Come hanno vissuto i maturandi la seconda prova 2026? Tra nuove regole, materie, difficoltà percepite e strategie di preparazione, il nostro sondaggio su 2mila studenti fotografa paure, aspettative e i voti attesi.
Svelata la seconda prova dell’Esame di Stato 2026, l’attenzione si è spostata sulle reazioni immediate degli studenti. Con un sondaggio appena concluso su duemila maturandi italiani, traspare un quadro vivido delle loro impressioni sul test appena sostenuto. Dalle ansie della vigilia alle valutazioni “a caldo”, emerge con forza come la consapevolezza delle nuove regole, l’attesa per le materie di indirizzo e la presenza dei commissari esterni abbiano influenzato il giudizio complessivo sul livello di difficoltà. Osservando commenti, dati e testimonianze, l’esperienza di questa coorte di studenti restituisce uno spaccato realistico delle sensazioni vissute nelle ultime settimane. Facile? Difficile? Solo fattibile? I numeri e le parole degli studenti lo raccontano con autenticità. Ricordiamo che ieri abbiamo scritto come è andata e i voti attesi dai maturandi riguardo la prima prova di italianoi
Il panorama della valutazione finale si è trasformato rispetto alle edizioni precedenti. La seconda prova 2026 ha portato significativi cambiamenti sia nelle modalità che nelle discipline coinvolte. Per i vari indirizzi liceali tra cui Scientifico, Classico e Linguistico, la disciplina oggetto di esame si è basata sulle specificità del percorso di studi: Matematica allo Scientifico, Latino al Classico, e Lingua straniera 1 al Linguistico. La grande novità di quest’anno è stata l’assenza della temuta “doppia materia” nello scritto, elemento accolto con sollievo dalla maggioranza degli studenti e confermato dalle rilevazioni ministeriali e giornalistiche.
Altro punto di rottura rispetto agli scorsi anni riguarda la struttura delle commissioni e del colloquio orale. La commissione è passata da sette a cinque membri e l’orale verte ora su quattro materie selezionate annualmente dal Ministero, con una rilevante novità: la condotta ha acquisito peso nel giudizio finale, influenzando sia l’ammissibilità che il punteggio complessivo.
Per gli istituti tecnici e professionali, l’esame ha visto protagoniste materie di indirizzo come Economia aziendale per l’Amministrazione, Finanza e Marketing, e Sistemi e Reti per Informatica e Telecomunicazioni. Un ulteriore aspetto discusso riguarda l’assegnazione delle prove a commissari esterni, percepita da molti come elemento di incertezza e possibile squilibrio nella valutazione.
Intervistando 2mila studenti alla fine della seconda prova, emerge un ventaglio di risposte che testimonia una marcata eterogeneità nell’esperienza vissuta. Secondo il nostro sondaggio, il 61% ha definito la prova «fattibile», il 23% ha espresso l’idea che fosse «più semplice delle attese» mentre il 16% l’ha trovata «particolarmente ostica».
Analizzando i commenti raccolti, molti studenti hanno collegato la percezione di difficoltà alla tipologia delle tracce e alle modalità di valutazione. Alcuni hanno sottolineato che l’eliminazione della prova mista ha semplificato l’impostazione, offrendo la possibilità di concentrarsi su un’unica materia d’indirizzo. Tuttavia, non è mancata una quota consistente di disagio, in particolare tra coloro che si sono confrontati con argomenti poco trattati durante l’anno o con tracce considerate meno “standard” rispetto alle simulazioni svolte in classe.
Interessante notare come il grado di apprensione sia spesso legato alla presenza di commissari esterni e alla “novità” introdotta dall’orale su quattro materie. Alcuni studenti hanno dichiarato: “Sapere quale sarebbe stata la materia con qualche mese di anticipo non ha ridotto lo stress come credevamo”. Tuttavia, la maggioranza ha percepito il nuovo assetto dell’esame come maggiormente equo rispetto al passato. Nel complesso, le valutazioni a caldo confermano un’esitazione iniziale superata da una diffusa sensazione di aver sostenuto una prova impegnativa, ma non insormontabile.
