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Trovato un tesoro di 2600 monete antiche con un simbolo segreto: una scoperta che sorprende anche gli esperti

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il
100 scoperte secondo studiosi

Una brocca ha restituito oltre 2.600 monete medievali, legate ai regni di Vasilij I e II. Tra simboli, varianti inedite e il misterioso seppellimento, il tesoro racconta la storia commerciale di Kolomna.

Gli archeologi della spedizione dell'Istituto di archeologia dell'Accademia russa delle scienze hanno recuperato nel 2026, nel centro storico di Kolomna, una brocca decorata con oltre 2.600 monete d'argento del XV secolo. Il recipiente era sepolto in una fossa poco profonda del posad, l'area abitata che si sviluppava vicino al Cremlino, ed è arrivato agli studiosi senza che il deposito fosse stato disperso.

È questo il dato che rende il ritrovamento particolarmente utile alla ricerca. Il numero delle monete conta, certo, ma conta altrettanto il fatto che il complesso sia rimasto quasi certamente integro. La brocca restituisce così una fotografia rara del denaro usato a Kolomna nella prima metà del Quattrocento: mostra quali emissioni circolavano insieme, quali officine erano attive e quale ruolo aveva la città nell'economia del principato di Mosca.

La brocca emersa dagli scavi preventivi

Il ritrovamento è avvenuto durante gli scavi archeologici preventivi condotti prima di alcuni lavori edilizi nell'area storica di Kolomna, nella regione di Mosca. La spedizione aveva un compito di tutela. Prima che il terreno venisse trasformato, gli archeologi hanno esaminato gli strati dell'antico insediamento e le tracce che conservavano.

La massa d'argento si trovava all'interno di una piccola brocca di produzione locale, decorata con ingobbio, cioè una sottile pellicola di argilla colorata. Il vaso era stato deposto in una fossa scavata direttamente nel terreno naturale del posad.

La posizione della brocca e il fatto che il contenitore fosse ancora integro indicano che il deposito non venne recuperato in epoca medievale. Non risultano, inoltre, rimaneggiamenti successivi. Per gli studiosi questa circostanza è decisiva: un tesoro trovato nel suo contesto originario conserva informazioni che un gruppo di monete raccolte separatamente non può offrire.

In un insieme disperso si può studiare il pezzo più raro, oppure quello meglio conservato. Qui, invece, la composizione della somma è rimasta leggibile nel suo insieme. È il denaro di qualcuno, accumulato e nascosto in un determinato momento.

Oltre 2.600 monete tra Vasilij I e Vasilij II

La parte principale del complesso è costituita da den'gi d'argento, il nominale più importante della Russia medievale. Le emissioni appartengono soprattutto a due fasi politiche: il regno di Vasilij I Dmitrievič, dal 1389 al 1425, e quello del figlio Vasilij II Vasil'evič, iniziato nel 1425 e terminato nel 1462.

La presenza di monete riconducibili ai due sovrani colloca il deposito nel passaggio fra i due regni. È un periodo in cui la circolazione monetaria può essere osservata mentre cambia. A prevalere sono le emissioni legate al potere granducale; quasi non compaiono, invece, le monete dei principi appannaggiati. Erano i signori che governavano territori sottoposti alla dinastia moscovita, ma mantenevano una propria autorità:

Elemento del ritrovamento

Dato verificato

Luogo

Posad storico di Kolomna, vicino al Cremlino, 2026

Contenitore

Brocca ceramica decorata con ingobbio, 2026

Quantità

Oltre 2.600 monete d'argento, 2026

Periodo delle emissioni

Secondo e terzo decennio del XV secolo

Datazione possibile della sepoltura

Tra il 1425 e il 1427

Valore storico stimato

Circa 13 rubli nel periodo medievale

Una somma di circa 13 rubli, calcolata secondo il valore dell'epoca compresa tra il 1425 e il 1427, rappresentava una ricchezza considerevole. Il proprietario, quindi, non doveva essere un abitante qualsiasi, anche se il ritrovamento non permette di identificarlo.

A Kolomna quel denaro avrebbe potuto bastare per acquistare circa due abitazioni. Oppure un piccolo branco di cavalli, valutati all'incirca un rublo ciascuno nel quadro economico medievale. Sono confronti che aiutano a capire la portata della somma più del semplice peso dell'argento.

Il possibile seppellimento tra il 1425 e il 1427

La datazione dipende dagli esemplari più recenti presenti nella brocca. Alcune monete furono coniate nella seconda metà degli anni Venti del XV secolo; il deposito, perciò, non può essere stato nascosto prima di quella fase. Gli archeologi collocano provvisoriamente la deposizione tra il 1425 e il 1427.

