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Se si legge per 15 minuti un libro, si viene pagati: perché e come stata lanciata questa nuova iniziativa

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
aggiornato con informazioni attualizzate il

Quindici minuti di lettura possono trasformarsi in monete: è l’idea di ReadSG per contrastare il doomscrolling. Tra obiettivi benefici, entusiasmo e dubbi sulle ricompense, resta una domanda: il premio aiuterà a fare della lettura un’abitudine?

A Singapore, una sessione di lettura di almeno 15 minuti vale 20 monete virtuali. Per arrivare a un dollaro di Singapore ne occorrono 1.000. Il programma ReadSG, avviato dal governo insieme al sistema nazionale delle biblioteche, chiede ai partecipanti di registrare le sessioni su un sito governativo e mette alla prova, fino alla fine del 2026, un incentivo economico volutamente minimo. Con una sessione al giorno, il traguardo si raggiunge dopo 50 giorni: circa 80 centesimi di dollaro statunitense. Una cifra simbolica, non un reddito.

La formula “essere pagati per leggere” racconta soltanto una parte dell’iniziativa. Il compenso attira l’attenzione, ma ReadSG punta soprattutto a spostare una quota di tempo dagli scorrimenti compulsivi sui social ai libri e alla lettura prolungata. La ricompensa è l’innesco. Resta da capire se basterà a far nascere un’abitudine. E se magari possa approdare anche in Italia.

Come si accumulano le monete

Il percorso è lineare: chi aderisce legge per almeno 15 minuti e poi registra la sessione sulla piattaforma dedicata. Ogni sessione valida frutta 20 monete virtuali; arrivati a 1.000 crediti si ottiene un dollaro di Singapore. Il sistema premia la costanza, non il numero di pagine lette né il valore commerciale del libro scelto.

I conti aiutano a capire la portata dell’incentivo. Cinquanta sessioni da 15 minuti fanno 1.000 monete; registrandone una al giorno, servono quindi 50 giorni. La conversione indicata per l’iniziativa equivale a circa 80 centesimi di dollaro statunitense. Anche partecipando con regolarità, il ritorno resta troppo modesto per incidere sul bilancio personale o per essere considerato una vera forma di pagamento.

Il tempo richiesto, invece, è concreto: un quarto d’ora al giorno significa 105 minuti nell’arco di una settimana. È una soglia abbastanza contenuta da poter trovare posto in una giornata ordinaria, ma non così breve da confondere la lettura di un libro con il consumo rapido di contenuti. ReadSG non paga ore di lavoro e non promette un guadagno proporzionato al reddito. Assegna crediti virtuali per incoraggiare una pratica.

Perché proprio 15 minuti di lettura

La soglia dei 15 minuti non viene proposta come una formula scientifica valida per chiunque. È piuttosto un intervallo pratico, pensato per aiutare a costruire una routine. Loh Chin Ee, studiosa di educazione e lettura, ha spiegato che si tratta di un obiettivo accessibile: si può ritagliare un quarto d’ora in momenti ordinari, senza dover riorganizzare da subito l’intera giornata. La sfida diventa così concreta e, almeno in teoria, facile da ripetere.

C’è anche una ragione legata all’attenzione. Un video breve o una notizia si consumano in pochi istanti; un libro chiede di restare sul testo, seguirne il filo e collegare informazioni che possono essere lontane tra loro. Quindici minuti non garantiscono una lettura profonda. Possono però dare il tempo di superare la distrazione iniziale e ritrovare il ritmo di una narrazione o di un’argomentazione.

Per quanto riportato nelle regole rese pubbliche, il programma non impone un genere preciso. L’obiettivo non è trasformare la lettura in un compito scolastico da eseguire, ma rendere abituale il gesto di aprire un libro e dedicargli attenzione. Per questo il premio dipende dalla sessione registrata: non dal numero di pagine, dalla difficoltà del volume o da una valutazione dei suoi contenuti.

