Dal 16 ottobre si può aderire alla nuova rottamazione per bollo auto, Imu, Tari e multe. Ecco chi ha diritto allo sconto, quali debiti rientrano, le scadenze da rispettare e come presentare la domanda
Da oggi venerdì 16 ottobre 2026 si possono presentare le domande per la cosiddetta rottamazione quinquies dei tributi locali, la definizione agevolata delle cartelle di Comuni e Regioni affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Riguarda Imu, Tari, multe stradali e, in alcune Regioni, il bollo auto. Le domande si possono inviare fino al 15 dicembre 2026. Il giorno prima, il 15 ottobre, è diventato disponibile il prospetto con l’elenco dei debiti che si possono definire.
La partenza è slittata: in origine era prevista per il 16 settembre, poi è stata spostata al 16 ottobre. Il meccanismo è lo stesso delle altre rottamazioni: si paga quanto dovuto di imposta o sanzione originaria, mentre si cancellano alcune voci aggiuntive. Non è un condono, perché il capitale resta dovuto per intero.
Lo sconto cambia in base al tipo di debito:
Il primo requisito è che il proprio ente creditore abbia aderito. Comuni e Regioni dovevano deliberare entro il 31 luglio 2026, e non tutti l’hanno fatto: l’elenco ufficiale conta oltre 1.500 enti (tra Comuni, Province e Città metropolitane), tra cui, per esempio, Roma Capitale, Torino, Bari, Genova, Venezia e Catania. Se l’ente non è nell’elenco, i suoi carichi non compaiono nel prospetto e la rottamazione non si applica.
Per il bollo auto la misura vale solo in cinque Regioni: Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria. In Puglia e Umbria l’adesione riguarda la sola tassa automobilistica, mentre le altre tre comprendono tutti i carichi. In tutte le altre Regioni la rottamazione statale non si applica al bollo.
Contano poi altri paletti:
Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia invia la comunicazione delle somme dovute, con i moduli di pagamento PagoPA. Si può pagare in un’unica soluzione oppure a rate: fino a 54 rate bimestrali, ciascuna di almeno 100 euro. La prima scadenza è fissata al 31 marzo 2027; le rate successive, nel 2027, cadono il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre, e così via. Sulle rate si applicano interessi del 3% annuo, a partire dal 1° aprile 2027.
Attenzione alla decadenza: si perde il beneficio se non si versano due rate, anche non consecutive. In quel caso il debito torna intero e riprendono pignoramenti e fermi amministrativi. Con il servizio ContiTu è possibile pagare solo alcune rate indicate nella comunicazione.
| Data | Evento |
|---|---|
| 31 luglio 2026 | Termine per gli enti per deliberare l’adesione |
| 15 ottobre 2026 | Disponibile il prospetto dei debiti |
| 16 ottobre - 15 dicembre 2026 | Finestra per la domanda |
| 28 febbraio 2027 | Comunicazione delle somme dovute |
| 31 marzo 2027 | Prima rata o pagamento in unica soluzione |
Un esempio puramente illustrativo, con cifre di fantasia, aiuta a capire il meccanismo. Immaginiamo una cartella Tari da 1.000 euro di tributo, su cui nel tempo si sono aggiunti 400 euro tra sanzioni e interessi di mora, più l’aggio. Con la rottamazione si pagherebbero i 1.000 euro di tributo, più le spese di notifica e delle procedure eventualmente sostenute, mentre sanzioni, interessi e aggio sparirebbero. Per una multa stradale da 200 euro, invece, lo sconto riguarderebbe solo le maggiorazioni e gli interessi accumulati: l’importo della violazione resterebbe da pagare per intero.
Anche la rateazione ha un limite pratico. Poiché ogni rata deve essere di almeno 100 euro, il numero massimo di rate dipende dal debito: su 2.000 euro, per esempio, non si potrebbe superare un ventina di rate, mentre per arrivare alle 54 rate bimestrali servono debiti di diverse migliaia di euro. È un calcolo indicativo, da confrontare con il piano che l’Agenzia indicherà nella comunicazione delle somme dovute.
Chi non aderisce continua invece a dovere le cartelle per intero, con sanzioni e interessi. È il motivo per cui conviene guardare il prospetto prima del 15 dicembre, anche solo per scoprire quali debiti si possono ridurre.
Susanna Gatti ha studiato legge e possiede una solida formazione in ambito giuridico e fiscale. Nel corso degli anni ha approfondito in particolare le problematiche legate a multe, pignoramenti e controlli fiscali, collaborando con studi legali e realtà aziendali per contribuire all’analisi di situazioni complesse e all’individuazione di soluzioni efficaci.
Attualmente risiede a Roma e si...