La busta sugli specchietti può aiutare a proteggerli dalla brina notturna, ma non è una soluzione senza rischi: se fissata male o lasciata al momento di partire, può compromettere la visibilità. Ecco cosa valutare.
Una busta infilata sullo specchietto esterno può proteggere il vetro dalla brina che si deposita durante la notte. Chi ricorre a questo espediente cerca di risparmiarsi la raschiatura del mattino, non di scoraggiare i furti come si può pensare. Il rimedio può essere utile, ma una copertura bagnata, poco stabile o tolta di fretta rischia di trasformare il risparmio di qualche minuto in un problema di visibilità.
Dopo una notte fredda il parabrezza può essere velato, oppure coperto di cristalli di ghiaccio. Anche i vetri degli specchietti diventano opachi. La brina si forma quando il vapore acqueo presente nell’aria si deposita su una superficie abbastanza fredda e passa direttamente allo stato solido. Non occorre che abbia piovuto: è sufficiente che il vetro scenda sottozero mentre l’aria contiene umidità.
Una busta o una copertura lasciata sullo specchio la sera crea una barriera tra il vetro e l’aria. Se è asciutta e aderisce bene, limita il contatto diretto con l’umidità e riduce la possibilità che la brina si formi sulla superficie dello specchio. Al mattino si sfila, senza dover cominciare subito con il raschietto. L’effetto è circoscritto alla parte coperta: prima di partire occorre controllare anche il resto dell’auto.
Conta soprattutto lo stato del materiale. La protezione rende meglio quando è asciutta e non viene appoggiata su uno specchietto già bagnato. Una busta sottile, poi, non è fatta per restare fissata all’esterno: vento, pioggia e spostamenti possono farla muovere. Come rimedio occasionale può servire; un accessorio pensato appositamente per gli specchi è però più pratico da montare.
Il sacchetto usato sullo specchietto serve soprattutto a riparare il vetro dal gelo. Per occuparsi di furti e danneggiamenti servono altre misure, per esempio parcheggiare in un’area più sicura o scegliere dispositivi di sicurezza compatibili con il veicolo. Una copertura morbida può schermare lo specchio dalla brina; la sua utilità, in questo caso, è legata alla preparazione dell’auto nelle mattine fredde.
La differenza si vede anche nell’uso quotidiano. La busta si mette la sera e si rimuove prima di partire; per proteggere l’auto da atti vandalici occorrono soluzioni diverse. È quindi bene considerarla per quello che è: un riparo improvvisato dal gelo, utile quando resta asciutto e in posizione.
L’umidità è il primo aspetto da controllare. Se la busta è bagnata, o viene chiusa attorno a uno specchio umido, può trattenere acqua a contatto con la superficie. Sottozero quell’acqua può gelare, rendendo meno agevole togliere la copertura, soprattutto se si è attaccata al vetro o alla calotta.
Una copertura fissata male può scivolare, sfilarsi o volare via durante la notte. A volte resta appesa a un angolo e finisce per coprire soltanto una parte dello specchio, oppure si appoggia sulla carrozzeria. Al mattino conviene sfilarla con calma e controllare il vetro: potrebbero esserci gocce, residui o ghiaccio.
Attenzione a elastici, nastri e legature improvvisate. Se tirati troppo, possono fare pressione sulla calotta o sui comandi di regolazione. Lo specchio va liberato senza forzarlo. I manuali di alcune auto, tra cui quelli Ford, avvertono di non raschiare il ghiaccio dagli specchi e di non tentare di regolare il vetro quando è bloccato dal gelo: il vetro o il meccanismo potrebbero danneggiarsi.
La regola è semplice: la protezione deve essere asciutta, fissata senza comprimere lo specchio e facile da rimuovere. Se è gelata o aderisce, non va strappata con forza. Si può ricorrere al sistema di sbrinamento previsto dall’auto oppure aspettare che il ghiaccio si allenti, seguendo le indicazioni del manuale del proprio modello.
La fretta porta a volte a togliere la busta, salire in auto e partire senza verificare davvero la visuale. Eppure il vetro dello specchio, una volta scoperto, può essere ancora appannato, bagnato o gelato. La brina può coprire anche parabrezza, lunotto e finestrini laterali, ostacolando la visuale davanti e le manovre.