In quegli anni varie città delle terre russe furono raggiunte da ondate epidemiche. Da qui nasce l'ipotesi che il proprietario abbia nascosto il denaro in una situazione di emergenza e non sia più riuscito a tornare nel luogo. È una possibilità compatibile con la situazione storica, ma non basta a dimostrare che quella persona sia morta durante un'epidemia.

Il mancato recupero può avere avuto altre cause. Un decesso, uno spostamento improvviso, una guerra locale, la perdita della memoria del nascondiglio o la scomparsa dell'intera famiglia rientrano tra le spiegazioni possibili. La peste resta dunque un'ipotesi, non una conclusione archeologica.

Il simbolo nascosto non è un codice segreto

Il cosiddetto “simbolo segreto” richiamato dal titolo corrisponde in realtà all'immagine di una figura di uccello in volo. Il motivo compare su alcune monete coniate direttamente a Kolomna negli ultimi anni del regno di Vasilij I. Per quanto emerge dalle descrizioni degli archeologi, non si tratta di un messaggio occulto lasciato dal proprietario del tesoro.

L'uccello appartiene al tipo monetale. La sua utilità per gli studiosi sta nel fatto che identifica una produzione locale. Le monete di Kolomna con questa immagine sono rare nei tesori rinvenuti fuori dall'area regionale; nel deposito del 2026, al contrario, sono presenti in quantità significativa.

Questa concentrazione permette di esaminare una serie di esemplari che, di solito, arrivano agli studiosi in forma molto più frammentaria. Il motivo può essere descritto come un cigno in alcune ricostruzioni divulgative, oppure presentato come il simbolo della zecca di Kolomna. La formulazione più prudente rimane quella adottata dagli archeologi: un uccello in volo.

Il suo valore non dipende da un presunto significato esoterico. È una traccia della produzione monetaria locale, e proprio per questo aiuta a distinguere le emissioni di Kolomna all'interno del tesoro.

Oltre 350 varianti mai riconosciute prima

Il primo esame del complesso ha portato all'identificazione di oltre 350 esemplari riconducibili a varianti che in precedenza non erano state riconosciute nella catalogazione numismatica. Il dato riguarda lo studio iniziale svolto nel 2026. La pulizia delle monete, la classificazione e il confronto con altre collezioni potrebbero precisarlo o modificarlo.

Le differenze fra una variante e l'altra possono essere minime. Riguardano, per esempio, la forma delle lettere, la disposizione dei segni, l'andamento delle linee del disegno o il modo in cui è resa la figura dell'uccello. Nel Medioevo i conii venivano incisi a mano: monete appartenenti allo stesso tipo, quindi, non erano necessariamente identiche.

Il confronto delle impronte consente di individuare le coppie di conii impiegate nella produzione. Quando più monete condividono lo stesso conio del dritto o del rovescio, gli specialisti possono stabilire collegamenti tra fasi diverse della battitura. A Kolomna la presenza di decine di coppie di conii potrebbe rendere possibile la ricostruzione della sequenza produttiva per almeno quindici anni, tra il secondo e il terzo decennio del XV secolo:

  • Le monete indicano quali tipi erano presenti contemporaneamente, nel periodo compreso tra il 1425 e il 1427.
  • Le varianti aiutano a seguire la successione degli strumenti utilizzati nella zecca.
  • Le emissioni locali offrono un criterio per valutare il peso di Kolomna nel commercio regionale.
  • Gli esemplari più rari possono colmare lacune nei cataloghi e nelle raccolte museali.

Il dato una volta ogni 100 scoperte

La possibilità di recuperare un deposito monetario ancora integro, sigillato esattamente come fu nascosto, senza la dispersione che caratterizza la maggior parte dei ritrovamenti simili, è un evento genuinamente eccezionale nella pratica archeologica. È questa integrità, più che la singola moneta con il simbolo dell'uccello, a rendere il tesoro di Kolomna un caso da manuale per lo studio della circolazione monetaria medievale.

Il complesso è arrivato sostanzialmente integro e contiene oltre 2.600 monete appartenenti a una fase storica omogenea. La combinazione è rara e molto utile alla ricerca, ma gli studiosi non l'hanno tradotta in una percentuale ufficiale dell'uno per cento, né nella formula di una scoperta ogni cento.

I tesori antichi vengono spesso alterati da lavori successivi, recuperi parziali, dispersioni oppure scavi privi di documentazione. Quando contenitore e contenuto restano insieme per circa sei secoli, gli archeologi possono leggere il deposito come una singola fotografia storica, anziché come una somma di oggetti separati.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...