Una arte, al confine della legalità, quella degli esperti che sono in grado si trasformare auto comuni da pochi soldi in supercar da sogno che valgono milioni di euro
C'è un'officina in Thailandia dove le auto non vengono riparate, ma reincarnate. Si chiama PS Modify, ha sede a Chonburi, e da anni si è specializzata in un mestiere di nicchia quanto surreale: trasformare vetture giapponesi di fascia media in repliche di alcune delle supercar più desiderate al mondo. Il caso più discusso resta quello della Toyota MR2 Spyder (conosciuta in Giappone come MR-S), un'auto sportiva compatta uscita di produzione nel 2007, che nelle mani dei tecnici thailandesi si è trasformata in una copia della Lamborghini Veneno Roadster. Il risultato ha fatto il giro del mondo, rilanciato da testate specializzate come Motor1 e Carscoops, proprio per l'audacia del progetto: prendere una base che nulla ha a che fare, meccanicamente e strutturalmente, con una hypercar italiana, e restituire comunque qualcosa che a colpo d'occhio inganna.
Il punto di partenza è la sagoma. La Veneno Roadster originale, presentata da Lamborghini nel 2014, è stata prodotta in appena nove esemplari venduti a circa 3,3 milioni di euro l'uno (l'equivalente di circa 3,7 milioni di dollari), diventando una delle Lamborghini più rare e costose mai realizzate. La sua carrozzeria, quasi interamente in fibra di carbonio, è un esercizio di aerodinamica estrema che richiama i prototipi da corsa. Riprodurre quelle forme su un pianale nato per essere una spider economica giapponese non è un'operazione banale: PS Modify ha dovuto tagliare, saldare e modellare pannelli su misura, rifare i gruppi ottici con luci diurne a LED, e persino dotare la replica di un tetto pieghevole elettrico funzionante — una chicca che, paradossalmente, la vera Veneno Roadster non prevede nella stessa configurazione. Il prezzo finale del pacchetto completo, secondo quanto riportato dal sito americano Motor1, si aggira attorno ai 36.000 dollari (poco più di 30mila euro), auto donatrice inclusa: cifra comunque non trascurabile per gli standard thailandesi, ma infinitesimale se confrontata con il valore dell'originale.
Il progetto non si è fermato a un semplice kit estetico. Le foto e i video circolati online mostrano dettagli che vanno oltre la scocca: pinze freno che richiamano il marchio Brembo, sospensioni pneumatiche regolabili, un abitacolo ridisegnato con nuovi rivestimenti e schermi, oltre a modifiche al motore.
Resta ovviamente enorme la distanza tecnica rispetto all'originale: la Veneno Roadster monta un V12 aspirato da 6,5 litri e 750 cavalli, capace di superare i 355 km/h, mentre la base Toyota, per quanto rivista, non può nemmeno lontanamente avvicinarsi a quelle prestazioni. Le proporzioni stesse tradiscono l'inganno a un occhio più attento: passo, larghezza e altezza da terra restano quelli di una compatta giapponese, non quelli di una hypercar progettata per la pista.
Come ha osservato la testata The Drive, il lavoro dei carrozzieri thailandesi resta comunque sorprendente per la cura nei dettagli, al punto da rendere la vettura "riconoscibile" come copia della Veneno anche a chi non è del mestiere — un risultato che non tutte le repliche in circolazione riescono a ottenere.
PS Modify non ha costruito solo Lamborghini finte. Nel suo laboratorio sono passate anche altre due Toyota MR2 trasformate in repliche di Ferrari LaFerrari, complete di portiere a forbice in stile Lamborghini e finti freni Brembo, oltre a una Honda Prelude riadattata per assomigliare a una Ferrari F12 Berlinetta. L'officina ha lavorato anche su basi più recenti e diffuse, come una Nissan Teana trasformata in un'imitazione della Nissan GT-R, a dimostrazione di un metodo di lavoro replicabile su diversi modelli. Fenomeni simili non sono isolati: in tutto il Sud-est asiatico, dove il costo delle supercar originali (spesso gravato da dazi doganali altissimi) le rende quasi irraggiungibili, il mercato delle repliche artigianali si è ritagliato uno spazio commerciale reale, alimentato anche dalla popolarità di questi progetti sui social network.
Resta però un nodo che accompagna da sempre questo tipo di operazioni: la questione legale. Le case automobilistiche originali, Lamborghini in testa, tutelano rigorosamente il design dei propri modelli attraverso brevetti e diritti di proprietà intellettuale, e la produzione o vendita di repliche non autorizzate configura, in molte giurisdizioni, una violazione di copyright industriale. Diverse testate che si sono occupate del fenomeno — tra cui Motorionline — hanno definito esplicitamente "illegale" l'attività di officine come PS Modify, sottolineando che le vetture realizzate non passano alcuna procedura di omologazione ufficiale e vengono commercializzate come semplici "auto modificate", pur riprendendo fedelmente l'estetica di modelli protetti. Per chi acquista, il rischio non riguarda solo eventuali contestazioni legali: guidare su strada un veicolo del genere comporta anche verifiche tecniche e assicurative non banali, dato che si tratta a tutti gli effetti di un mezzo "ibrido" dal punto di vista documentale, nato come utilitaria sportiva e trasformato in tutt'altro.
Al netto delle implicazioni legali, il caso della Toyota diventata Lamborghini racconta bene un fenomeno più ampio: quello di una passione per le supercar che, quando non può tradursi in un acquisto reale, trova comunque una via per materializzarsi, anche a costo di percorrere strade ai confini della legalità. Il video della trasformazione, diffuso su YouTube dal canale thailandese CB Media e ripreso da testate di mezzo mondo, ha totalizzato milioni di visualizzazioni, trasformando un'officina di provincia in un piccolo caso mediatico internazionale. Che la si guardi come un'operazione ingegnosa o come una violazione bell'e buona dei diritti Lamborghini, la "Toyota-Veneno" thailandese resta uno degli esempi più estremi di quanto lontano possa spingersi il desiderio di possedere, anche solo nell'aspetto, un pezzo di un mito automobilistico altrimenti riservato a pochissimi.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...