L’articolo 141 del Codice della strada, contenuto nel decreto legislativo 285 del 1992, impone al conducente di mantenere il controllo del veicolo e di poter arrestare la marcia entro i limiti del proprio campo visivo. L’articolo 79 richiede che i veicoli in circolazione siano mantenuti in condizioni di efficienza tali da garantire la sicurezza. L’articolo 72 include i dispositivi retrovisori fra quelli prescritti per i veicoli interessati.
Prima di immettersi nel traffico, specchi e vetri devono essere liberi e consentire una visuale adeguata. Gli specchietti permettono di controllare cosa accade dietro e ai lati dell’auto; una visuale insufficiente riduce le informazioni disponibili quando si cambia corsia, si svolta o si fa retromarcia. Se il parabrezza è opaco o gli specchi sono coperti di ghiaccio, la guida comincia con una visibilità compromessa.
In alternativa alla busta si possono usare coperture antigelo sagomate per gli specchi. Di solito si calzano sulla calotta e hanno lembi, elastici o chiusure per restare in posizione. Rispetto a un sacchetto, una protezione realizzata per questo impiego è più semplice da montare e tende a scivolare meno, se la misura è corretta e il fissaggio segue le indicazioni del produttore.
Anche in questo caso il materiale va tenuto pulito e asciutto. Dopo aver tolto la copertura, è meglio farla asciugare prima di riporla. Come accade con quelle per il parabrezza, le protezioni per specchi richiedono comunque un controllo prima della partenza: se sotto il telo si è formata condensa o brina, bisogna rimuoverla senza graffiare il vetro e verificare che la visuale sia libera.
Si può scegliere anche una copertura più ampia, da applicare al parabrezza. Ripara la superficie dalla brina e può ridurre il tempo necessario per pulirla al mattino. Se viene fermata con gli sportelli o con appositi attacchi, è più stabile di un foglio semplicemente appoggiato sul vetro. La scelta dipende dall’auto e dal parcheggio: la protezione deve coprire la superficie necessaria senza ostacolare tergicristalli, guarnizioni o aperture.
Molte vetture hanno un sistema elettrico per sbrinare il lunotto; alcuni allestimenti riscaldano anche gli specchietti esterni. Il comando cambia da modello a modello. In certe auto il riscaldamento degli specchi parte insieme a quello del lunotto, in altre è previsto un pulsante dedicato. I manuali Ford, per esempio, descrivono modelli nei quali l’attivazione del lunotto riscaldato accende anche gli specchietti riscaldabili; le istruzioni dipendono dal veicolo.
Meglio consultare il manuale dell’auto, anziché presumere che il comando funzioni sempre nello stesso modo. I sistemi elettrici aiutano a togliere brina e appannamento dal vetro. Per liberare la visuale anteriore contribuiscono invece il climatizzatore e il flusso d’aria diretto verso il parabrezza. Lo sbrinamento richiede tempo: si parte quando le superfici necessarie alla guida sono effettivamente visibili.
Per il ghiaccio sui vetri, l’Automobile Club d’Italia consiglia strumenti adatti, come un raschietto di plastica, oppure prodotti antigelo specifici. L’ente mette in guardia dall’acqua bollente, che può danneggiare i cristalli a causa dello sbalzo termico. È meglio non azionare i tergicristalli quando le spazzole sono bloccate dal ghiaccio: si rischia di danneggiarle o di affaticare il motorino.
Se l’auto resta all’aperto e sono previste temperature rigide, una copertura asciutta e fissata bene può limitare la brina sullo specchio e rendere più rapida la preparazione del veicolo. Se svolazza, è bagnata o aderisce al vetro, il vantaggio si riduce. Quando il ghiaccio si è già formato, è più controllabile ricorrere allo sbrinamento dell’auto e agli strumenti adatti, senza strappare la protezione o forzare la regolazione dello specchio.
La busta resta un rimedio di fortuna contro il gelo. Prima di muoversi va tolta e riposta, poi occorre verificare che specchi, parabrezza, lunotto e finestrini siano puliti e liberi dalla brina. La partenza può attendere: serve una visuale chiara.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...