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Schermi e volanti a cloche sulle auto vietati in Cina per sicurezza: la normativa potrebbe arrivare in Italia

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di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

La Cina introduce normative che vietano schermi troppo grandi e volanti a cloche nelle auto per ragioni di sicurezza, scatenando confronti internazionali. Si analizzano motivazioni, impatti, reazioni e possibili scenari per l'Europa e l'Italia.

Negli ultimi anni, l’evoluzione dei sistemi di controllo a bordo delle automobili ha portato a un crescente utilizzo di comandi touch screen e volanti dal design innovativo, come quelli "a cloche" ispirati al mondo aeronautico. Tuttavia, le autorità cinesi hanno deciso di invertire questa tendenza a favore della sicurezza su strada, intervenendo con una normativa che vieta l’uso esclusivo di schermi per funzioni essenziali e bandisce i volanti non circolari dal 2027. Questo passaggio normativo, motivato dall’analisi dei rischi legati a certi concept di interni, riflette una crescente attenzione internazionale al rapporto fra ergonomia, praticità d’uso e protezione degli occupanti. Se da un lato le innovazioni digitali hanno offerto nuove esperienze di guida, le questioni relative alla sicurezza sono tornate prepotentemente al centro del dibattito, con la Cina pronta a fare da apripista in un cambiamento che potrebbe avere effetti anche in Italia e in Europa.

Le motivazioni della Cina: sicurezza prima di tutto tra schermi, tasti fisici e volanti a cloche

La decisione delle autorità cinesi viene dopo anni di confronto fra spinta all’innovazione digitale negli abitacoli e attenzione ai rischi connessi all’uso intensivo di touch screen e di volanti non tradizionali. Secondo il governo cinese, la centralizzazione di molte funzioni essenziali su display digitali – come le frecce, le luci d’emergenza o la chiamata di soccorso – rappresenta un pericolo in condizioni critiche. Le principali motivazioni raccolte dalla normativa si riassumono in due aspetti:

  • Reazione rapida e intuitiva: i tasti fisici permettono interventi immediati, che non richiedono distogliere lo sguardo dalla strada o affrontare possibili lag o confusione dovuti all’interfaccia digitale.
  • Maggiore affidabilità in emergenza: la presenza di pulsanti e leve tradizionali garantisce il funzionamento anche in caso di guasti elettrici o incidenti, un aspetto fortemente sostenuto anche da Euro NCAP nelle più recenti valutazioni di sicurezza.
Un altro elemento a pesare sulla scelta normativa è stato il crescente impiego di volanti a cloche, resi famosi da alcuni costruttori di auto elettriche. I test condotti, così come le segnalazioni degli stessi automobilisti, hanno evidenziato come queste soluzioni, seppur di sicuro impatto estetico, presentino:
  • criticità nell’uso quotidiano (ad esempio nelle manovre complesse o nel parcheggio);
  • maggiori rischi in caso di urti, poiché mancano le aree di assorbimento d’urto offerte dalla corona completa di un volante tradizionale;
  • problemi nella gestione sicura degli airbag, con componenti esposti e difficilmente controllabili nei test d’impatto.
Non solo sicurezza passiva, ma anche quella attiva è entrata nelle valutazioni: la Cina ha incluso nella normativa ulteriori paletti per la guida autonoma e assistita, stabilendo che qualsiasi sistema dovrà mantenere o superare gli standard di sicurezza relativi a un conducente umano attento, sia nella quotidianità che nei casi d’emergenza.

Le novità della normativa cinese: cosa cambia per le auto dal 2027

Con l’introduzione del nuovo regolamento, a partire da gennaio 2027 le case automobilistiche dovranno adeguare progettazione e produzione agli standard definiti da Pechino. Le principali innovazioni normative riguardano:

  • Obbligo di tasti fisici per funzioni vitali: indicatori di direzione, selettore delle marce, luci di emergenza ed e-call dovranno essere attivabili tramite pulsanti fisici, di dimensioni minime di 10x10 mm.
  • Stop ai volanti a cloche: attraverso requisiti specifici nei crash test, è di fatto esclusa ogni soluzione di volante che non sia circolare o almeno che non copra tutti i punti della corona richiesti nei test d’impatto.
  • Vietate superfici rigide verso i passeggeri in zona airbag: sono escluse parti in plastica dura o metallo che potrebbero diventare pericolose durante l’apertura del dispositivo di sicurezza.
  • Primo giro di vite sulla guida autonoma: i sistemi di automazione devono essere accompagnati da una corposa documentazione che ne attesti le capacità di intervenire in ogni scenario, oltre a prevedere protocolli di sicurezza rafforzati in caso di malfunzionamenti o mancata risposta.
Inoltre, la normativa si inserisce in un percorso già avviato in Cina con altre restrizioni, come il veto alle maniglie a scomparsa elettriche, sempre in nome della sicurezza operativa in situazioni d’emergenza. In prospettiva, le vetture in vendita dopo il 2027 dovranno mostrare una netta inversione di tendenza verso interni più tradizionali e, soprattutto, facilmente gestibili a livello tattile e visivo.

