollino del prezzo in lire, può raddoppiare o triplicare il valore del solo modellino.
  • La distinzione tra le serie di produzione: Bburago ha ristampato gli stessi modelli per decenni, con variazioni di colore e dettagli. Un modello degli anni Novanta che riproduce la stessa Countach del 1977 non ha nulla del valore di quest'ultima. L'iscrizione "Made in Italy", i codici del catalogo originale e certi dettagli costruttivi, come il tipo di viti usate o la qualità della plastica degli interni, sono gli unici strumenti per datare con certezza un pezzo.

Come capire se quello che si ha in casa vale qualcosa

La prima cosa da fare, se si possiede un modellino di cui si sospetta il valore, è identificarlo con precisione: marca, serie, numero di catalogo (spesso stampato sul fondo del modello o sulla scatola), anno di produzione e scala. Le principali piattaforme di riferimento per una prima valutazione sono eBa, cercando tra le aste concluse, non quelle in corso, per vedere i prezzi realmente realizzati e Catawiki, che ospita aste specializzate con valutazioni certificate da esperti.

Per i pezzi potenzialmente di maggior valore, il passaggio successivo è rivolgersi a un rivenditore specializzato o a una casa d'aste esperta in giocattoli e oggetti da collezione vintage. In Italia, fiere come il Modellismo e il Vintage Toy di Milano o i mercatini specializzati di settore sono i luoghi dove i collezionisti più esperti si incontrano, comprano e vendono e dove è possibile avere una valutazione dal vivo da chi conosce il mercato in profondità.




Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...