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Se si vedessero le zollette di zucchero in ogni bevanda, non le berremmo più: l'esperimento di Mi Manda RaiTre

di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Un piccolo esperimento, proposto dal programma Mi Manda RaiTre, cambia radicalmente il modo in cui guardiamo alle bevande che consumiamo ogni giorno.

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Quante volte, davanti a una lattina di bibita gassata o a un succo di frutta confezionato, ci fermiamo davvero a leggere l'etichetta nutrizionale? Quasi mai. Eppure basterebbe un piccolo esperimento visivo, quello proposto dal programma Mi Manda RaiTre, per cambiare radicalmente il modo in cui guardiamo alle bevande che consumiamo ogni giorno: mettere accanto a ogni bottiglia o lattina le zollette di zucchero equivalenti al suo contenuto reale. Il risultato è spesso spiazzante, e per molti versi inquietante.

L'idea alla base dell'esperimento

Il fulcro della trasmissione Rai si basa su un principio semplice quanto efficace: lo zucchero contenuto nelle bevande, essendo sciolto nel liquido, risulta invisibile ai nostri occhi. Non lo vediamo, non lo percepiamo e quindi tendiamo a sottovalutarlo. Se invece quello stesso zucchero venisse ricomposto sotto forma di zollette, ovvero i piccoli cubetti compatti che un tempo si usavano per addolcire caffè e tè, la percezione cambierebbe completamente.

L'esperimento consiste proprio in questo: per ogni bevanda analizzata, gli autori del programma calcolano la quantità di zucchero presente in etichetta e la convertono in un numero di zollette, partendo dal presupposto che una zolletta standard pesi circa 5 grammi. Il risultato viene poi mostrato fisicamente, allineando le zollette accanto al prodotto, così che chi guarda possa vedere con i propri occhi quanto zucchero sta davvero per ingerire.

Il messaggio è tanto semplice quanto potente: se vedessimo lo zucchero, probabilmente berremmo molto meno.

Dal punto di vista della comunicazione scientifica, questo tipo di esperimento funziona perché sfrutta un meccanismo psicologico ben noto: le informazioni numeriche astratte, come i grammi indicati in etichetta, vengono elaborate dal cervello in modo molto meno efficace rispetto a uno stimolo visivo concreto. Leggere "35 grammi di zucchero" non genera lo stesso impatto emotivo di vedere sette zollette impilate accanto a una lattina.

Non è un caso che negli ultimi anni diverse associazioni di consumatori, nutrizionisti e persino alcune campagne istituzionali europee abbiano adottato lo stesso approccio: mostrare le zollette di zucchero equivalenti diventa uno strumento di educazione alimentare molto più efficace di una semplice tabella nutrizionale.

Quante zollette di zucchero ci sono davvero nelle bevande

Passando ai numeri, i dati raccolti confermano quanto lo zucchero sia presente in modo massiccio in molte delle bevande che troviamo comunemente al supermercato o al bar. Ecco alcuni esempi rappresentativi, calcolati sulla base del contenuto medio di zucchero dichiarato in etichetta dai principali produttori:

