Il piano Volkswagen prevede fino a 110mila tagli, l'addio a Seat entro il 2029 e il taglio di metà dei modelli e 3/4 degli allestimenti. Cosa cambia per chi possiede già un'auto del gruppo.
Il gruppo Volkswagen ha varato uno dei piani di ristrutturazione più drastici della sua storia recente, un intervento che tocca contemporaneamente personale, marchi e gamma prodotti Il Consiglio di sorveglianza ha approvato il progetto presentato dal Consiglio di amministrazione, guidato dal Ceo Oliver Blume, con l'obiettivo dichiarato di mantenere la competitività del gruppo in un mercato dell'auto sempre più difficile
Sul fronte occupazionale, le indiscrezioni circolate sui media tedeschi ed europei riportano cifre non del tutto coincidenti Le prime stime parlavano di circa 60mila tagli ulteriori a livello globale, che si andrebbero a sommare a quelli già annunciati in precedenza Fonti più recenti, citando documenti interni al gruppo, hanno parlato addirittura di 110mila esuberi complessivi, un numero che testimonia la portata straordinaria dell'operazione
Questa discrepanza tra le cifre non è casuale, ma riflette la delicatezza delle trattative ancora in corso tra i vertici aziendali e i sindacati, insieme ai rappresentanti della Bassa Sassonia, land tedesco che detiene una quota rilevante nel capitale di Volkswagen e che si oppone con forza a ulteriori chiusure di impianti e uscite di personale
Tra le misure più discusse del piano c'è la cancellazione del marchio Seat, prevista entro il 2029 Come riportato nei documenti del piano, mantenere Seat nella sua forma attuale comporterebbe l'impiego di ulteriori risorse, mentre lo sviluppo strategico all'interno del gruppo di marchi dovrebbe concentrarsi maggiormente su Cupra, il marchio più giovane nato proprio da una costola di Seat e oggi considerato più redditizio e meglio posizionato sul mercato
Seat, va ricordato, ha una storia particolare nel panorama automobilistico europeo, essendo nata originariamente con la partecipazione della Fiat negli anni Cinquanta, prima di entrare a far parte del gruppo Volkswagen negli anni Ottanta La sua possibile scomparsa rappresenterebbe quindi la chiusura di un lungo capitolo dell'industria automobilistica spagnola ed europea
Il piano non riguarda soltanto il personale e i marchi, ma interviene in modo altrettanto profondo sulla gamma prodotti del gruppo Secondo quanto emerso dai documenti di ristrutturazione, l'obiettivo è arrivare entro il 2035 a una riduzione di circa il 50% dei modelli attualmente offerti e di circa il 75% degli allestimenti disponibili per ciascun modello
In altre parole, per ogni quattro versioni di allestimento oggi presenti su un determinato modello, ne resterebbe soltanto una, mentre la metà dei modelli complessivamente offerti dal gruppo potrebbe uscire di produzione La riorganizzazione del portafoglio prodotti punta a concentrare maggiori volumi su un numero inferiore di vetture, privilegiando in particolare i SUV, ritenuti più grandi e più redditizi rispetto a segmenti più piccoli o di nicchia Questa strategia dovrebbe permettere di ottenere importanti economie di scala, riducendo la complessità industriale e quindi i costi di produzione complessivi
Per i milioni di automobilisti che oggi possiedono un veicolo Volkswagen, Seat, Audi, Skoda o degli altri marchi del gruppo, questo piano di ristrutturazione porta con sé alcune implicazioni pratiche da tenere in considerazione, seppur distribuite su un arco temporale piuttosto lungo
Per quanto riguarda specificamente i proprietari di vetture Seat, l'eventuale ritiro del marchio dal mercato entro il 2029 non significa un'immediata interruzione dell'assistenza Le garanzie legali e convenzionali già sottoscritte dovrebbero infatti continuare a valere secondo i termini contrattuali stabiliti al momento dell'acquisto, e la rete di ricambi originali e di officine autorizzate dovrebbe restare attiva per un periodo transitorio, come avviene tipicamente in casi simili di dismissione di un marchio automobilistico Resta comunque ragionevole attendersi, nel medio periodo, una riduzione progressiva della rete di assistenza dedicata e delle strutture specificamente dedicate al marchio spagnolo