Lo Scientifico ha visto prevalere il sollievo per la scelta della matematica come disciplina, a scapito della temuta Fisica. “Abbiamo schivato Fisica in seconda prova come Matrix con i proiettili”, ironizza uno studente. Tuttavia, molte critiche si sono concentrate sulla presenza di Storia all’orale affidata a un commissario esterno, ritenuta la vera “sfida” del percorso.
Nel Liceo Classico, le reazioni hanno confermato un duplice sentimento: Latino come seconda prova ha suscitato reazioni generalmente positive, dopo anni di alternanza con il Greco, ma la comparsa della Matematica all’orale, anche se assegnata all’insegnante interno, è stata percepita da molti come una “trappola” inaspettata e poco gradita dagli “umanisti”.
Linguistico e tecnici hanno segnalato altre difficoltà. Nel primo caso, l’attribuzione delle lingue straniere secondarie a commissari esterni, spesso su materie come il Tedesco, ha destato perplessità, soprattutto in contesti in cui vi sono state lunghe assenze di docenti titolari durante l’anno scolastico. Negli istituti tecnici, la varietà delle discipline non ha reso semplice la preparazione, ma la presenza di simulazioni specifiche nei mesi precedenti sembra abbia agevolato gli studenti nel destreggiarsi tra tracce più applicative rispetto al passato.
Il sondaggio mostra differenze significative in base al percorso. Il 69% degli studenti scientifici ha trovato la prova accessibile, contro il 56% del Classico, mentre il dato scende al 52% nei principali tecnici. Il disagio è apparso trasversale soprattutto per la valutazione su materie affidate a membri esterni, confermando quanto la familiarità col docente svolga un ruolo non trascurabile nella percezione della prova.
La presenza del commissario esterno costituisce uno degli elementi più divisivi nelle opinioni dei maturandi coinvolti. Circa il 48% ha dichiarato di sentirsi penalizzato quando la materia d’esame è affidata a un professore non conosciuto durante l’anno, attribuendo a questo fattore una marcata incertezza rispetto all’effettiva corrispondenza tra programma svolto e tracce proposte.
Sul fronte della scelta delle materie, la maggioranza ha percepito positivamente la conferma di una sola disciplina per la seconda prova, giudicando più gestibile la preparazione. Tuttavia, le materie affidate agli orali – su quattro discipline, due delle quali coincidenti con gli scritti – hanno generato ulteriore apprensione, soprattutto per la possibile imprevedibilità dei quesiti.
Nell’analisi dei commenti, fa capolino un tema trasversale: lo stress, amplificato dall’attesa delle materie ufficiali e dalle continue notizie di modifica delle regole. Alcuni studenti avrebbero gradito conoscere le materie già a settembre, per pianificare meglio il percorso di studio. Al tempo stesso, la nuova struttura ha permesso di focalizzarsi su un numero minore di discipline, con un impatto positivo per chi ha gestito con costanza il piano di preparazione durante l’intero anno scolastico.
L’approccio degli studenti alla seconda prova 2026 ha visto un mix di strategie personalizzate, sviluppate in risposta alle incertezze e alle novità comunicate durante l’anno. Una delle tecniche più utilizzate ha riguardato le simulazioni:
Alla domanda sulle previsioni di voto dopo la seconda prova, il 47% degli studenti coinvolti ha dichiarato di attendersi una valutazione tra 13 e 15/20, ovvero una prestazione mediamente soddisfacente, seppur distante dall’eccellenza. Il 36% spera in un voto superiore ai 16/20, mentre il restante 17% teme di non superare la sufficienza.
| Fascia di voto attesa | Percentuale risposte |
| 13-15/20 | 47% |
| 16-18/20 | 28% |
| 19-20/20 | 8% |
| 12/20 o meno | 17% |
Le aspettative riflettono la divisione emersa nelle impressioni qualitative: maggiore fiducia tra coloro che hanno svolto simulazioni efficaci e ricevuto supporto continuativo, più cautela invece tra chi si è trovato ad affrontare tracce fuori dal proprio radar di studio. Un dato non secondario riguarda la consapevolezza che, per essere promossi, occorre comunque raggiungere la sufficienza in tutte le discipline, compresa la condotta. I punteggi attesi sono quindi il risultato di una valutazione razionale delle proprie performance e della difficoltà oggettiva della prova, piuttosto che di una mera autovalutazione istintiva.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...