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Pensioni, riforma lavoro, quota 96, Legge Stabilità, Canone Rai Renzi, indulto, amnistia,: novità oggi giovedì 27 Novembre 2014

Voto finale alla Camera su Jobs Act e misure riforma del Lavoro, mentre si attendono risposte su modifiche alle pensioni e soluzioni per i Quota 96 della scuola: a che punto sono le principali questioni del governo Renzi




Mentre si attendono risposte definitive all’eventuale pensionamento dei Quota 96 della scuola, questione già arrivata tra l’altro nelle mani della Corte Costituzionale e che sta diventando sempre più un’urgenza sociale da risolvere, ingiustizia che tocca circa 4mila lavoratori che pur avendo maturato i loro requisiti pensionistici sono ancora a lavoro, e mentre ci sono in discussione alla Legge di Stabilità ancora emendamenti che chiedono interventi sull’attuale riforma pensioni, per renderla più flessibile, come i piani di uscita anticipata da prestito pensionistico a uscita con quota 100 o a 62 anni di età con 35 anni di contributi, ad estensione del sistema contributivo, mentre il referendum di cancellazione della legge Fornero continua a riscuotere consensi, è arrivato l’accordo del governo sulle misura della riforma del Lavoro, su cui si attende oggi il voto finale.

Lavoro che dovrebbe ripartire dalle novità previste sui contratti. Il Jobs Act prevede modifiche all'articolo 18. Ieri 17 deputati della minoranza del PD hanno votato un emendamento che difende il diritto al reintegro in azienda dopo un anno di prova, dunque il ripristino dell'articolo 18 dopo l'anno di prova. La principale novità prevede che la migliore per le nuove assunzioni sia il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in base all'anzianità di servizio.

I lavoratori con questo contratto avranno il diritto al reintegro per i licenziamenti illegittimi discriminatori e sarà possibile solo l'indennizzo per i licenziamenti economici, mentre per quelli disciplinari ingiustificati il reintegro sarà limitato a ‘specifiche fattispecie’. La delega punta a ridurre le tipologie contrattuali, superandone alcune come i co.co.co, e introduce il compenso orario minimo. La nuova riforma del Lavoro prevede anche ammortizzatori sociali universali (Aspi) e la riduzione al ricorso della cassa integrazione, che non dovrebbe valere solo in caso di cessazione definitiva dell'attività aziendale.

La delega prevede l'estensione della maternità alle lavoratrici parasubordinate; un credito d'imposta per le lavoratrici con figli minori o disabili non autosufficienti; la promozione del telelavoro e delle forme flessibili; la possibilità di cessione dei giorni di ferie tra lavoratori per curare i figli minori; previste inoltre l'istituzione dell'Agenzia nazionale per l'occupazione e l'unificazione delle comunicazioni alla Pa. Nulla ancora sul testo unificato dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia, in discussione in Commissione Giustizia.

Cambia inoltre dal 2015 il pagamento del canone Rai, che rientrerà nella bolletta elettrica, costerà a tutti sui 60-65 euro, con previsione di esenzioni per fasce che, in base all’Isee, risultano in gravi situazione economiche. Dovrebbero essere escluse dal pagamento le seconde case e cambia anche il presupposto di pagamento. Se finora il canone Rai doveva essere pagato da tutti coloro che possedevano una tv, cambia dal 2015 il presupposto di pagamento che interesserà anche pc, tablet e smartphone e tutti gli altri dispositivi tecnologici capaci di ricevere segnali tv.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il