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Cartelli fuori norma e strisce cancellate: più sanzioni, più rischi, polizze auto più care con nuovo Codice Strada

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Polizze auto più care

Strisce sbiadite e cartelli fuori norma possono incidere sulla sicurezza stradale, ma il nuovo Codice apre anche il nodo delle risorse. Tra dati sugli incidenti, costi sanitari e premi RC Auto, il quadro è complesso.

Assosegnaletica segnala due livelli di degrado: oltre il 60% dei cartelli verticali non sarebbe conforme e più del 90% della segnaletica orizzontale sarebbe sotto gli standard. L’associazione, che rappresenta le imprese del settore, collega il problema alla manutenzione e contesta una possibile modifica delle regole con cui gli enti locali impiegano i proventi delle multe. La riforma, presentata nel quadro della sicurezza stradale, ridisegnerebbe la destinazione di queste risorse e potrebbe ridurre quelle riservate alla cura di strisce, attraversamenti e cartelli. Per Assosegnaletica, la questione riguarda anche le sanzioni, gli incidenti e i costi assicurativi.

Articolo 208, il nodo delle risorse

Il riferimento è l’articolo 208 del Codice della strada. La disciplina attuale vincola alla sostituzione, all’ammodernamento, al potenziamento e alla manutenzione della segnaletica stradale una quota pari al 12,5% dei proventi delle sanzioni spettanti agli enti locali. I proventi vengono ripartiti secondo regole diverse, in base all’ente che ha accertato l’infrazione e alla strada interessata. Una parte è destinata, dunque, a interventi specifici su cartelli e segnaletica orizzontale.

La proposta di riforma discussa sposterebbe il criterio di assegnazione: almeno il 30% delle somme spettanti agli enti andrebbe alla manutenzione complessiva delle infrastrutture stradali. La categoria comprende opere più ampie del rinnovo della segnaletica. Le somme rimanenti avrebbero una destinazione prioritaria per il potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni, oltre che per altre finalità di sicurezza e gestione della circolazione previste dalla disciplina.

Il confronto tra le due impostazioni riguarda quindi anche il tipo di interventi finanziati. Assosegnaletica osserva che la quota più ampia proposta per la manutenzione complessiva potrebbe distribuirsi tra molte esigenze concorrenti, mentre oggi il 12,5% è riferito in modo specifico alla segnaletica. Per l’associazione, occorre poter individuare quanto viene effettivamente speso per strisce, cartelli e dispositivi di regolazione.

Nei bilanci comunali convivono spese di natura diversa. Una strada può richiedere lavori sul fondo, interventi di illuminazione, sistemazioni delle barriere e rinnovo dei segnali. Se le voci vengono rendicontate insieme, il totale degli interventi non mostra quale somma sia arrivata alla segnaletica. È questo il rischio denunciato dall’associazione: perdere un riferimento vincolante proprio mentre la manutenzione viene ricondotta a una categoria più estesa di opere.

Strisce e cartelli deteriorati: cosa cambia per chi guida

Linee di corsia, stop, attraversamenti pedonali, frecce e delimitazioni degli stalli compongono la segnaletica orizzontale. Quella verticale comprende invece i segnali di pericolo, precedenza, divieto, obbligo e indicazione. Quando la vernice è consumata, un attraversamento si distingue a fatica o un cartello è coperto dalla vegetazione, chi guida può accorgersi tardi di una prescrizione o interpretarla in modo errato.

Secondo le stime attribuite ad Assosegnaletica, oltre sei cartelli verticali su dieci sarebbero non conformi e più di nove tracciature orizzontali su dieci risulterebbero sotto gli standard. L’associazione descrive così una criticità estesa e chiede di affrontarla con una manutenzione programmata.

Per l’automobilista, una segnalazione poco visibile può tradursi anche in una sanzione. Un limite di velocità difficile da percepire, una precedenza segnalata male o pannelli ambigui per l’accesso a una ZTL possono generare contestazioni e ricorsi. La Cassazione, con l’ordinanza civile n. 14124 del 2026, ha confermato l’annullamento di 33 verbali ZTL: il cartello indicava gli orari di carico e scarico, senza chiarire l’obbligo di autorizzazione, ed è stato ritenuto fuorviante.

In un altro caso, il Giudice di pace di Brindisi ha annullato verbali relativi a un cartello collocato dopo una curva, in una posizione che impediva di percepire il divieto in tempo utile. Per documentare una carenza possono essere utili fotografie scattate dal punto di vista di chi si avvicina, accompagnate dalla data, dal percorso e dalle condizioni di luce.

Incidenti, i dati misurano il quadro generale

La segnaletica visibile serve a comunicare limiti e precedenze; le strisce, invece, organizzano i movimenti di veicoli e pedoni. Nei pressi di un attraversamento una marcatura leggibile rende più chiara la precedenza e indica dove attendersi la presenza dei pedoni. A un’intersezione, linee di arresto e segnali coerenti aiutano a coordinare le manovre.

Le rilevazioni nazionali di ACI, l’Automobile Club d’Italia, e ISTAT registrano incidenti, feriti e vittime sulle strade. Anche i dati locali su incidenti e verbali risentono di fattori diversi, tra cui il traffico, la velocità, i controlli, le caratteristiche delle strade e i comportamenti degli utenti.

