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Imu e cassaintegrazione in Decreto prossima settimana, ma esodati e lavoro sono problemi urgenti

Subito Iva e Cig, ma servono misure anche per occupazione ed esodati: cosa fare?



Slittano alla prossima settimana le decisioni su sospensione prima rata Iva per le prime case e cassa integrazione in deroga. “C'è l'impegno a sostenere il rinvio della rata dell'Imu del 16 giungo e l'impegno politico a ridefinire la materia della tassazione della proprietà immobiliari entro 100 giorni della data di scadenza della prima rata.

In questo periodo il governo sarà impegnato a trovare una soluzione a questo problema e a fornire ai Comuni i mezzi liquidi attraverso anticipazioni della Tesoreria per le loro esigenze di liquidità”, ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni.

L'acconto Imu di giugno, che potrebbe slittare dunque a settembre per le prime case, prevederà il versamento del 50% dell'imposta dell'anno precedente e questa è una prima norma di chiarezza sulle modalità di calcolo dell'imposta. E slitta anche il termine entro il quale i comuni potranno deliberare modifiche di aliquote, ora in programma per il prossimo 16 ottobre. Rimane però fissata al 17 giugno la scadenza per il pagamento Imu per gli immobili diversi dall’abitazione principale.

Per quanto riguarda il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga: “L’importo lo vedremo poi, ma è significativo per dare concreto sollievo alle situazioni di tensione su questo fronte”, ha spiegato Saccomanni.  Il governo sarebbe alla ricerca di un miliardo di euro con fondi già stanziati nell’ambito del bilancio per il ministero del lavoro e per altri ministeri.

“L’obiettivo è però più vasto ed è quello di ridisegnare tutto il sistema degli ammortizzatori sociali”. Tralasciate al momento la questione esodati e quella che prevede modifiche alla riforma del Lavoro firmata dall’ex ministro Fornero.

Nonostante il ministro dell’Economia parli della questione esodati come “non immediata”, in realtà si tratta di un’urgenza sociale del Paese, al pari quasi di quella della Cig. Sono, infatti, decine di migliaia i lavoratori che, a seguito dell’ultima riforma delle pensioni entrata in vigore a gennaio 2013, rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

E, nonostante i tre decreti del governo Monti, volti alla salvaguardia di 130mila persone, divise in tre platee, fra i primi 65mila, i secondi 55mila e gli ultimi 10mila, sono effettivamente ancora pochissimi coloro che sono stati realmente destinatari del provvedimento.

La maggior parte ancora attende. E, riguardo la questione lavoro, rimbomba la promessa del premier Letta che, proprio qualche giorno, aveva assicurato di occuparsi di novità a sostegno dell’occupazione, soprattutto del lavoro ai giovani, i più penalizzati oggi. Ma ora questi temi passeranno in secondo piano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il