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Tanti italiani vivono nella puzza ogni giorno: dove si trovano, da dove derivano gli odori e soluzioni

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di Marcello Tansini pubblicato il

{ 'cappello_risposta': 'Per molti italiani gli odori molesti sono una presenza quotidiana, soprattutto vicino a impianti e attività produttive. Tra limiti, regole frammentate e il caso di Conselve, quali soluzioni possono ridurre il problema?' }

Un italiano su cinque vive in una zona interessata da cattivi odori: in Campania la quota raggiunge il 29% e in Puglia il 27%. Le segnalazioni per molestie olfattive rappresentano inoltre il 25% delle chiamate ricevute da Arpa Lombardia, l’agenzia regionale che controlla la qualità dell’ambiente. Sono numeri, riportati nella rubrica Dataroom del Corriere della Sera a cura della giornalista Milena Gabanelli, che raccontano un disagio diffuso, legato in molti casi alla vicinanza tra abitazioni e attività produttive.

Per chi è esposto, il problema va oltre il superamento dei limiti di legge per gli inquinanti. Alcuni composti vengono percepiti dall’olfatto anche a concentrazioni basse; se le emissioni si ripetono, possono interferire con il sonno, con l’abitudine di tenere le finestre aperte e con l’uso di balconi e spazi esterni. Il malessere può essere concreto anche quando i controlli ambientali tradizionali non registrano valori fuori soglia.

Dove la puzza pesa di più

La quota nazionale, pari a un residente su cinque, dà la misura della diffusione del fenomeno. Le percentuali più alte si registrano in Campania e Puglia; il problema interessa però anche aree produttive del Nord, soprattutto dove industrie, allevamenti e centri abitati sono cresciuti a breve distanza gli uni dagli altri.

In Lombardia, un quarto delle chiamate ad Arpa riguarda odori molesti. Per i residenti il fastidio può avere conseguenze molto pratiche: una zaffata che si presenta a orari variabili rende difficile aprire le finestre, stendere il bucato o godersi il giardino. Può bastare che l’episodio si ripeta perché la vita quotidiana ne risenta.

La percezione varia in base alla sostanza, alla concentrazione e alla durata dell’esposizione. Contano anche le condizioni meteorologiche: il vento può trasportare le emissioni, mentre la stabilità dell’aria può trattenerle. L’intensità cambia così da una strada all’altra e la sola distanza dall’impianto non sempre permette di capire dove il disagio sarà più forte.

Quali attività producono odori molesti

Le emissioni odorose possono derivare da processi diversi. Tra le attività che generano miasmi figurano concerie, mangimifici, allevamenti e distillerie, insieme agli impianti che trattano materiali organici o reflui. Anche la gestione di sottoprodotti e rifiuti può contribuire al problema, in particolare quando le operazioni si svolgono vicino alle abitazioni.

L’odore dipende dalle sostanze rilasciate durante le lavorazioni. Tra i composti associati a odori intensi ci sono l’acido solfidrico, alcune ammine e i mercaptani. L’acido solfidrico viene spesso descritto come simile all’odore di uova marce; ammine e mercaptani possono invece avere sentori pungenti, sgradevoli o persistenti. A cambiare sono la miscela e la concentrazione, che dipendono dal processo e dalle condizioni operative.

Per alcune molecole la soglia olfattiva, cioè la quantità minima percepibile dal naso, è molto bassa. È uno degli elementi che rende complessa la valutazione: la percezione può dipendere anche dalla frequenza, dall’intensità e dalla durata degli episodi, oltre che dalle misure delle sostanze presenti nell’aria. Le molestie olfattive richiedono quindi attenzione alle modalità con cui si manifestano nel territorio abitato.

Quando i limiti non raccontano tutto

Le verifiche sulle emissioni riguardano sostanze e parametri stabiliti dalle autorizzazioni. La percezione olfattiva, invece, può dipendere da una combinazione di composti e di condizioni ambientali. Una misurazione puntuale restituisce il quadro di un momento preciso; chi vive nei dintorni può segnalare episodi intermittenti, che tornano in determinate fasce orarie o con specifiche condizioni meteorologiche.

Per amministrazioni e autorità di controllo, ricostruire il fenomeno richiede di considerare sia gli aspetti tecnici dell’impianto sia l’esperienza di chi abita nelle vicinanze. Una segnalazione circostanziata, con luoghi, orari, durata e ricorrenza degli episodi, può aiutare a individuare schemi e momenti in cui le emissioni sono più intense. Sono indicazioni utili per orientare le verifiche.

Anche la gestione amministrativa può essere articolata. Il Comune può ricevere esposti e, in determinati casi, intervenire dopo gli accertamenti dell’autorità sanitaria o ambientale competente. Le procedure cambiano secondo la natura dell’impianto e la normativa applicabile; per questo, nella gestione dei reclami, assumono rilievo le caratteristiche specifiche dell’attività e del territorio.