Quando la comunicazione stradale è degradata, possono aumentare esitazioni, frenate tardive e interpretazioni divergenti. Sono situazioni che si presentano, per esempio, quando le strisce sono difficili da distinguere o i segnali non sono coerenti con la strada. La qualità della segnaletica entra così nella gestione quotidiana della sicurezza, insieme alle condizioni dell’infrastruttura e alle condotte di chi la utilizza.

Anche i verbali emessi dai Comuni dipendono dall’attività di controllo: il loro numero può aumentare con l’introduzione di nuovi dispositivi o con controlli più frequenti. Un cartello poco leggibile può inoltre alimentare contestazioni sull’accertamento. Per gli enti, affiancare agli incassi la rendicontazione degli interventi e lo stato delle infrastrutture offre un quadro più completo della gestione stradale.

Dal costo degli incidenti alla spesa sanitaria

Quando un incidente provoca lesioni, i costi vanno oltre i danni ai veicoli. Il Servizio sanitario nazionale sostiene le spese per il soccorso, il pronto soccorso e i ricoveri, oltre a quelle per interventi chirurgici, riabilitazione e assistenza successiva. A queste conseguenze si sommano le giornate di lavoro perse e, nei casi più gravi, la disabilità o la perdita della vita.

Le valutazioni economiche degli incidenti stradali comprendono componenti differenti: spesa ospedaliera, assistenza sul territorio e costi indiretti. I dati ACI-ISTAT descrivono frequenza e gravità degli eventi; le stime del danno sociale includono anche conseguenze che non compaiono nei bilanci sanitari. Il costo di un sinistro, quindi, si distribuisce tra prestazioni sanitarie e ricadute sulla vita delle persone e sul lavoro.

Assosegnaletica richiama la funzione preventiva degli interventi su infrastrutture e segnaletica: una strada più leggibile può contribuire a ridurre le condizioni di rischio. Una diminuzione degli incidenti con feriti può incidere anche sulla domanda di prestazioni sanitarie legate ai sinistri. La manutenzione periodica rientra in questa strategia.

La vernice stradale si consuma con il traffico e gli agenti atmosferici. I cartelli, a loro volta, possono perdere riflettenza, subire danni o diventare meno visibili a causa di ostacoli e vegetazione. Controlli periodici e ripristini permettono agli enti di intervenire prima che una carenza si trasformi in un contenzioso o in una situazione di pericolo. Tra i punti da seguire con attenzione ci sono gli incroci, gli attraversamenti e i tratti con visibilità limitata.

Il premio RC Auto è legato a molte variabili: frequenza e costo dei sinistri, area di circolazione, caratteristiche del veicolo e profilo assicurativo del conducente. IVASS, l’autorità di vigilanza sul settore assicurativo, monitora prezzi e mercato; ANIA, l’associazione delle imprese assicurative, raccoglie e analizza dati sui sinistri e sull’attività del comparto. Le serie elaborate dai due organismi descrivono l’andamento dei premi medi e dei risarcimenti.

Il collegamento economico passa dagli incidenti. Un sinistro può generare richieste di risarcimento per danni alle persone e alle cose, contribuendo ai costi complessivi del sistema assicurativo. Se le infrastrutture aiutano a prevenire gli incidenti, una loro riduzione può alleggerire nel tempo la pressione sui costi. Le tariffe, intanto, risentono dell’insieme dei rischi e dei costi, oltre che delle dinamiche del mercato.

Per i consumatori, multe, incidenti e premi assicurativi seguono percorsi diversi. I verbali dipendono dalle infrazioni accertate e dai controlli; i sinistri possono derivare da più cause concomitanti; il premio è calcolato sulla base di criteri attuariali più ampi. La manutenzione della segnaletica resta parte della prevenzione e della gestione della strada.

Iter del Codice e richiesta dell’associazione

Il riordino del Codice della strada descritto nel percorso istituzionale deve completare i passaggi consultivi e parlamentari previsti, per poi tornare al Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. Fino alla conclusione dell’iter e alla pubblicazione degli atti, resta in vigore il quadro attuale dell’articolo 208. Le nuove destinazioni dei proventi sono quindi legate all’approvazione della riforma.

Nel dibattito rientrano anche disposizioni sulla tutela degli utenti vulnerabili. Nell’ottobre 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha precisato che dal testo approvato in Consiglio dei ministri erano state eliminate le sanzioni ipotizzate per i pedoni che usano il cellulare durante l’attraversamento. La misura era stata dunque rimossa dal testo approvato in quella fase.

Assosegnaletica chiede di mantenere il vincolo del 12,5% per la segnaletica e di affiancarlo a una rendicontazione distinta degli interventi e a controlli sull’impiego dei fondi. L’associazione vuole che sia verificabile quante risorse vengano spese per cartelli e segnaletica orizzontale, tenendole separate dalla manutenzione generale delle infrastrutture.

La destinazione degli introiti delle multe è anche una questione di qualità della spesa pubblica. Nei bilanci, l’impiego dei fondi deve risultare leggibile; per gli automobilisti, segnali chiari rendono più comprensibili le regole e possono ridurre le contestazioni legate a cartelli ambigui. Per gli enti, una programmazione tracciabile collega le risorse agli interventi realizzati. La richiesta dell’associazione è di conservare una quota specifica, documentare separatamente i lavori e destinare i fondi alle strade e alla segnaletica previste.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...