La storica residenza delle Cinque Giornate di Milano passa nelle mani del magnate brasiliano José Auriemo Neto, segnando l'uscita di inquilini illustri come Adriano Galliani e nuovi scenari per il lusso milanese.
Nel cuore di Milano, un evento senza precedenti scuote il mercato degli immobili di prestigio: un celebre edificio storico, riconosciuto per il suo legame con il Risorgimento italiano, cambia proprietario dopo secoli. L’immobile, noto come Palazzo Taverna, ha da sempre rappresentato un punto di riferimento architettonico e storico nell’area di piazza Cinque Giornate. L’acquisto avvenuto per una cifra di oltre 52 milioni di euro sottolinea l’attrattiva crescente che il mercato milanese del lusso riscuote tra investitori internazionali, ridefinendo scenari e prospettive per la città e i suoi illustri residenti.
La vicenda ha come attori principali José Auriemo Neto, imprenditore di origine brasiliana, e la marchesa Rossella Manzone Medici del Vascello, esponente di una storica famiglia aristocratica lombarda. José Auriemo Neto, figura di spicco della holding Jhsf Capital, ha maturato una reputazione internazionale grazie a investimenti mirati nel settore immobiliare di alta gamma, soprattutto tra Brasile ed Europa. Il suo gruppo, quotato alla Borsa di San Paolo, vanta una capitalizzazione notevole e una crescita costante, testimoniata da risultati finanziari di rilievo. La marchesa Manzone Medici del Vascello, che ha ereditato l’edificio nel 2023, rappresenta invece l’ultimo anello di una lunga catena di proprietà nobiliari che hanno garantito al palazzo una continuità storica e gestionale.
L’operazione, perfezionata attraverso intermediari specializzati, si è sviluppata nel rispetto delle stringenti normative sui beni sottoposti a vincolo culturale. L’acquirente ha dunque dovuto confrontarsi con la presenza di inquilini illustri, come Adriano Galliani, e con condizioni particolari di vendita.
Palazzo Taverna, situato tra via Bigli e piazza Cinque Giornate, testimonia secoli di storia meneghina e italiana. Le sue origini risalgono al XVI secolo, con successivi rifacimenti che hanno enfatizzato le caratteristiche architettoniche lombarde; la sobrietà della facciata e l’armonia delle proporzioni lo rendono un elemento inconfondibile del panorama monumentale milanese.
All’interno si distingue per un ampio cortile porticato con colonne in granito, custode silenzioso di momenti cruciali per la città: nel marzo 1848, durante le celebri Cinque Giornate, il palazzo fu teatro dell’organizzazione del Comitato di Guerra degli insorti e della proclamazione del Governo Provvisorio di Milano, eventi iscritti nella memoria della città grazie anche a una targa commemorativa ("in questa casa mentre il popolo combatteva nelle Cinque Giornate del marzo 1848 il Comitato Centrale dell’Insurrezione respinse l’armistizio offerto dal generale Radetzky e si costituì in Governo Provvisorio").
Negli anni la proprietà è passata tramite alcune delle più celebri famiglie aristocratiche: dai conti Taverna ai Trivulzio, passando per i marchesi Medici del Vascello, fino all’attuale passaggio a un proprietario internazionale. L’edificio conserva non solo valore artistico e architettonico, ma anche un ruolo centrale nella narrazione identitaria del capoluogo lombardo.
L’acquisto di Palazzo Taverna si è concluso con una cifra di 52,5 milioni di euro, pari ad oltre 22mila euro al metro quadrato considerando anche pertinenze come autorimesse e cantine. L’operazione ha coinvolto istituti bancari internazionali di rilievo, tra cui Banco BTG Pactual e Safra National Bank di New York, a testimonianza della portata globale dell’investimento. La data del rogito ha visto la formalizzazione dei passaggi attraverso il notaio milanese Ciro de Vivo, mentre gli intermediari immobiliari della Lincs Estate hanno ricevuto un compenso di oltre mezzo milione di euro.
Le condizioni dell’operazione sono risultate particolarmente articolate per la presenza di vincoli storico-artistici e di una serie di locazioni da gestire: tra queste spicca quella di Adriano Galliani, il cui contratto non è stato rinnovato dalla precedente proprietà già nel 2025; una scrittura privata gli consente tuttavia di permanere nell’appartamento fino al giugno 2026. Da sottolineare come tutte le procedure siano state effettuate nel rispetto delle disposizioni normative vigenti, in particolare il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
La transazione comporta importanti ripercussioni sulla destinazione d’uso dello stabile. Gli attuali residenti, molti dei quali noti personaggi del mondo imprenditoriale e dello sport come Adriano Galliani, risultano coinvolti da un progressivo ricambio degli inquilini. Non si tratta di sfratti in senso tecnico, bensì di mancati rinnovi contrattuali: secondo gli accordi, è previsto l’abbandono delle unità abitative nel rispetto di tempistiche concordate, preservando il dialogo tra le parti e l’integrità sociale dell’edificio.
Il destino futuro del palazzo rimane oggetto di ipotesi: tra le opzioni più concrete emerge la realizzazione di un hotel di lusso, coerente con la strategia immobiliare del gruppo Jhsf. La presenza di vincoli storico-artistici impone tuttavia il rispetto e la valorizzazione degli elementi architettonici originari, mantenendo un equilibrio tra valorizzazione immobiliare e tutela dell’eredità storica. Tali scenari sono regolati dalla legislazione vigente, in particolare dalla normativa sui beni culturali e dal piano regolatore comunale, che sorveglierà qualsiasi trasformazione.
Il gruppo Jhsf Capital, sotto la guida di José Auriemo Neto, ha avviato una strategia di espansione mirata a posizionare asset immobiliari di alta gamma nei mercati urbani più attrattivi d’Europa. L’operazione milanese rappresenta la prima incursione del gruppo brasiliano sul mercato residenziale di lusso cittadino, e si colloca in una strategia che unisce visione globale a valorizzazione locale.
L’operazione milanese di Jhsf non rappresenta un caso isolato: la società si è già fatta notare nel Belpaese con un importante progetto realizzato in Sardegna la scorsa estate. Nella zona di Porto San Paolo, di fronte all’isola di Tavolara, Jhsf ha avviato una partnership con investitori italiani di primo piano, tra cui Davide Bizzi e Ezio Simonelli, volta alla creazione di un resort Fasano di altissima gamma su un’area di circa 50 ettari. Il complesso prevede:
L’ingresso di investitori stranieri nei quartieri più esclusivi di Milano segna un’ulteriore tappa nell’evoluzione del real estate di fascia alta in città. Le cifre raggiunte in questa operazione certificano la crescente attrattiva della capitale lombarda, soprattutto tra acquirenti che ricercano immobili dal forte valore simbolico e storico, oltre che dall’indiscutibile valore economico.
Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...