Ho provato iPhone Duo, iPhone 18 Pro, Apple Watch 2026 e Siri AI: tra pieghevole, fotocamere, autonomia e funzioni intelligenti, ecco cosa cambia davvero nell’uso quotidiano.
Apple ha presentato il 9 settembre 2026 iPhone Duo, il primo smartphone pieghevole dell’azienda, con un display interno da 7,6 pollici, un corpo in titanio e un prezzo italiano di partenza pari a 2.369 euro. Durante la prova della presentazione, a cui ho avuto la grande opportunità di partecipare, l’idea è sembrata immediata: usare il telefono chiuso come un iPhone quotidiano e trasformarlo, una volta aperto, in una superficie simile a quella di un piccolo tablet. Resta da capire quanto questo formato cambi davvero attività comuni come leggere, fotografare, lavorare o telefonare. E quanto, invece, si finisca per pagare la novità.
Chiuso, iPhone Duo ha dimensioni paragonabili a quelle di un passaporto: misura 117,8 x 84,1 x 11,3 millimetri e pesa 254 grammi. Una volta aperto, lo spessore si riduce a 5,2 millimetri e il dispositivo arriva a 117,8 x 164,6 millimetri.
La prima impressione, tenendolo in mano, è quella di un oggetto compatto ma molto denso, costruito con grande attenzione. Il telaio è in titanio di grado 5. La cerniera contiene oltre 100 elementi e la struttura aggiunge rinforzi interni, oltre a inserti in fibra ceramica nelle aree dedicate alle antenne.
Durante il movimento, la cerniera sostiene il pannello; i magneti, invece, accompagnano la chiusura. Anche la superficie dello schermo interno è stata progettata per sopportare la piegatura: Apple utilizza una finitura nano-texture e diversi strati studiati per scorrere l’uno sull’altro quando il dispositivo si apre e si richiude.
Sul palco la piega si notava poco e la superficie restituiva meno riflessi. È un risultato interessante, ma una dimostrazione breve non dice quanto queste caratteristiche resteranno invariate dopo mesi di apertura, chiusura e sfioramenti quotidiani.
La protezione comprende Ceramic Shield sul retro, Ceramic Shield 2 sul fronte e la certificazione IP68 contro polvere e acqua. Per un primo pieghevole, è una dotazione tutt’altro che scontata. L’autenticazione, però, non passa da Face ID: la fotocamera FaceTime interna è nascosta sotto il display e Apple ha scelto Touch ID integrato nel pulsante laterale. Chi usa già l’ecosistema dell’azienda può contare anche sullo sblocco con Apple Watch.
All’esterno c’è un pannello Super Retina XDR da 5,4 pollici; all’interno, il display misura 7,6 pollici. Entrambi supportano ProMotion e la funzione Always-On, con una luminosità massima all’aperto di 3.000 nit.
La scelta più riuscita riguarda il rapporto d’aspetto condiviso. Quando si passa dallo schermo esterno a quello interno, i contenuti non devono essere ricomposti come se l’utente avesse cambiato dispositivo. L’esperienza continua, semplicemente su una superficie più ampia.
Con il telefono aperto, iOS 27 porta controlli, Dock e navigazione verso i lati, lasciando maggiore spazio verticale a testi e video. Il sistema riconosce l’apertura, la rotazione e l’angolo della cerniera. Non è un dettaglio secondario: il modo in cui il dispositivo viene tenuto modifica la disposizione degli elementi sullo schermo.
Split View consente di affiancare due applicazioni oppure due finestre della stessa app, come Safari. Le coppie di applicazioni usate più spesso possono essere salvate, così da ritrovare rapidamente una configurazione già pronta. Per chi alterna documenti, messaggi e browser, il vantaggio rispetto a un iPhone tradizionale è concreto. Non serve saltare continuamente da un’app all’altra.
La cerniera mi ha permesso anche di usare Duo come sostegno. Il telefono può rimanere parzialmente piegato durante una videochiamata, mentre si scatta una fotografia o quando è attiva la modalità StandBy. In quest’ultimo caso diventa un orologio, una cornice o un pannello di widget, anche senza essere collegato alla corrente.
