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Un semplice sacchetto di plastica sul lunotto dell'auto evita danni costosi: sempre più automobilisti lo mettono

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di Alberto Pelletti pubblicato il

La spazzola del lunotto è spesso trascurata, ma sole, sporco, rulli dell’autolavaggio e gelo possono rovinarla. Un semplice sacchetto di plastica può proteggerla: ecco come usarlo senza danneggiarla e quando controllarla.

Nei parcheggi, alcuni automobilisti infilano un sacchetto di plastica sulla spazzola del tergicristallo posteriore per ripararla dal sole, dallo sporco, dagli autolavaggi e dal gelo. È un accorgimento semplice e poco costoso, che limita l’esposizione della gomma mentre l’auto è ferma. Il sacchetto, però, va messo sulla spazzola, eventualmente anche sul braccio vicino al vetro: non serve a coprire il lunotto. E prima di partire bisogna toglierlo.

La spazzola posteriore, spesso trascurata

Il tergilunotto riceve meno attenzioni delle spazzole anteriori, benché serva a mantenere pulita la visuale dietro quando piove o la strada solleva fango e polvere. Si trova soprattutto su molte auto a due volumi, crossover e SUV. In questi veicoli la forma della carrozzeria favorisce l’accumulo di residui sul vetro posteriore. Se la lama non aderisce più bene, può lasciare strisce e aloni proprio quando la visibilità è già ridotta.

La gomma è esposta agli sbalzi di temperatura, ai raggi ultravioletti e alle particelle che si depositano durante la sosta o la marcia. Sul bordo della spazzola si accumulano polvere, resina e sporco stradale. Col passare del tempo e con un’esposizione prolungata, il materiale perde elasticità e può indurirsi. A quel punto la lama non scorre più in modo uniforme: trascina l’acqua oppure lascia porzioni del vetro sporche.

Il sacchetto fa da barriera a una parte di questi agenti, ma non è un intervento di manutenzione. La distinzione è concreta: a essere protetto non è il lunotto in generale, bensì il componente di gomma che vi appoggia e, se necessario, il braccio che lo sostiene. Un sacchetto pulito, infilato senza forzare il meccanismo, può schermare temporaneamente la spazzola durante la sosta. Non recupera una lama già consumata e non evita di pulirla o sostituirla quando non lavora più correttamente.

Sole e sporco, due cause di usura

Quando l’auto resta all’aperto, il tergicristallo posteriore può rimanere esposto al sole per ore. Calore e raggi UV contribuiscono a deteriorare i materiali; intanto, polvere e residui si fermano sul bordo che dovrebbe aderire al vetro. L’usura non sempre si nota tutta in una volta. Può comparire gradualmente, sotto forma di una pulizia disomogenea, rumori durante il movimento o tracce che restano dopo il passaggio della spazzola.

Durante una sosta lunga, una copertura di plastica riduce il contatto diretto con lo sporco e i raggi solari. Il suo effetto resta limitato: non tiene lontani tutti gli agenti esterni e non restituisce flessibilità alla gomma. Una lama indurita, deformata o tagliata continuerà a pulire male; usandola, si rischia anche di trascinare residui sul lunotto.

Per la cura ordinaria occorre guardare sia la superficie della lama sia il risultato sul vetro. Aloni che non spariscono, passaggi irregolari e rumori anomali sono segnali da controllare. Pulire con regolarità il lunotto e il bordo in gomma aiuta a rimuovere i residui. Se la spazzola è deteriorata, invece, va sostituita con un ricambio compatibile con il veicolo. Il sacchetto può contenere l’esposizione durante una determinata sosta, non prolungare all’infinito la vita del componente.

Autolavaggio, attenzione ai rulli

Alcuni conducenti ricorrono a una protezione anche prima di entrare in un autolavaggio automatico. Nei tunnel con rulli o spazzole rotanti, il tergicristallo sporge dalla superficie del lunotto e può offrire un punto d’aggancio. Se una spazzola dell’impianto lo intercetta, il braccio può piegarsi; la lama può sollevarsi o staccarsi. La possibilità dipende dal tipo di impianto e da come è collocato il tergilunotto. Vanno quindi seguite le istruzioni del gestore.