Impatto su mercato globale e possibili ripercussioni per l’Italia e l’Europa

La decisione della Cina di imporre norme stringenti sugli interni delle auto incide su un mercato strategico, dove vengono prodotti e venduti milioni di veicoli, molti dei quali destinati anche all’esportazione. Di conseguenza, i costruttori orientali dovranno uniformarsi agli standard cinesi, anticipando una probabile estensione di questi principi anche su scala internazionale. L’Europa, attraverso Euro NCAP, ha già indicato l’opportunità di privilegiare i comandi fisici per garantire le ambite 5 stelle nei crash test, rafforzando l’attenzione al rapporto fra design, ergonomia ed efficacia in caso di urgenza.

Le possibili ripercussioni si possono riassumere in:

  • Rallentamento nella diffusione di interni interamente digitali su molti modelli venduti anche in Italia, dato che omologare due versioni differenti per mercati diversi risulta oneroso.
  • Pressioni sui produttori europei per l’adozione di soluzioni più orientate alla sicurezza attiva e passiva, come dimostrano le nuove norme Euro 7 attese dal 2026.
  • Rivalutazione delle politiche di design interno, riportando alla ribalta leve, pulsanti, e selettori ben riconoscibili, in linea con la rinnovata sensibilità verso la semplicità e l’affidabilità degli equipaggiamenti.
Proprio in Italia, le tempistiche per recepire standard internazionali seguono solitamente l’evolversi dei suggerimenti Euro NCAP ed eventuali regolamenti UE. Un processo normativo che, sebbene non immediato, potrebbe vedere in pochi anni l’introduzione di requisiti analoghi, specialmente per i veicoli delle fasce più diffuse. La spinta cinese, insomma, rischia di imprimere un’accelerazione anche al dibattito legislativo e tecnico nelle principali nazioni produttrici e consumatrici di auto.

Criticità, vantaggi e reazioni del settore automobilistico e degli utenti

L’introduzione di requisiti più stringenti sulla strutturazione degli interni è stata accolta con opinioni divergenti fra operatori e clienti finali. Sul fronte delle criticità:

  • Costi aggiuntivi per la riprogettazione dei cruscotti, dei volanti e degli apparati di comando, specialmente per i costruttori che avevano scommesso su un’esperienza di bordo quasi totalmente digitale.
  • Rischio di penalizzare l’innovazione, rallentando l’introduzione di nuove soluzioni di design e di gestione delle funzioni di bordo.
  • Possibile perdita di appeal presso un pubblico giovane, più attratto dal minimalismo tecnologico e dalle interfacce touch–based.
Dall’altro lato, sono evidenti i vantaggi:
  • Migliorata sicurezza operativa, con la riduzione dei tempi di reazione in caso di necessità, grazie a pulsanti e leve tradizionali.
  • Affidabilità garantita anche in condizioni critiche, prevenendo situazioni in cui la tecnologia digitale possa risultare inaccessibile, malfunzionante o eccessivamente complicata durante le emergenze.
  • Maggiore chiarezza normativa, che rende più semplice sia per costruttori sia per utenti sapere quali dotazioni cercare o evitare nelle auto nuove.
Le prime reazioni di clienti e addetti ai lavori, sia in Cina che in Europa, evidenziano un sentimento di “ritorno all’essenziale”: molti utenti, pur apprezzando le innovazioni, lamentavano troppe funzioni nascoste nei menu digitali, con aumento del rischio di distrazione. La scelta normativa è quindi vista da ampia parte del pubblico come il recupero di semplicità e immediatezza, qualità che negli ultimi anni sembravano lasciate da parte nella corsa verso l’infotainment avanzato. Gli operatori, invece, sono chiamati a uno sforzo di adattamento che, almeno nel breve periodo, comporterà nuove sfide nella progettazione industriale e nell’omologazione dei veicoli.


Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...