Il supporto ad Apple Pencil con USB-C sarà disponibile più avanti, nel corso del 2026. La funzione interessa soprattutto chi prende appunti o annota documenti, ma per ora manca una prova d’uso più estesa che permetta di valutarne la precisione e l’utilità quotidiana.
Sul retro sono presenti due sensori Fusion da 48 megapixel. Il principale offre uno zoom ottico 2x; l’ultra-grandangolare può essere usato anche per le macro. I video arrivano alla risoluzione 4K a 120 fotogrammi al secondo con Dolby Vision.
Il comparto fotografico non comprende un teleobiettivo dedicato. Per questo, in termini di versatilità, Duo resta dietro ai modelli Pro più completi. Il punto interessante è altrove: la forma pieghevole modifica alcune operazioni che su uno smartphone tradizionale richiedono accessori o una seconda persona.
Le fotocamere posteriori mi sono servite per realizzare selfie, mentre l’inquadratura resta visibile sul display esterno. Duo Preview mostra la scena anche alle persone fotografate. Per i bambini c’è Kid Cue, che utilizza animazioni dei Peanuts per attirarne lo sguardo.
Smart Take analizza la scena direttamente sul dispositivo e prova a scattare quando i soggetti sono pronti. La piega, in questo caso, fa da treppiede improvvisato. Non è un semplice effetto dimostrativo: tenere il telefono parzialmente aperto può cambiare la posizione da cui si scatta e lasciare libere entrambe le mani.
Il processore A20 Pro è lo stesso condiviso con iPhone 18 Pro. È prodotto a 2 nanometri e comprende una CPU a sei core, una GPU a sette core e due Neural Engine a 16 core. Una camera di vapore collegata al chip serve a sostenere più a lungo le prestazioni, soprattutto durante i carichi prolungati.
Apple dichiara un vantaggio fino al 35% nelle prestazioni sostenute rispetto a iPhone 17 Pro. Il dato, per ora, è una dichiarazione dell’azienda. Per capire come si comporti il telefono dopo sessioni lunghe di gioco, registrazione video o multitasking serviranno test prolungati.
Il confronto con iPhone 18 Pro mette a fuoco il motivo per cui si dovrebbe scegliere Duo. Il pieghevole offre una superficie enorme quando è aperto e un multitasking che il modello tradizionale non può replicare. iPhone 18 Pro conserva però un corpo monoblocco: è più facile da proteggere, da trasportare e da usare con una mano.
Per molte operazioni non occorre aprire il telefono. Non c’è nemmeno una cerniera da aggiungere alla normale complessità di uno smartphone. È una differenza pratica, soprattutto per chi cerca un dispositivo immediato e non considera il grande schermo una necessità quotidiana.
iPhone Duo parte da 2.369 euro nella versione da 256 GB e arriva a 3.869 euro per il modello da 2 TB. La configurazione da 512 GB costa 2.619 euro, mentre quella da 1 TB viene proposta a 3.119 euro. I colori disponibili sono star white e night sky.
Per iPhone 18 Pro, le informazioni disponibili non riportano prezzi italiani, dimensioni, peso, autonomia o tagli di memoria. Il confronto può quindi riguardare con precisione l’esperienza d’uso e il chip, ma non il costo complessivo. Inventare i dati mancanti renderebbe il confronto meno affidabile, non più completo.
La distinzione pratica mi rimane abbastanza chiara. Duo è destinato a chi utilizza davvero più contenuti nello stesso momento; 18 Pro resta la scelta più razionale per chi vuole prestazioni elevate, fotocamere di livello e una gestione ordinaria più lineare.
| Caratteristica | iPhone Duo | iPhone 18 Pro |
| Formato | Pieghevole, due display | Monoblocco tradizionale |
| Schermo principale | 7,6 pollici interno | Dato non disponibile |
| Chip | A20 Pro | A20 Pro |
| Multitasking | Split View su due app | Esperienza iOS tradizionale |
| Prezzo italiano | Da 2.369 euro | Dato non disponibile |
Durante la presentazione sono comparsi anche i nuovi Apple Watch 2026. I materiali disponibili, però, non indicano modelli, prezzi, autonomia, compatibilità o un elenco verificabile delle funzioni aggiuntive. Non ci sono quindi elementi sufficienti per attribuire ai nuovi orologi dati tecnici precisi senza trasformare ipotesi in notizie.
