Il problema del rincaro dei carburanti continua ad essere al centro dell'attenzione. Ora il Governo pensa ad una nuova soluzione, ovvero una diminuzione del bollo auto al posto del bonus sul diesel.
Il Governo sta valutando due strade diverse per aiutare famiglie e lavoratori a fronte del caro carburanti, che nelle ultime settimane ha riportato benzina e gasolio sopra i due euro al litro. Da una parte c'è il bonus benzina, pensato come sostegno diretto e immediato. Dall'altra si sta facendo strada l'ipotesi di uno sconto progressivo sul bollo auto, legato alla cilindrata del veicolo. Due misure molto diverse tra loro, sia per i tempi di applicazione sia per la platea di beneficiari coinvolti
Le rilevazioni quotidiane del Ministero delle Imprese fotografano una situazione in peggioramento, con la benzina in media a 2,107 euro al litro e il gasolio a 2,216 euro. A pesare su questi numeri c'è anche l'andamento del petrolio, con il Brent che secondo il presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia potrebbe arrivare fino a 120 dollari al barile in caso di un conflitto prolungato in Medio Oriente e di una risposta insufficiente da parte dell'Opec
Se il taglio alle accise dovesse essere del tutto abbandonato, il gasolio con la tassazione piena potrebbe raggiungere il picco storico di 2,4 euro medi al litro, un livello che aumenterebbe ulteriormente la pressione politica su Palazzo Chigi per trovare soluzioni alternative
L'idea iniziale del Governo prevedeva un bonus da 150 euro complessivi, erogati in ragione di 50 euro al mese per il trimestre finale dell'anno, destinato ai lavoratori dipendenti con Isee sotto i 35mila euro che utilizzano l'automobile per raggiungere il posto di lavoro. La selezione dei beneficiari sarebbe stata affidata direttamente alle aziende, incaricate di individuare puntualmente i dipendenti aventi diritto
Questa proposta, però, ha incontrato diverse critiche. La prima riguardava l'esclusione delle partite Iva dal beneficio, la seconda l'utilizzo stesso dell'Isee come parametro di selezione. Il problema è che allargare la platea dei beneficiari, includendo anche i lavoratori autonomi, impone quasi automaticamente di ridurre l'importo del bonus di almeno un terzo, abbassando probabilmente anche la soglia di reddito, spostata nell'ipotesi più recente verso i 28-30mila euro
L'alternativa allo studio riguarda invece la tassa automobilistica, il tributo regionale obbligatorio legato al possesso del veicolo, indipendentemente dal suo effettivo utilizzo su strada. L'ipotesi prevede l'introduzione di uno sconto in percentuale, riservato esclusivamente ai proprietari in regola con i pagamenti delle annualità precedenti
Il meccanismo seguirebbe un principio di progressività molto marcato: lo sconto risulterebbe più significativo per le utilitarie e le vetture di piccola cilindrata, per poi ridursi gradualmente al crescere della potenza del motore, fino ad annullarsi del tutto per ammiraglie, Suv di grossa cilindrata e vetture di lusso
Un'architettura di questo tipo avrebbe un vantaggio evidente rispetto al taglio generalizzato delle accise, quello della progressività, un elemento del tutto assente nei tagli uguali per tutti applicati finora. Chi possiede un'auto piccola pagherebbe proporzionalmente meno rispetto a chi possiede un veicolo di grossa cilindrata, restituendo un beneficio maggiore a chi presumibilmente ha un reddito più contenuto
C'è però un difetto serio in questa proposta: anche se venisse decisa immediatamente, si farebbe sentire concretamente solo dall'anno prossimo, dato che la stragrande maggioranza degli automobilisti ha già pagato il bollo relativo al 2026. Resta quindi da capire se un semplice annuncio di aiuti futuri, per quanto certificato da una norma di legge, possa risultare sufficiente in un momento in cui il caro carburanti si fa sentire immediatamente sulle tasche degli italiani
Per capire concretamente di quali cifre si stia parlando, si può prendere come riferimento il calcolo standard della tassa automobilistica. Una utilitaria a benzina Euro 6 con 74 kW di potenza, ad esempio, paga in Lombardia circa 192 euro l'anno, applicando la tariffa di 2,58 euro per ogni kW Se lo sconto ipotizzato per le vetture di piccola cilindrata si aggirasse, per fare un esempio, attorno al 20-25%, il risparmio effettivo per il proprietario di questa utilitaria si collocherebbe indicativamente tra i 38 e i 48 euro l'anno