ReadSG contro il doomscrolling

ReadSG è una campagna nazionale contro il doomscrolling, cioè l’abitudine di scorrere senza sosta notizie, immagini e video sui dispositivi, spesso senza uno scopo preciso. La questione non è l’uso della tecnologia in sé. A preoccupare è il tempo assorbito da una successione di contenuti brevi, che può rendere più difficile mantenere la concentrazione su un testo lungo.

Al centro della campagna c’è il National Library Board, l’ente che gestisce la rete delle biblioteche pubbliche di Singapore. La direttrice Melissa Tam ha descritto l’obiettivo come la formazione di lettori curiosi, riflessivi e capaci di valutare criticamente ciò che incontrano. Nella sua prospettiva, gli articoli e gli aggiornamenti digitali permettono di seguire l’attualità; frequentare i libri, invece, può sostenere immaginazione, concentrazione e senso critico.

Non si tratta di mettere ogni contenuto online sul banco degli imputati. Si può leggere un libro e informarsi attraverso strumenti digitali nella stessa giornata. Il bersaglio dichiarato è l’eccesso passivo: continuare a scorrere per inerzia, saltando da un contenuto all’altro senza scegliere davvero come impiegare il proprio tempo. La lettura quotidiana viene proposta come un modo per esercitare un’attenzione meno frammentata.

La campagna fa parte di un programma quinquennale di promozione della lettura. L’iniziativa specifica che assegna crediti, invece, è in fase di sperimentazione fino al 31 dicembre 2026. Sono due piani distinti: il programma più ampio vuole fare della lettura una presenza nella vita culturale del Paese, mentre il test mette alla prova uno strumento concreto per coinvolgere i cittadini. ReadSG, dunque, non è una misura di sostegno al reddito.

Una lettura collettiva con un obiettivo benefico

Alla partecipazione individuale si affianca una raccolta collegata al tempo totale dedicato alla lettura. Il traguardo annunciato è di 7,5 milioni di minuti, equivalenti a quasi 120.000 dollari. Qui non si contano i lettori o i libri terminati: si sommano i minuti di lettura registrati dalla comunità.

Un’attività di solito privata assume così una dimensione collettiva. I 15 minuti quotidiani di una persona possono sembrare poca cosa; moltiplicati per molti partecipanti diventano un conteggio condiviso e si legano a una finalità benefica. La raccolta porta inoltre l’attenzione lontano dal premio individuale: il valore economico più consistente è associato alla partecipazione complessiva, non a quanto riceve ciascun lettore.

I due meccanismi vanno tenuti separati. Le monete assegnate al singolo sono un premio limitato; la cifra legata ai milioni di minuti è invece un obiettivo della campagna benefica. I quasi 120.000 dollari non sono denaro che ogni partecipante possa incassare, né una somma che viene automaticamente divisa in parti uguali. La comunicazione dell’iniziativa li collega al traguardo collettivo di lettura.

Le ragioni dei sostenitori

Per chi promuove l’iniziativa, anche un incentivo piccolo può aiutare a superare lo scoglio iniziale: cominciare. A chi legge poco, un libro può apparire come un impegno lungo, senza una fine vicina. Un obiettivo giornaliero breve rende l’azione più definita; il premio offre un riscontro immediato e la ripetizione, se continua, può trasformare quei minuti in un appuntamento stabile.

Nella prospettiva di Melissa Tam, il risultato atteso non si misura soltanto nel tempo trascorso sui libri. Una lettura continuativa può dare occasioni per esercitare l’attenzione e la capacità di interpretazione, qualità utili quando le informazioni sono molte e arrivano da fonti diverse. La campagna cerca anche di raggiungere persone per cui un’iniziativa pubblica, una sfida condivisa o un riconoscimento digitale rappresentano una spinta iniziale più efficace di un generico invito a leggere.

La dimensione nazionale può rendere più visibile un comportamento che altrimenti resta privato. Registrare i progressi permette ai partecipanti di vedere la propria adesione e di inserirla in un’attività comune. I crediti non bastano a sostenere un modello economico fondato sulla lettura, ma possono segnalare che una persona ha preso parte alla campagna. Molto dipenderà dalla facilità con cui si riesce a proseguire e dalla possibilità di trovare libri e spazi adatti ai propri interessi.






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Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...