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Esodati: la situazione e le novità di questa settimana e prospettive con proposte legge Giovannini

Mentre si cerca una soluzione definitiva alla questione esodati per mettere un punto agli errori della legge Fornero, c’è un esercito di persone che aspetta ancora la salvaguardia e vive senza reddito. La situazione



Il tempo passa, l’esercito degli esodati continua ad arricchirsi di nuovi arrivi e il governo ancora naviga in alto mare. Nonostante, infatti, i tre decreti di salvaguardia dell’ex governo Monti, che ha tutelato 130mila persone, di cui però ancora pochissimi ricevono effettivamente l’assegno pensionistico, la questione esodati è ancora ben lontana da una soluzione definitiva.

E si lavora ancora per permettere ai lavoratori un’uscita anticipata dal lavoro, rispetto all’attuale soglia fissata dalla legge Fornero, senza il rischio che rimangano senza lavoro e senza pensione. E mentre il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha annunciato: “Stiamo lavorando con il Mef per una proposta robusta dal punto di vista finanziario e giuridico alle parti sociali. L'idea è che contribuiscano tutti e tre i soggetti: i lavoratori, le imprese e lo Stato.

Stiamo pensando ad uno strumento flessibile in funzione della condizione soggettiva del lavoratore”, Cesare Damiano (Pd), presidente della commissione Lavoro della Camera, ha detto: “Ci fa piacere che il governo stia lavorando in queste ore per elaborare una proposta robusta che eviti il formarsi di nuovi esodati.

Questa dichiarazione del ministro Giovannini la stiamo aspettando da tempo. Ormai è chiaro a tutti che, nonostante una serie di interventi che hanno portato complessivamente alla salvaguardia di oltre 160 mila lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma Fornero, il tema dei cosiddetti esodati non può dirsi risolto. Adesso anche il governo parla di un anticipo del pensionamento rispetto agli attuali tetti: si tratta di capire nel merito quale sarà la proposta”.

E nell'attesa di eventuali soluzioni, gli esodati di ora si ritengono dimenticati o maltrattati dal governo e, proprio per questa ragione, hanno deciso di scrivere una lettera aperta al ministro del Lavoro, Enrico Giovannini . Si tratta di un gruppo di ex-dipendenti di IntesaSanpaolo che fanno parte della folta schiera degli esodati, cioè quei lavoratori italiani che, negli anni scorsi, hanno firmato un accordo con la propria azienda per mettersi in mobilità in vista della pensione, per poi ritrovarsi beffati dall'ultima riforma previdenziale ideata dall'ex-ministro Fornero (che ha innalzato di colpo l'età di pensionamento).

Molti dipendenti di IntesaSanpaolo, che si sono messi a riposo prima del 2010, oggi sono già senza reddito, cioè senza stipendio e senza assegno previdenziale, e nonostante i governi Monti e Letta si siano impegnati a erogare a questi ex-lavoratori un sussidio temporaneo, per incassare le indennità, gli esodati ante-2010 hanno dovuto prima aspettare mesi per vedere approvato il decreto ministeriale che stanzia i soldi destinati ai sussidi; poi, il decreto del governo, approvato alla fine dell'anno scorso, ha stanziato le risorse soltanto per le mensilità arretrate, cioè quelle che arrivano fino al 31 dicembre del 2013. Dei sussidi che spettano ai lavoratori nel 2014 non c'è ancora traccia e, per liquidarli, il governo dovrà approvare un nuovo decreto. E ci vorrà ancora tempo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il