  • Coca Cola. Una lattina da 330 millilitri contiene circa 35 grammi di zucchero, l'equivalente di 7 zollette. Se si considera un litro intero della stessa bevanda, la quantità sale fino a circa 106 grammi, ovvero più di 20 zollette in un solo litro.
  • Succhi di frutta zuccherati. Molti succhi e nettari confezionati, soprattutto quelli a base di pesca o di frutti misti, contengono quantità di zucchero sorprendentemente elevate. In un litro di succo si possono superare tranquillamente le 30 zollette, un dato che spesso sorprende i consumatori convinti di scegliere un'alternativa più salutare rispetto alle bibite gassate.
  • Tè freddo confezionato. Anche il tè freddo, percepito come bevanda leggera e dissetante, nasconde insidie: in mezzo litro si arrivano a contare fino a 10 zollette, che diventano quasi 20 in un litro intero.
  • Aranciate e bevande gassate agli agrumi. Queste bibite si collocano tra le più zuccherate in assoluto: un litro può contenere fino a 22 zollette, un valore paragonabile o addirittura superiore a quello delle bevande a base di cola.
  • Bevande energetiche. Una singola lattina da 250 millilitri contiene generalmente tra le 6 e le 7 zollette di zucchero, un dato che, unito alla presenza di caffeina e taurina, rende questi prodotti energetici particolarmente delicati soprattutto per il consumo tra adolescenti.
  • Acqua tonica. Spesso associata a un consumo "adulto" e apparentemente meno problematico, l'acqua tonica può contenere fino a 18 zollette per litro, un dato che pochi conoscono.
  • Bevande al cacao e latte aromatizzato. Le bevande al cioccolato pensate soprattutto per i più piccoli non fanno eccezione: una singola bottiglietta da circa 240 millilitri può contenere fino a 7 zollette, una quantità considerevole se si pensa alla fascia d'età a cui questi prodotti sono destinati.
Questi numeri, messi uno accanto all'altro, restituiscono un quadro piuttosto chiaro: nessuna categoria di bevande è davvero esente dal problema, nemmeno quelle percepite come più leggere o naturali.

L'esperimento condotto da Mi Manda RaiTre ha il merito di tradurre un'informazione tecnica, spesso relegata al retro delle confezioni in caratteri minuscoli, in un'immagine immediata e comprensibile a tutti. Non serve essere esperti di nutrizione per capire cosa significhi vedere venti o trenta zollette di zucchero allineate accanto a una bottiglia: il messaggio arriva chiaro e diretto.

Questo tipo di comunicazione risulta particolarmente utile per alcune categorie di consumatori:

  • Genitori, che spesso scelgono succhi di frutta o tè freddi convinti si tratti di alternative più sane rispetto alle bibite gassate per i propri figli.
  • Persone attente alla linea o alla salute metabolica, che potrebbero non rendersi conto di quanto le bevande, più ancora del cibo solido, contribuiscano all'apporto calorico e glicemico giornaliero.
  • Consumatori abituali di bevande "light" o "senza zucchero", che potrebbero comunque assumere zucchero in altre bevande della giornata senza accorgersene.

Il confronto che fa riflettere: quanto zucchero dovremmo assumere ogni giorno

Per capire davvero la portata di questi numeri, è utile ricordare quali sono le raccomandazioni ufficiali. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'assunzione di zuccheri liberi (quelli aggiunti agli alimenti e alle bevande, non quelli naturalmente presenti nella frutta intera) dovrebbe restare sotto il 10% dell'apporto calorico giornaliero, con un'ulteriore raccomandazione a scendere sotto il 5% per ottenere benefici aggiuntivi per la salute. Per un adulto medio, questo si traduce in circa 25 grammi al giorno, ovvero 5 zollette.

Questo significa che una sola lattina di bibita gassata può coprire, da sola, oltre il 70% del fabbisogno giornaliero di zucchero raccomandato. Se a questa si aggiunge anche un succo di frutta durante la giornata, il limite viene ampiamente superato con un solo pasto.

Come leggere davvero un'etichetta nutrizionale

Al di là dell'effetto scenico delle zollette, l'esperimento invita a una riflessione più ampia su come leggere correttamente le etichette. Alcuni consigli pratici possono aiutare a orientarsi:

  • Verificare sempre la voce "di cui zuccheri" nella tabella nutrizionale, non limitandosi al valore dei carboidrati totali.
  • Controllare la porzione di riferimento: spesso i valori indicati in etichetta si riferiscono a 100 millilitri e non all'intera confezione, il che può trarre in inganno.
  • Diffidare delle diciture generiche come "naturale" o "senza zuccheri aggiunti", che non escludono comunque un contenuto elevato di zuccheri presenti naturalmente, come nei succhi di frutta concentrati.
  • Convertire mentalmente i grammi in zollette (dividendo per 5) per avere un'idea più concreta e immediata della quantità reale.

 






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Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...