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Tassa di soggiorno 2026: i tanti nuovi comuni che la applicano e dove e di quanto è aumentata

di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Mappa le novità della tassa di soggiorno 2026: ampliamento ai nuovi comuni, rincari delle tariffe, dati sulle aree più colpite, utilizzo dei fondi, nuove regole e le reazioni degli operatori del settore.

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L'imposta turistica italiana si è affermata negli anni come uno degli strumenti principali attraverso cui le amministrazioni locali finanziano la gestione dell'accoglienza e i servizi legati ai flussi turistici. Il 2026 rappresenta una svolta significativa nel panorama nazionale: il numero delle amministrazioni coinvolte è cresciuto, così come il volume delle risorse generate. Secondo le analisi dell'Osservatorio nazionale JFC, ad oggi sono 1.411 i Comuni che impongono la tassa, generando un gettito stimato superiore a 1,2 miliardi di euro in aumento rispetto agli anni precedenti.

Questo incremento riflette sia il dinamismo del settore (alimentato dal ritorno degli arrivi internazionali e dalla stabilità della domanda interna), sia un orientamento legislativo volto a rafforzare il legame tra entrate locali, promozione turistica e servizi pubblici. Le nuove normative accentuano la trasparenza e mirano a garantire che il contributo venga impiegato per migliorare l'esperienza dei visitatori e la qualità della vita nei territori interessati.

Espansione della tassa di soggiorno: nuovi Comuni e crescita

Nel 2026, la mappa dell'imposta si amplia coinvolgendo non solo città d'arte e grandi metropoli, ma anche un numero crescente di Comuni medio-piccoli. Secondo gli ultimi dati, sono ben ventiquattro le amministrazioni che aderiscono per la prima volta all'applicazione della tassa, tra cui Avellino, Latina, Scandicci, Foligno, Aprilia e Moncalieri. Si tratta di un segnale tangibile di come il tributo stia diventando parte integrante delle strategie di bilancio dei territori, sostenendo progetti di valorizzazione turistica anche lontani dai tradizionali poli di affluenza.

Oltre alle new entry, cresce anche la platea dei cittadini e degli operatori coinvolti: sono oramai 1.411 le amministrazioni ad applicare il prelievo, rispetto alle 1.387 dell'anno scorso, con una copertura capillare in tutte le regioni. Questo fenomeno si traduce in alcune tendenze chiave:

  • Coinvolgimento di destinazioni culturali e naturalistiche meno note, come Treviglio, Santa Sofia, Entracque, Borgomanero, Citerna e Altopascio
  • Espansione nei comuni dell'hinterland delle grandi città e nelle aree ad alta vocazione stagionale, come Sassuolo, Chiesina Uzzanese e Castelsardo
  • Iniziative congiunte tra comuni, con aggregazioni territoriali (es. Unione Montana Valle Maira, Unione Montana Feltrina) che scelgono di adottare tariffe armonizzate
Questa ampia diffusione sottolinea l'intento di rendere il turismo non solo una leva di sviluppo ma anche uno strumento di coesione sociale ed economica, in grado di trasferire parte dei benefici diretti ai residenti sotto forma di servizi, manutenzione e promozione territoriale.

Aumenti delle tariffe: dove e quanto salirà la tassa

Il 2026 vede incrementi delle tariffe in numerose realtà, con 53 Comuni che hanno deciso di rivedere al rialzo gli importi o di prolungare i periodi di applicazione della tassa. Le città che più incidono sugli aumenti sono:

  • Milano, dove l'avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali e degli eventi internazionali spinge la tariffa nelle strutture di fascia alta verso il tetto dei 12 euro a notte per persona, mentre negli hotel di categoria media si attestano tra 6 e 7 euro e B&B attorno ai 6,3 euro;
  • Roma, con valori ormai consolidati di 10 euro nelle sistemazioni di lusso, 7,5 euro negli hotel a quattro stelle, scalando a 6, 5 e 4 euro per le categorie inferiori;
  • Firenze, dove le maggiorazioni mantengono il valore massimo di 8 euro in hotel a cinque stelle, 4 euro mediamente per affittacamere e B&B;
  • Venezia, che differenzia le tariffe per stagionalità e categorie, con un massimo di 7,5 euro nelle strutture di lusso e valori fino a 5 euro per appartamenti, mentre i B&B restano tra 2 e 3 euro. Qui si aggiunge il contributo speciale per l'accesso giornaliero nel centro storico.
Nelle città di Napoli, Torino, Bologna, Livorno, Salerno, Trieste, Perugia, Bolzano, Olbia, Lecce, Oristano e Campobasso sono previste nuove soglie, che in molti casi si avvicinano al massimale nazionale previsto (7 euro per capoluoghi, 12 per città d'arte). Attenzione anche alle località iconiche della costa ligure come Portofino, Rapallo, Santa Margherita Ligure e Zoagli, dove il tributo potrebbe superare i 5 euro a notte.

