Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Rottamazione bollo auto, Imu, Tari e multe al via oggi 16 ottobre: chi può richiederla, domanda, calcolo sconti

WhatsApp X Telegram
di Susanna Gatti pubblicato il

Dal 16 ottobre si può aderire alla nuova rottamazione per bollo auto, Imu, Tari e multe. Ecco chi ha diritto allo sconto, quali debiti rientrano, le scadenze da rispettare e come presentare la domanda

Da oggi venerdì 16 ottobre 2026 si possono presentare le domande per la cosiddetta rottamazione quinquies dei tributi locali, la definizione agevolata delle cartelle di Comuni e Regioni affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Riguarda Imu, Tari, multe stradali e, in alcune Regioni, il bollo auto. Le domande si possono inviare fino al 15 dicembre 2026. Il giorno prima, il 15 ottobre, è diventato disponibile il prospetto con l’elenco dei debiti che si possono definire.

La partenza è slittata: in origine era prevista per il 16 settembre, poi è stata spostata al 16 ottobre. Il meccanismo è lo stesso delle altre rottamazioni: si paga quanto dovuto di imposta o sanzione originaria, mentre si cancellano alcune voci aggiuntive. Non è un condono, perché il capitale resta dovuto per intero.

Che cosa si risparmia

Lo sconto cambia in base al tipo di debito:

  • Imu e Tari: si pagano tributo, spese di notifica e delle procedure esecutive, mentre vengono azzerati sanzioni, interessi di mora e aggio.
  • Bollo auto: la rottamazione taglia sanzioni e interessi, ma la tassa va pagata.
  • Multe stradali: la sanzione principale resta dovuta. Si risparmiano interessi, maggiorazioni e aggio, quindi lo sconto è più limitato rispetto ai tributi.
Sono coperti i carichi affidati all’Agenzia tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Restano fuori, tra gli altri, le somme derivanti da condanne della Corte dei Conti.

Chi può aderire

Il primo requisito è che il proprio ente creditore abbia aderito. Comuni e Regioni dovevano deliberare entro il 31 luglio 2026, e non tutti l’hanno fatto: l’elenco ufficiale conta oltre 1.500 enti (tra Comuni, Province e Città metropolitane), tra cui, per esempio, Roma Capitale, Torino, Bari, Genova, Venezia e Catania. Se l’ente non è nell’elenco, i suoi carichi non compaiono nel prospetto e la rottamazione non si applica.

Per il bollo auto la misura vale solo in cinque Regioni: Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria. In Puglia e Umbria l’adesione riguarda la sola tassa automobilistica, mentre le altre tre comprendono tutti i carichi. In tutte le altre Regioni la rottamazione statale non si applica al bollo.

Contano poi altri paletti:

  • Rientrano solo le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Quelle gestite direttamente dal Comune o da società private di riscossione seguono regole proprie.
  • Sono esclusi i debiti già inseriti in una rottamazione-quater (o nella riammissione) con rate pagate regolarmente fino al 30 settembre 2025.
  • Con la domanda ci si impegna a rinunciare ai ricorsi pendenti sulle cartelle definite.
  • Chi ha debiti in una procedura di sovraindebitamento deve presentare la domanda solo via PEC, con un modello dedicato.

Come fare la domanda, passo per passo

  1. Verifica dei debiti. Dal 15 ottobre si può chiedere il prospetto dei carichi definibili nell’area riservata del sito dell’Agenzia oppure nell’area pubblica, indicando un indirizzo e-mail ordinario (la PEC non è ammessa).
  2. Accesso. Nell’area riservata si entra con SPID, CIE o CNS. Si selezionano le cartelle da definire, si sceglie il pagamento in un’unica soluzione o a rate e si invia la domanda online, senza allegati.
  3. Area pubblica. In alternativa, senza credenziali, si allega un documento di identità e si indicano numeri di cartella, modalità di pagamento ed e-mail. Il link di convalida arrivato via e-mail va aperto entro 72 ore, altrimenti la richiesta è annullata, e la ricevuta si scarica entro 120 ore.
  4. CAF. L’assistenza è facoltativa. Serve attivare la delega unica ai servizi online dell’Agenzia, dalla propria area riservata o tramite l’intermediario. Le tariffe non sono state comunicate: conviene chiederle alla sede prima di dare l’incarico.
  5. Ricevuta. Dopo l’invio si riceve la presa in carico via e-mail. È possibile integrare la domanda già inviata fino alla chiusura della finestra, il 15 dicembre.
Chi non ha dimestichezza con l’online può anche indicare una persona di fiducia, un familiare che accede all’area riservata al posto del contribuente: ogni contribuente può designarne una sola, e la stessa persona può assistere al massimo tre contribuenti.

