Un operaio quarantenne vince 2 milioni di euro con un Gratta e Vinci al Bar Patagonia di San Giuseppe di Cassola, nel Vicentino. La sua reazione e cosa ha deciso di fare dopo la vincita.
Un caffè, un cornetto e un tagliando da grattare. È cominciata così una mattina come tante per un operaio quarantenne del Vicentino, che nel giro di pochi minuti si è ritrovato con in mano un biglietto da 2 milioni di euro. La storia, raccontata dai gestori del locale e ripresa da diverse testate, ha fatto il giro del Veneto per un dettaglio che la rende diversa dalle altre: dopo lo shock, il vincitore non ha lasciato tutto e non ha cambiato vita da un giorno all’altro. È salito in macchina ed è andato a lavorare.
Teatro della vincita è stato il Bar Patagonia, nella frazione di San Giuseppe di Cassola, in provincia di Vicenza, in via Ca’ Baroncello. Il locale è gestito da quasi trent’anni da Leopoldo Zen e Ivan Zangrando, due volti noti per chi vive tra Cassola e il Bassanese.
Il protagonista è un operaio di circa quarant’anni, padre di famiglia, che frequenta il bar per la colazione prima del turno. Quella mattina ha seguito la sua solita routine: espresso, cornetto e un Gratta e Vinci del tipo «50X». Poi, tra i numeri vincenti, è comparso un premio a sei zeri.
Secondo il racconto dei gestori, l’operaio non si è reso conto subito della portata di quello che aveva in mano. Zangrando lo ha spiegato così: «Pensava di aver vinto 10.000 euro ma poi ci siamo accorti che era di più». Controllando con attenzione gli abbinamenti tra numeri e premi, il titolare ha scoperto che la giocata valeva 2 milioni di euro, il massimo previsto per quella tipologia di gioco.
La notizia ha colpito il cliente come un pugno. Il racconto parla di un uomo sbiancato per l’emozione, costretto ad aggrapparsi al bancone per non perdere l’equilibrio. Una reazione comprensibile: passare in pochi secondi da una pausa caffè alla possibilità di cambiare per sempre la propria situazione economica non è cosa da poco.
Il tagliando è stato controllato più volte prima che qualcuno si lasciasse andare ai festeggiamenti. Nel locale erano presenti altri clienti, che hanno vissuto il momento con entusiasmo. Secondo Zangrando, hanno festeggiato quasi come se la vincita fosse stata la loro, perché hanno visto con i propri occhi che i premi più alti si possono vincere davvero.
Qui sta la parte più sorprendente della storia, quella che risponde alla domanda del titolo. Dopo essersi ripreso dallo shock, l’operaio non ha mollato il lavoro. Ha lasciato il bar, è salito in auto ed è andato regolarmente al suo turno.
Solo nel pomeriggio è tornato al Bar Patagonia per chiedere informazioni pratiche su come procedere per incassare la vincita. Una scelta lucida e prudente: prima il dovere quotidiano, poi la burocrazia legata al premio.
Il giorno dopo, i gestori se lo sono ritrovati di nuovo al banco per la solita colazione. Zangrando ha confermato che, almeno per il momento, il neo milionario non ha cambiato abitudini. Nessuna vacanza improvvisa, nessuna spesa vistosa, nessun annuncio: solo la quotidianità di sempre, con un biglietto vincente custodito con cura.
Non sono state rese note le sue intenzioni per il futuro, e vista la discrezione dell’uomo è giusto così. Resta il fatto che la sua reazione, fatta di calma, normalità e rispetto delle proprie abitudini, è stata l’aspetto che più ha colpito chi lo conosce.
Non è la prima volta che la dea bendata si ferma al Bar Patagonia. Secondo quanto riportato dalle cronache locali, nel locale c’erano già state due vincite da 500mila euro. All’esterno è stato esposto un grande cartello per celebrare il nuovo premio, una tradizione comune a molte ricevitorie e bar che hanno venduto tagliandi fortunati.
I gestori hanno chiarito un punto che spesso genera curiosità: il bar non riceve alcuna quota del premio. Chi vende il biglietto ottiene soltanto la normale provvigione sulla vendita, mentre la vincita spetta interamente al giocatore. Per Zen e Zangrando, la soddisfazione è soprattutto quella di aver contribuito a regalare una gioia enorme a un cliente di lunga data.
Ci sono diverse ragioni per cui la storia di Cassola ha attirato l’attenzione di giornali e lettori:
Tra i consigli più comuni:
Per San Giuseppe di Cassola e per l’intero Bassanese, la vincita di quest’operaio resterà a lungo uno dei temi più commentati tra il bancone del bar e le chiacchiere in piazza. Una mattina qualunque, una frazione tranquilla, un biglietto da grattare: e la storia di un territorio si lega, per un giorno, a un colpo di fortuna fuori dall’ordinario.
Per il Bar Patagonia è l’ennesima conferma di una tradizione fortunata, ma anche l’occasione per ribadire un messaggio semplice. Dietro ogni grande vincita ci sono persone vere, con le loro abitudini, le loro emozioni e la voglia di continuare a vivere come hanno sempre fatto.
La storia del fortunato operaio vicentino lascia più di una riflessione. Da una parte c’è la casualità, che può cambiare in un attimo la vita di chiunque. Dall’altra c’è la scelta di restare se stessi, di non farsi travolgere dall’euforia e di affrontare la novità con equilibrio.
Dopo aver vinto 2 milioni di euro con un Gratta e Vinci, l’operaio di Cassola ha deciso di fare la cosa più semplice e forse più saggia: andare al lavoro, informarsi con calma su come incassare e tornare alla sua colazione di sempre. Quanto al futuro, sarà lui a decidere se e quando cambiare qualcosa. Per ora resta una bella storia di fortuna, di comunità e di sobrietà, nata tra una tazzina di caffè e un tagliando da grattare.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...