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Una nonna di 103 anni scopre un tesoro in un vecchio libro della Divina Commedia: la sfida con la nipote per farselo riconoscere

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

Tra le pagine di una vecchia Divina Commedia, Anna ritrova un buono fruttifero da 25 milioni di lire. La richiesta di rimborso apre una disputa sugli interessi, mentre la famiglia punta a ottenere 387.450 euro.

Tra le pagine di una vecchia copia della Divina Commedia, una nipote ha trovato un documento che la famiglia non sapeva più di avere: un buono postale fruttifero intestato ad Anna Boffilo. Emesso nel 1986 per 25 milioni di lire, il titolo è oggi al centro di una richiesta di rimborso da 387.450 euro. Si tratta, però, dell’importo rivendicato dai familiari, non di una cifra già riconosciuta: a stabilire il valore effettivo saranno il confronto con Poste Italiane e l’esito della contestazione.

La scoperta del buono fruttifero nascosto tra le pagine di Dante

Il ritrovamento risale ad alcuni mesi fa. La nipote, che assiste Anna, stava sfogliando un volume conservato dalla famiglia quando, tra le pagine, è comparso un titolo di risparmio postale. Il documento riportava il nome della centenaria e la data di emissione: 14 marzo 1986. L’importo indicato era di 25 milioni di lire.

Il buono era rimasto custodito nel libro per circa quarant’anni, senza che i familiari ne conoscessero la presenza. Non è stato reso noto perché fosse stato messo proprio tra i versi di Dante né se la scelta fosse stata intenzionale. La scoperta, tuttavia, ha trasformato un oggetto dimenticato in una questione economica da verificare: occorreva capire quali condizioni fossero associate a quel titolo e quale somma potesse essere richiesta oggi.

La famiglia ha quindi avviato accertamenti sul documento e si è rivolta all’Associazione Italia, che assiste anche in pratiche riguardanti buoni postali, titoli di credito e libretti. La vicenda non riguarda soltanto la conversione della vecchia valuta in euro: per determinare il rimborso, infatti, conta il regime degli interessi applicabile a quella specifica emissione, oltre alle condizioni riportate sul titolo.

È questo passaggio a spiegare perché due conteggi possano divergere in modo significativo. La prima valutazione e la cifra successivamente domandata dai legali sono importi distinti; nessuno dei due, da solo, anticipa l’esito definitivo della pratica. Per ora il dato certo è il ritrovamento del buono intestato ad Anna e la contestazione avviata dalla famiglia sul suo valore.

Da 25 milioni di lire alla richiesta di rimborso: come nasce la disputa sul valore

Una volta individuato il buono, i familiari hanno chiesto una valutazione del titolo e delle somme maturate. Secondo quanto riferito dall’Associazione Italia, dalle interlocuzioni con Poste Italiane è emerso un primo conteggio pari a 185.860,60 euro, riferito a settembre 2026. È una quantificazione consistente, ma la parte che assiste Anna ritiene che non rifletta correttamente le condizioni applicabili al buono.

La distanza tra questa cifra e la richiesta formulata in seguito dipende dal metodo di calcolo degli interessi, non dal valore nominale originario, che resta di 25 milioni di lire. I buoni fruttiferi postali sono titoli il cui rendimento può dipendere dalla serie di appartenenza, dalla data di sottoscrizione e dalle condizioni previste per la durata dell’investimento. Per questo il semplice confronto tra lire ed euro non basta a ricostruire l’importo rimborsabile.

I legali sostengono che, applicando un criterio diverso e più favorevole alla titolare, il valore possa arrivare a 387.450 euro. La differenza rispetto alla prima valutazione supera i 200mila euro. È una somma rivendicata dalla famiglia, non un rimborso già ottenuto né un importo accertato da una decisione definitiva.

Interessi e criteri di calcolo: perché la famiglia contesta la prima valutazione

Il nodo della contestazione è il modo in cui sono stati calcolati gli interessi maturati dal titolo. Secondo la ricostruzione dei professionisti che assistono Anna, la prima quantificazione avrebbe applicato rendimenti progressivamente inferiori rispetto a quelli previsti o riconosciuti per il buono al momento della sottoscrizione. La famiglia sostiene invece che vadano considerate le condizioni specifiche associate alla sua emissione del 14 marzo 1986.

Nei buoni postali fruttiferi, tassi e modalità di rimborso non si possono desumere soltanto dall’importo iniziale. La verifica richiede di identificare la tipologia del titolo e la serie, leggere le indicazioni stampate e ricostruire le condizioni che regolavano gli interessi nelle diverse fasi della durata. Eventuali modifiche del quadro normativo o della disciplina dei rendimenti devono inoltre essere riferite al caso concreto: la loro incidenza non può essere data per scontata senza esaminare il documento.

La tesi della famiglia è che il criterio usato nella prima stima non valorizzi adeguatamente le condizioni originarie e gli orientamenti giurisprudenziali richiamati dai suoi legali. Da questa diversa interpretazione nasce il conteggio di 387.450 euro. Poste Italiane, per contro, non ha riconosciuto automaticamente la somma richiesta: la contestazione è ancora oggetto di interlocuzione.

