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Vale oltre 3 milioni e ne esistono solo 33: la supercar che gira per Torino come nulla fosse senza paura di graffi

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di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

La rarissima Alfa Romeo 33 Stradale, dal valore di oltre tre milioni, percorre le strade di Torino: il proprietario non teme i danni. Intanto, il confronto sul fisco apre il tema di flotte aziendali, auto elettriche e rinnovi.

In un mondo in cui le supercar più rare finiscono spesso in garage climatizzati, coperte da teli e tirate fuori due volte l’anno per un concorso d’eleganza, c’è chi ha scelto di fare l’esatto opposto. L’Alfa Romeo 33 Stradale, una delle vetture più esclusive mai nate dal Biscione, è stata fotografata nei dintorni di Torino mentre percorre strade normali, comprese quelle strette, come se fosse un’auto qualsiasi. Eppure di esemplari ne esistono soltanto 33 e il prezzo supera i 3 milioni di euro.

Un’Alfa Romeo rarissima che non è fatta per stare ferma e perchè vale più di 3 milioni

La protagonista della storia è l’esemplare numero 10 della serie, di colore rosso, consegnato nell’aprile del 2026. A guidarlo è un collezionista conosciuto sui social con lo pseudonimo di “Stradalou”, di cui non si conosce il nome reale. Prima di questa Alfa Romeo aveva in garage, tra le altre, una Porsche 911 GT2 RS e una 911 Carrera 4S, il che racconta bene che tipo di appassionato sia: uno abituato alle auto potenti e da usare, non soltanto da esporre.

Le immagini diffuse nelle ultime settimane lo mostrano a sei mesi dalla consegna mentre continua a macinare chilometri, senza carrelli, senza trasporti dedicati e senza la sensazione di una vettura “protetta” a tutti i costi. Nulla di tutto questo è ostentazione. Il quadro che emerge dai racconti è quello di un proprietario che vive la 33 Stradale per ciò che è: un’auto. Dall’aprile scorso ha già affrontato diversi spostamenti in Europa e, secondo quanto riportato, è arrivato anche a un concorso d’eleganza proprio a Torino guidando la vettura.

Nei resoconti c’è una precisazione che vale la pena fare. Alcune testate parlano di uso “tutti i giorni”, ma i dettagli concreti riguardano soprattutto viaggi, strade di città e di paesi d’arte, eventi. Non esiste un chilometraggio ufficiale e non è chiaro quante volte la usi nella routine quotidiana. La notizia, insomma, non è che la porti al supermercato ogni mattina, ma che non la tratti come un pezzo da museo.

Il nome è un omaggio a una delle auto più leggendarie della storia, la 33 Stradale del 1967, progettata da Franco Scaglione e considerata da molti la più bella di sempre. Gli esemplari originali, del resto, hanno valutazioni che arrivano a circa 30 milioni di euro. La nuova versione, presentata dopo un lungo lavoro dell’Alfa Romeo, riprende quel mito in chiave contemporanea.

Il design è stato curato dal Centro Stile Alfa Romeo sotto la guida di Alejandro Mesonero-Romanos, con il lavoro di César Barreau, e ogni vettura viene costruita a mano e personalizzata insieme al cliente presso Carrozzeria Touring Superleggera, a Milano. La produzione è limitata a 33 unità, appunto, come il nome. Il primo esemplare è stato completato il 17 dicembre 2024 e tra i proprietari noti c’è anche il pilota di Formula 1 Valtteri Bottas. Il telaio numero 14 è negli Stati Uniti, mentre il numero 3, nero e battezzato “Perla Nera”, è stato esposto ad Arese.

Sotto la carrozzeria c’è una base tecnica che deriva dalla Maserati MC20. Il telaio è una monoscocca in fibra di carbonio con sottotelai in alluminio, sospensioni a doppio braccio, ammortizzatori attivi e freni carboceramici Brembo. La versione con motore termico, quella guidata da Stradalou, monta un V6 biturbo da 3,0 litri in posizione centrale abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a otto rapporti e alla trazione posteriore.