Infine, numerose destinazioni minori come Sanremo, Assisi, Alghero, Jesolo, Castelsardo, Arona, Diano Marina e la Riviera veneta adottano strategie analoghe, sia aumentando l'importo, sia estendendo l'applicazione per tutto l'anno (come a Minori), superando così la stagionalità tradizionale.

Le città e le regioni più colpite dagli aumenti: dati e previsioni

L'ondata di rincari interessa sia i grandi poli urbani che le destinazioni turistiche di rilievo. I dati sull'incasso confermano il primato delle regioni e città più attrattive, con alcune realtà che raggiungono risultati record:

Regione

Incasso stimato 2026 (milioni €)

Lazio

Oltre 300

Lombardia

158

Toscana

136

Veneto

117

Fra i comuni, Roma resta indiscussa in testa con circa 288 milioni, seguita da Milano (oltre 113 milioni grazie anche agli eventi sportivi previsti), Firenze (82 milioni circa) e Venezia (in lieve calo a 38,6 milioni). Spiccano performance eccezionali in alcuni centri, come Lazise (aumento degli incassi del 60% grazie a tariffe più alte negli hotel a 4 e 5 stelle e presenza di grandi parchi tematici), Bardolino (+55%), Caorle (+60%), con queste ultime che segnano il passo soprattutto nel turismo lacustre e balneare.

Nelle località alpine, la crescita è più contenuta: Cortina d'Ampezzo raggiunge i 2,6 milioni (+7,6%), risultato dimezzato rispetto a Castelrotto. In generale, i comuni già ad alto afflusso turistico presentano i rialzi maggiori, mentre in altri territori le tariffe crescono in maniera progressiva per evitare eccessive penalizzazioni sugli operatori e sui flussi di viaggiatori.

La suddivisione del gettito: come vengono utilizzate le risorse

La disciplina attuale prevede una rigorosa ripartizione delle risorse generate, specialmente per il gettito incrementale derivante dagli aumenti approvati dai Comuni:

  • Il 70% del maggior gettito rimane nella disponibilità degli enti locali, che lo devono destinare - in modo tracciabile e sotto vincoli normativi - a:
    • Promozione turistica ed eventi di richiamo
    • Manutenzione e valorizzazione dei beni culturali
    • Potenzionamento dei servizi urbani e del trasporto pubblico
    • Gestione del decoro e della raccolta dei rifiuti
  • Il restante 30% viene versato allo Stato ed utilizzato per:
    • Sostegno a fondi nazionali per l'inclusione delle persone con disabilità
    • Finanziamento di progetti a favore dei minori accolti nelle case-famiglia
Comuni come Cortina, Abano Terme e Rimini si sono distinti per pratiche di impiego virtuoso delle risorse: dalla realizzazione di eventi sportivi all'investimento nella mobilità sostenibile e nella cura dell'ambiente urbano. Tuttavia, permangono criticità sulla trasparenza in molte amministrazioni, dove una quota non marginale del gettito viene indirizzata anche su spese correnti, in contrasto con lo spirito originario della norma. L'attuale normativa impone una maggiore rendicontazione da parte dei Comuni, così da garantire un impiego coerente e verificabile dei proventi in ottica di valorizzazione turistica e sociale.

Limiti, regolamenti e casi speciali nel 2026

Il quadro dei limiti e delle regole per il 2026 risulta profondamente influenzato dalla Legge di Bilancio 2026 e dal cosiddetto Decreto Anticipi, che prorogano le norme sugli aumenti già introdotti nel biennio precedente:

  • Massimali di legge: 7 euro per persona a notte nei capoluoghi; fino a 12 euro nelle città d'arte e nelle località con forte vocazione turistica.
  • Casi speciali: Nei comuni coinvolti nei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina la tassa può salire fino a 12 euro (Milano) e 15 euro (Venezia) per adeguarsi ai costi straordinari degli eventi internazionali.
  • Decorrenza degli aumenti: ogni variazione tariffaria, per risultare efficace, deve essere pubblicata almeno dal primo giorno del secondo mese successivo all'adozione della delibera, come previsto dall'articolo 13 del DL 201/2011 aggiornato.
  • Vincoli di utilizzo: l'utilizzo delle risorse rimane vincolato al 70% per esigenze turistiche, ambientali, di sicurezza urbana, e al 30% per fondi nazionali sociali.
Importante sottolineare che la ritenuta statale del 30% si applica solo sul maggiore gettito prodotto dagli aumenti, non sulle somme già incassate a tariffe precedenti. Restano in vigore deroghe per la stagionalità e per le località che dimostrino esigenze particolari legate a flussi straordinari o eventi speciali.


Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...