Montezemolo accusa la classe politica italiana. Si candiderà come futuro primo ministro?

Un durissimo attacco alla classe politica, un vero e proprio ''j'accuse'' senza distinzioni di sorta, a destra e sinistra



Un durissimo attacco alla classe politica, un vero e proprio ''j'accuse'' senza distinzioni di sorta, a destra e sinistra. Ai costi della politica, quasi 4 miliardi di euro; ai ''pregiudizi'' nei confronti delle imprese a cui va invece il merito della ripresa; a tutti coloro che si oppongono al cambiamento; ad una riforma elettorale che non consente di governare. E' quello di Luca Cordero di Montezemolo all'assemblea anuale di Confindustria una sorta di manifesto politico che, secondo alcuni, lascia intendere una discesa in campo del leader degli imprenditori privati.

E' assai fredda, infatti, la replica di Romano Prodi al suo intervento: ''si commenta da solo'', ha detto il premier. Ma lo stesso Montezemolo ci scherza sopra: ''Io scendere in politica? Sono solo sceso dalla macchina''.

''LA POLITICA CI COSTA 4 MILIARDI DI EURO''.

''Stime recenti parlano di un costo complessivo della politica vicino ai 4 miliardi di euro''. Sono le cifre illustrate da Montezemolo: ''Il costo della rappresentanza politica nel suo complesso in Italia e' pari a quello di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna messi insieme''. In tal senso Montezemolo ricorda che ''il solo sistema dei partiti costa al contribuente 200 milioni di euro l'anno, contro i 73 milioni della Francia''. Pur sottolineando di non voler fare ''alcuna generica accusa contro la politica e il professionismo politico'', il leader degli industriali tiene a precisare pero' che ''un conto e' rispettare la politica e i suoi costi, altro e' far finta di niente rispetto alla duplicazione delle strutture, degli incarichi, delle prebende in carico alla collettivita', a tutta una serie di privilegi che molti politici si autoassegnano''.

''UN GOVERNO DEI MIGLIORI E PIU' POTERI A PREMIER''.

Una riforma elettorale che permetta di far governare i migliori e l'adozione di misure volte ad estendere le prerogative del premier per rafforzare l'esecutivo. Queste, le principali misure che il mondo politico dovrebbe adottare per migliorare la governabilita' del paese. ''Da cittadini - afferma Montezemolo - diciamo che occorre fare presto e che serve un sistema che consenta ai migliori di emergere e di governare e dia agli elettori la possibilta' di scegliere senza liste prefabbricate''. Secondo Montezemolo, pero', un intervento deve essere mirato anche verso i poteri del presidente del consiglio. ''Per rafforzare il governo - dice - occorre estendere le prerogative del Presidente del consiglio, dandogli un vero potere di nomina e revoca dei ministri. Aumentare i poteri del premier sull'esecutivo riduce l'immobilismo politico''.

''PREGIUDIZI SU IMPRESE MA LA RIPRESA E' MERITO NOSTRO''.

''La ripresa dell'economia italiana viene tutta dalle imprese e dal mercato'',rivendica Montezemolo difendendo l'operato delle imprese. ''Noi ci siamo rimboccati le maniche - afferma -, e' a noi in primo luogo che si deve l'aver fatto uscire il paese dalle secche della crescita zero''. Per questo - aggiunge - ''dobbiamo rivendicare a viso aperto questa nostra capacita', soprattutto in un momento come questo, quando riemergono nel nostro paese antichi e mai sradicati pregiudizi nei confronti dell'impresa''. Una decisa difesa verso il mondo imprenditoriale, quella di Montezemolo, soprattutto quando - sottolinea - ''figure di primissimo piano delle istituzioni si spingono a dipingere come 'impresentabile' il capitalismo italiano, senza che si alzi una sola voce dal mondo della politica a smentire questa autentica falsita'''. Una difesa necessaria - spiega il leader degli industriali - perche' ''se non lo fanno loro dobbiamo farlo noi, qui ed oggi''. ''Dobbiamo ricostruire, tutti insieme, un clima di fiducia nel futuro. Non dobbiamo temere di essere coraggiosi e responsabiili, pragmatici e visionari'', aggiunge. Una delle misure per migliorare e' allora la meritocrazia. ''Il riconoscimento del merito - dice Montezemolo - e' la via attraverso la quale i migliori consentiranno al paese di accelerare la crescita, trascinando anche coloro che non riuscissero ad emergere''. Meritocrazia come ''strumento di maggiore giustizia sociale contro i privilegi corporativi''.

''TAGLIO CUNEO NON VA IN TASCA AD IMPRENDITORI''.

''Il taglio del cuneo non finisce nelle tasche degli imprenditori, e' un vantaggio per tutta l'economia perche' ci rende piu' competitivi''. Aggiunge il presidente della Confindustria. Per Montezemolo dobbiamo ridurre le imposte sulle imprese come hanno fatto in Germania, Spagna, Regno Unito, Austria e Svezia. ''Dobbiamo allinearci all'aliquota media europea che e' piu' bassa di ben 8 punti. Siamo disponibili a scambiare qualunque incentivo in cambio di minore pressione fiscale sulle imprese e su questo vogliamo confrontarci con il governo prima della finanziaria''. Per ridurre stabilmente la pressione fiscale, Montezemolo tuttavia ha ribadito che la strada e' quella di ''abbattere il debito pubblico, tagliare la spesa improduttiva, spingere la crescita dell'economia''.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il