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Resoconto incontro per la crisi Electrolux oggi 21 luglio: cosa è stato detto e deciso

di Dott. Marco Castagna pubblicato il

Urso lo dice chiaro: il piano Electrolux va ritirato e riscritto. Dal Mimit un primo segnale concreto, ma per 4.500 lavoratori la partita è ancora aperta.

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Il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è chiuso oggi con un primo segnale concreto di sblocco nella vertenza Electrolux: il ministro Adolfo Urso ha chiesto formalmente all'azienda di ritirare il piano industriale attuale e di presentarne uno nuovo, fondato su impegni precisi su stabilimenti, occupazione e volumi produttivi.

Cosa è cambiato rispetto ai mesi scorsi

Il punto di partenza era un piano industriale definito "irricevibile" dai sindacati, che prevedeva 1.719 esuberi su 4.500 lavoratori totali e la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d'Esi, nel Marchigiano. Da quel piano si è passati a un confronto strutturato, articolato in tre incontri con le parti sociali, che ha permesso di aprire un dialogo reale invece di uno scontro frontale.

"Era questo il primo obiettivo che ci eravamo posti e lo abbiamo raggiunto" ha dichiarato Urso al termine del tavolo, riferendosi alla creazione delle condizioni per una soluzione condivisa e sostenibile.

Cosa ha chiesto Urso all'azienda

Il ministro è stato chiaro su cosa si aspetta adesso da Electrolux. Il piano attuale va ritirato e trasformato in una nuova proposta industriale che garantisca:

  • prospettive concrete agli stabilimenti italiani
  • salvaguardia dell'occupazione
  • mantenimento dei volumi produttivi
  • un percorso verificabile di miglioramento dell'efficienza e della competitività
Il costo dell'energia, indicato da Electrolux come una delle cause principali della crisi, è stato ridimensionato. Dal confronto tecnico tra azienda e sindacati è emerso che la sua incidenza è limitata e non può essere considerata la causa determinante delle difficoltà. Serve invece, secondo Urso, "un vero progetto industriale" che affronti le questioni strutturali.

Gli strumenti che il Governo mette sul tavolo

Il ministro ha confermato la disponibilità dell'esecutivo ad accompagnare la transizione con tutti gli strumenti nazionali disponibili:

  • Ammortizzatori sociali per la tutela dei lavoratori durante la riorganizzazione
  • Sostegno ai volumi produttivi per mantenere operative le linee italiane
  • Accordi per l'innovazione, lo strumento di incentivo agli investimenti che il Ministero può attivare per supportare la modernizzazione degli stabilimenti
La condizione posta dal Governo è però ferma: ogni intervento pubblico dovrà inserirsi in un piano serio e verificabile, con impegni chiari da parte dell'azienda su produzione, occupazione e futuro degli stabilimenti. Nessun sostegno a pioggia, nessun aiuto senza contropartite concrete.

Il ruolo del Mimit e i prossimi passi

Urso ha ribadito che il Ministero resta garante di un'eventuale intesa tra le parti. Il tavolo non si è chiuso con un accordo definitivo — era prematuro aspettarselo — ma con un cambio di metodo che le parti sociali hanno giudicato positivo.

La tregua con blocco dei licenziamenti scade ad agosto 2026. I prossimi settimane saranno decisive: Electrolux dovrà decidere se raccogliere la richiesta del Ministero e presentare un nuovo piano, oppure mantenere quello attuale e riaprire uno scontro frontale con i sindacati e il Governo.

Per i circa 4.500 lavoratori degli stabilimenti di Susegana, Porcia, Solaro, Forlì e Cerreto d'Esi, oggi è arrivato un segnale di apertura. Non ancora una soluzione.




Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...