La differenza di oltre 200mila euro rende particolarmente rilevante la trasparenza dei passaggi di calcolo. Per una valutazione verificabile occorrerebbe distinguere capitale, interessi maturati, eventuali ritenute o altri elementi applicabili e indicare le regole utilizzate per ciascun periodo. I dati disponibili riferiscono gli esiti dei conteggi comunicati dalle parti, ma non forniscono il prospetto analitico completo; non è quindi possibile riprodurre qui un calcolo indipendente.

La diffida a Poste Italiane e la richiesta di 387.450 euro

Dopo aver contestato la prima valutazione, l’Associazione Italia, tramite i professionisti incaricati, ha inviato una diffida legale a Poste Italiane. Nell’atto viene chiesto il riconoscimento del maggiore importo calcolato per conto di Anna: 387.450 euro. La diffida formalizza la posizione della titolare e sollecita una risposta sulla somma rivendicata.

È importante distinguere tre momenti della vicenda: il buono da 25 milioni di lire ritrovato nel volume, la prima quantificazione riferita dall’associazione, pari a 185.860,60 euro, e la richiesta più elevata avanzata dalla famiglia. La cifra di 387.450 euro rappresenta la pretesa sostenuta dai suoi legali, non un pagamento disposto né un riconoscimento già ottenuto da Poste Italiane.

La diffida apre o prosegue il confronto formale tra le parti. Se non si raggiungesse un’intesa, la controversia potrebbe richiedere ulteriori passaggi, ma le informazioni disponibili non indicano quale sarà il seguito né consentono di anticipare tempi e risultati. Anche per questo è prematuro presentare la somma richiesta come valore certo del titolo.

La valutazione dipenderà dall’esame delle condizioni del buono e dalla fondatezza del criterio proposto per gli interessi. Il caso mostra quanto un documento conservato per decenni possa porre questioni tecniche che non si risolvono con una semplice conversione monetaria. Per Anna e la nipote, ora, al ritrovamento si affianca una procedura che dovrà chiarire quale importo sia dovuto.

Anna Boffilo, 113 anni: una vita tra Italia e Stati Uniti

La titolare del buono è nata a Irsina, in provincia di Matera, il 21 novembre 1912. Ha 113 anni e ne compirà 114 a novembre. La sua vicenda personale attraversa oltre un secolo di storia italiana: quando nacque, il Paese era ancora una monarchia; oggi vive a Fort Myers, in Florida, dove si è trasferita dopo aver abitato in diverse regioni italiane.

La famiglia ha anche origini siciliane legate a Catania. Nel corso della sua lunga vita Anna ha assistito a trasformazioni profonde, in Italia e nel mondo, mantenendo un legame con il Paese in cui è nata. Tra i passaggi storici a cui partecipò c’è il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando gli elettori scelsero tra monarchia e repubblica. Fu la prima consultazione politica nazionale italiana alla quale le donne parteciparono con il voto.

Quel referendum segnò un cambiamento nella storia civile del Paese e colloca la biografia di Anna dentro una stagione di svolta. Le informazioni sulla sua partecipazione sono riferite dalla famiglia; non sono stati forniti ulteriori dettagli sul seggio o sulle circostanze in cui votò. Il dato resta comunque un elemento significativo del racconto di una donna che ha vissuto in prima persona l’Italia del dopoguerra.

Oggi la sua quotidianità si svolge negli Stati Uniti, ma le notizie italiane continuano a interessarla. Secondo i familiari, Anna è in buone condizioni di salute nonostante l’età avanzata e segue quanto accade nel Paese attraverso la televisione. La storia del buono riemerso dalla Divina Commedia aggiunge un episodio inatteso a una vita che collega generazioni e continenti: il documento era rimasto in Italia, mentre la sua intestataria viveva ormai oltreoceano.

Le abitudini e la curiosità di Anna, ancora legata alle notizie italiane

Il racconto dei familiari restituisce un’immagine quotidiana lontana dalle grandi cifre della disputa: pasti leggeri, un bicchiere di vino e l’interesse per ciò che succede in Italia. Sono abitudini riferite dalla famiglia, non indicazioni mediche né una spiegazione scientifica della longevità di Anna. La prudenza è d’obbligo: da un singolo caso non si può ricavare una formula per vivere più a lungo.

La curiosità, invece, emerge come tratto che accompagna la sua routine. Pur vivendo a Fort Myers, la 113enne continua a seguire le notizie italiane in televisione. Il legame con il Paese si conserva così nella vita di tutti i giorni, attraverso l’informazione e i rapporti familiari, oltre che nei ricordi di un’esistenza iniziata a Irsina.

Il buono ritrovato rende questo legame tangibile in modo inatteso. Una nipote che si prende cura di lei ha riaperto un volume di famiglia e, tra le pagine, ha incontrato una traccia materiale del passato di Anna. Per la famiglia, la sorpresa non riguarda soltanto il possibile valore economico: quel documento era rimasto custodito per decenni mentre la vita della sua intestataria proseguiva dall’altra parte dell’Atlantico.




Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...