Conselve, l’impianto vicino alle abitazioni

A Conselve, in provincia di Padova, la distilleria Bonollo è diventata un riferimento locale nelle segnalazioni per odori. Lo sviluppo industriale e quello residenziale hanno portato, nel tempo, l’impianto e le abitazioni a condividere spazi sempre più vicini. Per i residenti questo significa una maggiore esposizione alle emissioni e una separazione meno netta tra aree produttive e luoghi della vita quotidiana.

Nel caso di Conselve entrano in gioco anche le decisioni urbanistiche e autorizzative. Un impianto può essere costruito o ampliato quando l’area è ancora poco abitata, per poi trovarsi circondato da nuove case. Può accadere anche il contrario: l’espansione urbana si avvicina a stabilimenti già presenti. Se la pianificazione non segue i cambiamenti degli insediamenti e non considera la natura delle emissioni, la distanza iniziale finisce per offrire una protezione limitata.

Il conflitto può protrarsi a lungo. I residenti chiedono aria vivibile e verifiche; l’impresa opera nel quadro delle autorizzazioni e delle relative prescrizioni. Per ridurre le tensioni, le procedure devono valutare gli odori prima che nuove costruzioni o ampliamenti rendano stabile una prossimità difficile da correggere. La pianificazione anticipata è parte della tutela ambientale.

Regole regionali e autorizzazioni frammentate

La disciplina delle emissioni odorose si basa su norme e strumenti che non vengono applicati in modo uniforme in tutta Italia. Da una regione all’altra possono cambiare i criteri tecnici, le modalità di valutazione e le indicazioni richieste agli impianti. Le differenze complicano il lavoro delle imprese attive in più territori e rendono meno omogenea la gestione delle segnalazioni dei cittadini.

Le autorizzazioni ambientali possono fissare prescrizioni e misure di controllo. Per descrivere un fenomeno intermittente, le procedure devono tenere conto anche del contesto abitato, delle condizioni di esercizio e delle fasi di lavorazione che possono generare emissioni più intense. Le valutazioni odorigenhe, inserite nella fase autorizzativa e nei controlli successivi, permettono di mettere in relazione le caratteristiche dell’impianto con la sensibilità dell’area circostante.

Le condizioni produttive possono cambiare e le emissioni dipendere da più fasi operative. Sono quindi utili prescrizioni verificabili, la registrazione degli episodi, controlli mirati e l’aggiornamento delle misure quando cambiano l’attività o il contesto urbano. Regole più omogenee renderebbero più chiari gli obblighi per le aziende e le procedure con cui le amministrazioni affrontano i reclami.

Abbattere le emissioni alla fonte

Le soluzioni tecniche vanno scelte in base al processo che genera gli odori: non esiste un dispositivo valido per tutte le attività. Gli interventi possono riguardare le fasi produttive, la captazione dell’aria e il trattamento dei flussi prima che raggiungano l’esterno. Chiudere o confinare le lavorazioni più odorose, installando sistemi adeguati di aspirazione e abbattimento, può contenere la diffusione delle emissioni.

Per essere efficaci, gli interventi devono partire dalla composizione delle emissioni e accompagnarsi a una corretta manutenzione. Un impianto di trattamento richiede una tecnologia adatta, gestione quotidiana e verifiche dei risultati. Le aziende possono investire nella ricerca per migliorare i processi e sviluppare sistemi di prevenzione e abbattimento più efficaci, soprattutto quando gli odori derivano da più fasi o da miscele di composti.

Intervenire alla fonte consente di agire prima che il disagio raggiunga le abitazioni. Per imprese e amministrazioni, il lavoro consiste nell’individuare i punti di emissione, limitare le dispersioni e controllare il funzionamento dei sistemi installati. Le prescrizioni devono tradursi in interventi concreti e verificabili.

Separare impianti e quartieri

La crescita urbana e quella industriale vanno coordinate anche nella pianificazione del territorio. Occorre considerare le attività presenti, le possibili espansioni produttive e residenziali e i percorsi attraverso cui le emissioni possono raggiungere le abitazioni. Evitare nuove sovrapposizioni tra fonti odorose e aree residenziali riduce il rischio di conflitti e l’esposizione quotidiana dei cittadini.

Una strategia efficace mette insieme valutazioni preventive, controlli e investimenti. Prima di autorizzare un impianto o un ampliamento, va esaminato l’impatto odorigeno sul contesto; durante l’attività servono verifiche e tecnologie di abbattimento adeguate. Nei piani urbanistici, invece, è necessario mantenere una separazione ragionata tra lavorazioni potenzialmente moleste e abitazioni. Criteri regionali coerenti possono rendere questo percorso più chiaro e comparabile.

Per chi abita vicino a una fonte, poter usare normalmente la propria casa e gli spazi esterni è una necessità quotidiana. Ridurre gli odori richiede quindi interventi sugli impianti e scelte urbanistiche attente, soprattutto quando nuovi insediamenti si avvicinano a quelli produttivi già esistenti.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...