Per chi possiede modelli che potrebbero rientrare tra quelli destinati a uscire di produzione a seguito del taglio della gamma, l'effetto più diretto riguarda potenzialmente il valore di rivendita nel lungo periodo Storicamente, i modelli che escono di produzione senza un immediato successore diretto tendono a essere penalizzati sul mercato dell'usato, sebbene questo effetto sia spesso compensato dalla minore disponibilità di esemplari simili sul mercato
Anche sul fronte degli allestimenti, la drastica riduzione prevista potrebbe tradursi, per i futuri acquirenti, in una minore possibilità di personalizzazione rispetto a quanto offerto oggi, con una gamma di scelta decisamente più ristretta rispetto al passato Chi possiede già un veicolo con un allestimento che dovesse uscire completamente dal listino potrebbe inoltre trovare, nel tempo, maggiori difficoltà nel reperire alcuni componenti specifici legati a quella particolare configurazione, sebbene la disponibilità di ricambi standard per i modelli più diffusi dovrebbe restare garantita per diversi anni, in linea con le normali politiche di assistenza post vendita adottate dai costruttori
Dal punto di vista economico, il gruppo Volkswagen punta a raggiungere un margine operativo del 9% entro il 2030, con un risultato operativo indicativo stimato in circa 31 miliardi di euro Per il periodo compreso tra il 2027 e il 2031, l'azienda ha indicato un target complessivo di 135 miliardi di euro tra investimenti e attività di ricerca e sviluppo, con un piano di vendite annue pianificato intorno a 9 milioni di veicoli
Per finanziare questa trasformazione, il gruppo starebbe inoltre valutando la cessione o il ridimensionamento di alcune partecipazioni strategiche, tra cui figurano nomi noti come Ducati, Traton, Gotion, QuantumScape e SGL Carbon Si parla complessivamente di centinaia di asset che potrebbero essere ceduti o valorizzati diversamente nell'ambito della più ampia strategia di risanamento
Il fronte interno al gruppo Volkswagen appare piuttosto diviso su questo piano di ristrutturazione Da un lato, i rappresentanti della famiglia Porsche-Piëch e del fondo sovrano del Qatar, che insieme controllano circa il 70% dei diritti di voto, sostengono con decisione la linea del Ceo Blume, spingendo per un taglio dei costi capace di rilanciare i profitti e i corsi azionari del gruppo
Dall'altro lato, i rappresentanti dei lavoratori e della Bassa Sassonia si oppongono con forza a ulteriori uscite di personale e alla chiusura di impianti produttivi Anche il presidente del gruppo, Hans Dieter Pötsch, avrebbe tentato una mediazione tra le parti, che secondo alcune fonti non avrebbe però portato ai risultati sperati, aprendo la strada a un possibile voto diretto dell'assemblea degli azionisti qualora non si trovasse un accordo condiviso
Va sottolineato con chiarezza che, al momento, diversi aspetti di questo piano restano ancora oggetto di trattativa e definizione Le cifre esatte sui tagli occupazionali, i tempi precisi della dismissione del marchio Seat e i dettagli specifici sulla riduzione della gamma prodotti potrebbero subire modifiche nelle prossime settimane, in base all'esito del confronto tra i vertici aziendali, i sindacati e gli altri portatori di interesse coinvolti nella governance del gruppo
Per i proprietari di veicoli del gruppo Volkswagen, la raccomandazione pratica resta quella di monitorare gli sviluppi ufficiali nei prossimi mesi, senza al momento dover affrontare cambiamenti immediati sulle condizioni di garanzia, assistenza o disponibilità di ricambi per i veicoli già acquistati, mentre gli effetti più concreti di questa profonda trasformazione industriale si dispiegheranno gradualmente nell'arco dei prossimi anni, fino all'orizzonte del 2035 indicato dal piano stesso
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...