Il loro interesse va letto soprattutto nel rapporto con l’ecosistema Apple. Un Apple Watch può rendere più immediate le notifiche, il monitoraggio dell’attività quotidiana, le funzioni di sicurezza e alcuni strumenti legati alla salute. Collegato all’iPhone, permette anche di ridurre il numero di volte in cui si deve estrarre lo smartphone dalla tasca.
Per decidere se acquistarlo, però, contano aspetti molto concreti: la compatibilità con il proprio iPhone, la durata effettiva della batteria e la disponibilità delle funzioni sanitarie nel Paese dell’utente. Su questi punti bisognerà aspettare le schede definitive dei modelli 2026.
La nuova Siri basata su Apple Intelligence è uno degli elementi più interessanti associati a Duo. Con il telefono aperto, l’assistente può restare su una parte dello schermo mentre sull’altra continua a essere visibile l’app in uso. L’italiano è supportato da Apple Intelligence ma non ancora da Siri AI e non sarà disponibile al lancio nell’Unione Europea su iOS, iPadOS e watchOS
Siri può comprendere il contesto personale, cercare informazioni tra messaggi, email e fotografie e interpretare ciò che compare sul display. In pratica, si può chiedere di individuare una foto ricevuta in una conversazione, riassumere un contenuto o svolgere un’azione senza abbandonare la schermata già aperta.
Apple Intelligence comprende anche strumenti per modificare le immagini e Notify Me in Safari. Quest’ultima funzione avvisa quando una pagina cambia, per esempio quando un prodotto torna disponibile.
Per i consumatori italiani il limite è immediato: Siri AI non sarà inizialmente accessibile nell’Unione Europea. La valutazione sulla qualità delle risposte resta dunque parziale per chi usa i servizi Apple dall’Italia. Le funzioni presentate non possono ancora essere considerate un vantaggio concreto sul mercato italiano.
Sul fronte della privacy, l’elaborazione on-device del modello e il riferimento ai dati personali contestuali descrivono un’impostazione che prova a mantenere una parte del trattamento sul dispositivo. Le informazioni disponibili, però, non permettono di ricostruire ogni flusso dei dati né di garantire che tutte le richieste vengano elaborate localmente.
iPhone Duo ha senso soprattutto per chi, come me, usa spesso documenti, browser e messaggi nello stesso momento. Il display interno da 7,6 pollici, Split View e la possibilità di tenere il telefono parzialmente aperto offrono vantaggi concreti rispetto a un iPhone tradizionale.
Il formato comporta però compromessi altrettanto concreti: 254 grammi di peso, una maggiore complessità meccanica, la necessità di proteggere la cerniera e un prezzo di partenza di 2.369 euro. La durata della piega, il comportamento sotto carico e l’autonomia nell’uso reale richiedono test prolungati.
Prima dell’acquisto conviene verificare anche tre aspetti: la compatibilità eSIM del proprio operatore, l’effettiva utilità del multitasking nelle attività quotidiane e la disponibilità delle funzioni di Apple Intelligence in Italia. Per chi non sfrutta regolarmente lo schermo ampio, un modello tradizionale come iPhone 18 Pro resta più semplice da gestire.
La scelta, quindi, dipende meno dalle specifiche massime che dal modo d’uso. Duo può giustificare il sovrapprezzo per chi cerca un dispositivo che avvicini lo smartphone a un piccolo tablet; per gli altri, il formato monoblocco offre un equilibrio più prudente tra praticità, affidabilità e costo.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...