I numeri: 620 CV, 333 km/h e 3 secondi da 0 a 100

Le cifre dichiarate raccontano una vera supercar. La potenza è di circa 620 CV, che in alcune fonti diventano 630, mentre la coppia arriva a 730 Nm. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede circa 3 secondi, mentre la velocità massima dichiarata è di 333 km/h. Sono valori da vera hypercar stradale, che però il proprietario porta su strade aperte, comprese quelle strette, cosa tutt’altro che scontata con una vettura simile. Le dimensioni sono quelle di una vera granturismo da collezione: circa 4,63 metri di lunghezza e appena 1,22 metri di altezza.

Va detto che esiste anche una versione elettrica, con tre motori e una potenza di circa 750 CV nel ciclo WLTP, per un’autonomia dichiarata di 386 chilometri. Il peso cambia di molto a seconda della configurazione, da circa 1.500 a 2.100 chilogrammi. Ma l’esemplare di Torino è la versione a benzina, quella che con il suo V6 fa più rumore e più effetto per le strade piemontesi.

Per chi guarda l’auto da fuori, l’impressione è quella di un oggetto fuori scala. Bassissima, larga, con le linee sinuose che richiamano la sua antenata, è difficile non voltarsi quando passa. Ed è proprio questo il motivo per cui le foto di una 33 Stradale in mezzo al traffico fanno il giro del web: vederne una in strada è già un evento, figurarsi vederne una usata con naturalezza.

Il tema dei danni: perché il proprietario non sembra preoccuparsene e cosa ha già deciso il proprietario

Resta la domanda che molti si fanno: e se la rovina? Una supercar da oltre 3 milioni è esposta a tutto ciò che capita a qualunque auto, dai graffi nei parcheggi alle buche, dai sassolini sul cofano agli sfioramenti nelle strade strette. Nei racconti non sono riportati incidenti o danni e non si sa nulla di assicurazioni o accorgimenti particolari. Quindi sarebbe scorretto attribuire al proprietario ragionamenti o dichiarazioni che non ha fatto: non ci sono citazioni dirette.

Quello che si vede, però, è un atteggiamento chiaro. Chi compra un esemplare di una serie così limitata sa che il suo valore dipende dalla rarità, dal nome e dal marchio, non dall’assenza di chilometri. Una 33 Stradale resterà una 33 Stradale anche con qualche migliaio di chilometri in più, e per molti collezionisti un’auto che viaggia ha più fascino di una che non si è mai mossa. Sono scelte personali, che fanno discutere: c’è chi le considera un investimento da conservare e chi, come Stradalou, preferisce ricordare che le auto sono nate per muoversi.

In più, l’uso intenso passa anche dalla cura: vetture di questo livello vengono costruite a mano e personalizzate con il cliente, e per i proprietari il rischio di un danno è un costo che si mette in conto. Anche questo, però, è un ragionamento generale e non un’informazione confermata sul caso di Torino.

Il proprietario ha già in programma la partecipazione al Le Mans Classic con la sua Alfa Romeo, anche se non è chiaro in quale ruolo, e continuerà a farla circolare in Europa. Intanto la produzione procede a mano, vettura dopo vettura, ed è anche questo a spiegare perché ogni consegna faccia notizia: l’obiettivo iniziale era finire tutte e 33 le vetture entro dicembre 2026, ma un posto recentemente offerto fa pensare a consegne fino al primo trimestre del 2027.

Per gli appassionati resta una storia che colpisce, perché va contro l’idea comune che le supercar da milioni debbano restare chiuse in garage. Una 33 Stradale che gira per le strade di Torino è la dimostrazione che anche il mito più raro può tornare a fare quello per cui è stato creato: andare in strada.




Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...