Per un'auto di media cilindrata, con potenza attorno ai 100-120 kW, lo sconto scenderebbe progressivamente, portando il risparmio stimato a una cifra più contenuta, tra i 15 e i 25 euro, coerente con il principio dichiarato di riduzione dell'agevolazione al crescere della potenza del motore Per i veicoli di grossa cilindrata, oltre i 150 kW, lo sconto si ridurrebbe fino ad annullarsi del tutto, secondo quanto emerso finora dalle indiscrezioni
Mettendo a confronto i numeri, il bonus benzina nella sua versione originaria da 150 euro in tre mesi risulta nettamente più consistente, in termini assoluti, rispetto al risparmio stimato sul bollo per un'utilitaria di piccola cilindrata, quantificabile in poche decine di euro l'anno. Anche nella versione ridotta di un terzo, il bonus benzina resterebbe attorno ai 100 euro complessivi, sempre superiore al beneficio sul bollo per la fascia di cilindrata più agevolata
Il vantaggio del bollo, però, non risiede tanto nell'importo quanto nella stabilità nel tempo. Mentre il bonus benzina è pensato come misura una tantum, limitata al trimestre finale del 2026, uno sconto strutturale sul bollo, una volta introdotto per legge, tenderebbe a ripetersi ogni anno, generando un beneficio che nel tempo potrebbe superare quello di un bonus isolato, sebbene con un impatto immediato molto più contenuto
Il vero elemento discriminante tra le due proposte riguarda però la tempistica. Il bonus benzina, se approvato, potrebbe arrivare già a partire da ottobre, offrendo un sollievo immediato proprio nel momento in cui i prezzi dei carburanti risultano più alti. Lo sconto sul bollo, al contrario, non produrrebbe alcun effetto concreto prima del 2027, quando gli automobilisti dovranno versare la prima annualità calcolata con la nuova percentuale di riduzione
Questo significa che, per chi cerca un aiuto immediato contro il caro carburanti nei prossimi mesi, il bonus benzina risulterebbe più conveniente, nonostante l'importo relativamente contenuto. Per chi invece guarda a un beneficio strutturale e ripetuto nel tempo, lo sconto sul bollo potrebbe rivelarsi più vantaggioso nel medio periodo, a patto però che la misura venga effettivamente confermata e non resti solo un annuncio
Sullo sfondo di entrambe le proposte resta il tema delle coperture finanziarie. Il Governo può contare su un margine aggiuntivo grazie all'extradeficit concesso dalla clausola di salvaguardia nazionale del Patto Ue, che vale circa 7 miliardi di euro per l'energia e altrettanti per la difesa
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo a un convegno su sovranità energetica e nucleare a Milano, ha comunque avvertito che si tratta di spesa aggiuntiva, da guardare con attenzione euro per euro, senza mettere in discussione il percorso di risanamento dei conti pubblici. Un chiarimento che segnala come, indipendentemente dalla misura scelta tra bonus benzina e sconto sul bollo, il Governo intenda muoversi con prudenza sul fronte della spesa pubblica
Un nuovo Consiglio dei Ministri è atteso a breve per definire concretamente quale strada intraprendere, dopo il rinvio della scorsa settimana. Al momento, sia le decisioni tecniche sia quelle politiche restano ancora da definire, e non è escluso che il Governo possa scegliere di combinare elementi di entrambe le proposte, magari confermando un intervento immediato sul bonus benzina per il trimestre finale del 2026, accompagnato dall'annuncio di uno sconto strutturale sul bollo da applicare a partire dal 2027
In definitiva, la risposta alla domanda su quale misura sia più conveniente dipende molto dalla prospettiva temporale di chi la osserva: chi cerca un aiuto concreto e immediato nei prossimi mesi troverà probabilmente più utile il bonus benzina, mentre chi guarda a un beneficio duraturo nel tempo, seppur meno immediato, potrebbe preferire lo sconto strutturale sul bollo auto, a patto che questa seconda misura riesca davvero a trovare una copertura finanziaria stabile e non resti soltanto un'ipotesi discussa nei prossimi Consigli dei Ministri
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...