Alcuni autolavaggi forniscono coperture monouso per il tergicristallo. Un sacchetto può servire da riparo temporaneo, ma non è una protezione progettata per un impianto specifico e non dà garanzie assolute. Se il gestore chiede di rimuovere o fissare componenti, prevalgono quelle indicazioni. C’è anche chi usa del nastro adesivo per tenere il braccio aderente al vetro: va applicato soltanto se compatibile con la vettura, senza forzare la cerniera e senza lasciare residui sulla carrozzeria.

Prima di entrare nel tunnel, controllare che il tergilunotto sia in posizione di riposo e verificare che l’impianto accetti quel tipo di veicolo. Non bisogna sollevare o bloccare il braccio a caso. Le posizioni di servizio e i sistemi di apertura cambiano da un modello all’altro. Se messa male, una copertura può staccarsi durante il lavaggio e non impedire l’aggancio. È un accorgimento in più, non un motivo per ignorare le regole dell’autolavaggio.

Con il gelo, la spazzola può attaccarsi al lunotto

In inverno, quando l’auto passa la notte all’aperto, l’umidità tra gomma e lunotto può congelare. La spazzola resta incollata al vetro. Al mattino viene spontaneo azionare il comando, ma se la lama è bloccata il motorino deve vincere la resistenza del ghiaccio. La gomma può strapparsi, il braccio subire sollecitazioni e il meccanismo lavorare inutilmente sotto sforzo.

Una copertura separa in parte la spazzola dal contatto diretto con il lunotto e può rendere meno probabile che resti saldata al ghiaccio. Non è una soluzione sicura con temperature rigide: il sacchetto può trattenere umidità o congelare a sua volta. Se l’auto rimane esposta a freddo intenso, sono più adatte le protezioni specifiche per l’inverno. In ogni caso, prima di azionare il tergilunotto bisogna controllare che la lama si muova liberamente.

Con il vetro ghiacciato, niente strattoni al braccio e niente tergicristallo usato per rompere il ghiaccio. Prima si libera il lunotto e si lascia la spazzola senza impedimenti, poi si avvia il movimento. La cautela protegge il bordo di gomma e il sistema elettrico che aziona il tergilunotto. Il sacchetto può limitare l’adesione durante la sosta, ma non sostituisce lo sbrinamento.

Come mettere il sacchetto senza danneggiare la spazzola

Basta infilare la spazzola nel sacchetto e sistemare la plastica perché resti sul tergicristallo posteriore, vicino al lunotto. Non occorre avvolgere tutto il vetro, né coprire la carrozzeria. La copertura non deve tirare la lama, piegare il braccio o interferire con le cerniere. Se non rimane in posizione, meglio ricorrere a una protezione adatta: stringere con forza o improvvisare un fissaggio può danneggiare la vernice e la gomma.

Se l’auto resta parcheggiata all’aperto, il sacchetto dovrebbe essere asciutto e pulito. Una plastica sporca o bagnata lasciata a lungo intorno alla spazzola può trattenere umidità e residui, ottenendo l’effetto opposto a quello desiderato. In autolavaggio, invece, bisogna attenersi alle indicazioni dell’impianto: una copertura improvvisata non deve finire nei rulli né ostacolare il ciclo.

La regola da ricordare riguarda la partenza. Il sacchetto va rimosso prima di mettersi alla guida: potrebbe bloccare il tergilunotto o staccarsi mentre l’auto è in movimento. Tolta la copertura, controllare che il braccio sia tornato nella posizione normale, che la lama sia libera e che non ci siano ghiaccio o residui incastrati. Solo allora si può azionare il comando.

Controllare la spazzola, anche quando si usa una copertura

Un tergicristallo efficiente richiede più di un accorgimento occasionale. Controllare periodicamente la lama permette di notare tagli, deformazioni e perdita di elasticità; guardare il lunotto dopo il passaggio mostra se la pulizia è regolare o se restano aloni. Quando il risultato non migliora neppure dopo aver tolto lo sporco, la soluzione è sostituire la spazzola. Il ricambio deve essere compatibile con il modello dell’auto e montato senza forzare il braccio.

Il costo della sostituzione cambia in base al veicolo e al tipo di ricambio. Può variare anche se è necessario intervenire sul braccio o sul motorino. Perciò il sacchetto non va presentato come una garanzia di risparmio su una riparazione quantificabile. Il vantaggio è più circoscritto: durante una sosta, scherma temporaneamente una parte esposta e può ridurre la possibilità che sporco o ghiaccio aderiscano direttamente alla lama. In certe condizioni aggiunge una cautela, tutto qui.






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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...