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Conti deposito, conti corrennti,obbligazioni,azioni: tasse 2014 dopo aumento aliquota 26% Renzi

Rendite finanziarie sempre più tartassate: dopo imposta di bollo, commissioni bancari e mini patrimoniale l’aliquota sale dal 20 al 26%. Critiche ed effetti misura




L’allineamento all’Europa è evidente così come è evidente che però la tassazione sulle rendite finanziarie colpisce più gli italiani che i cittadini degli altri paesi europei e il motivo è presto spiegato. L’aumento dell’aliquota della tassa sulle rendite finanziarie, innalzata da Renzi dal 20 al 26% che colpirà tutti i prodotti finanziari da conti correnti a conti deposito, azioni, obbligazioni, ad accezione dei Bot, sarà una vera e propria stangata sui risparmiatori italiani perché andrà a sommarsi all’imposta di bollo e alla mini patrimoniale che già devono essere calcolate sugli stessi prodotti.

Le rendite, infatti, sono già oggi tartassate, tra imposta di bollo, aliquota al 20%, Tobin Tax, commissioni bancarie. E se sindacati e parte degli imprenditori e dei politici sostengono che aumentare le tasse sulle rendite sia equo, in quanto colpirebbe l’economia improduttiva, favorendo così il lavoro e la produzione, si finge di non capire che tali investimenti sono frutto di risparmi derivanti dai redditi da lavoro o delle imprese, al netto dei consumi, soggetti al pagamento dell’Irpef o Ires (più Irap), e dell’Iva, per cui tassare le rendite finanziarie significa colpire sempre il reddito.

C’è poi da considerare che il risparmio è tutelato dall’art 47 della Costituzione, perché un’economia senza risparmio non ha risorse per gli investimenti, per cui non potrebbe crescere, motivo per il quale esso andrebbe incentivato e non disincentivato, perché oggi, con il rialzo dell’aliquota dal 20 al 26%, sicuramente molti investitori, soprattutto piccoli, terranno i loro risparmi al sicuro in un altro modo piuttosto che decidere di parcheggiarli in una banca dove saranno soggetti a pagare per mantenere il proprio investimento.

Molti ritengono assurdo dover infatti pagare su una somma che, talvolta, è stato faticoso e impegnativo mettere da parte. Tra l’altro, proprio in questo momento di crisi, per molte famiglie i risparmi sono serviti a fronteggiare le spese di ogni giorno, c’è chi ha speso anche tutto ciò che era riuscito a mettere da parte, per cui tassare un risparmio faticosamente accantonato viene giudicato inammissibile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il