Quando e come si paga

Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia invia la comunicazione delle somme dovute, con i moduli di pagamento PagoPA. Si può pagare in un’unica soluzione oppure a rate: fino a 54 rate bimestrali, ciascuna di almeno 100 euro. La prima scadenza è fissata al 31 marzo 2027; le rate successive, nel 2027, cadono il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre, e così via. Sulle rate si applicano interessi del 3% annuo, a partire dal 1° aprile 2027.

Attenzione alla decadenza: si perde il beneficio se non si versano due rate, anche non consecutive. In quel caso il debito torna intero e riprendono pignoramenti e fermi amministrativi. Con il servizio ContiTu è possibile pagare solo alcune rate indicate nella comunicazione.

Data Evento
31 luglio 2026 Termine per gli enti per deliberare l’adesione
15 ottobre 2026 Disponibile il prospetto dei debiti
16 ottobre - 15 dicembre 2026 Finestra per la domanda
28 febbraio 2027 Comunicazione delle somme dovute
31 marzo 2027 Prima rata o pagamento in unica soluzione

Un esempio pratico

Un esempio puramente illustrativo, con cifre di fantasia, aiuta a capire il meccanismo. Immaginiamo una cartella Tari da 1.000 euro di tributo, su cui nel tempo si sono aggiunti 400 euro tra sanzioni e interessi di mora, più l’aggio. Con la rottamazione si pagherebbero i 1.000 euro di tributo, più le spese di notifica e delle procedure eventualmente sostenute, mentre sanzioni, interessi e aggio sparirebbero. Per una multa stradale da 200 euro, invece, lo sconto riguarderebbe solo le maggiorazioni e gli interessi accumulati: l’importo della violazione resterebbe da pagare per intero.

Anche la rateazione ha un limite pratico. Poiché ogni rata deve essere di almeno 100 euro, il numero massimo di rate dipende dal debito: su 2.000 euro, per esempio, non si potrebbe superare un ventina di rate, mentre per arrivare alle 54 rate bimestrali servono debiti di diverse migliaia di euro. È un calcolo indicativo, da confrontare con il piano che l’Agenzia indicherà nella comunicazione delle somme dovute.

Chi non aderisce continua invece a dovere le cartelle per intero, con sanzioni e interessi. È il motivo per cui conviene guardare il prospetto prima del 15 dicembre, anche solo per scoprire quali debiti si possono ridurre.

Prima di procedere: tre verifiche

  • Controllare l’ente. Occorre verificare nell’elenco pubblicato dall’Agenzia, e soprattutto nel prospetto personale, se il proprio Comune o la propria Regione compare tra gli aderenti: alcune cartelle potrebbero fare riferimento anche a soggetti terzi indicati accanto al Comune.
  • Distinguere dalla definizione autonoma. Alcuni Comuni hanno adottato una definizione agevolata propria, prevista dai commi 102-109 della legge di Bilancio 2026, che riguarda entrate non affidate all’Agenzia e ha regole e scadenze diverse, stabilite dall’ente.
  • Calcolare il risparmio. Per le multe lo sconto è minore e per il bollo vale solo in cinque Regioni: il prospetto permette di confrontare il dovuto con quello agevolato.



Susanna Gatti

Susanna Gatti ha studiato legge e possiede una solida formazione in ambito giuridico e fiscale. Nel corso degli anni ha approfondito in particolare le problematiche legate a multe, pignoramenti e controlli fiscali, collaborando con studi legali e realtà aziendali per contribuire all’analisi di situazioni complesse e all’individuazione di soluzioni efficaci.

Attualmente risiede a Roma e si...