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Stock options e azioni ai dipendenti: tassazione piena inclusa nello stipendio. Fine agevolazioni

L’Agenzia delle Entrate sottolinea che saranno escluse dalla stretta sulle stock option introdotta dalla manovra d'estate le azioni per le quali il dipendente abbia richiesto l'assegnazione entro il 24 giugno 2008.



L’Agenzia delle Entrate nell’ambito delle nuove regole fiscali e previdenziali dei piani di azionariato, sottolinea che saranno escluse dalla stretta sulle stock option introdotta dalla manovra d'estate le azioni per le quali il dipendente abbia richiesto l'assegnazione entro il 24 giugno 2008, anche se i titoli sono emessi successivamente.

Nel regime in vigore fino al 24 giugno 2008, regolato dalla manovra Visco del 2006, la differenza tra il valore delle azioni assegnate a dipendenti e il prezzo pagato per l'acquisto era esclusa da Irpef e da contributi, scontando, al momento dell'effettiva rivendita, l'imposta sostitutiva del 12,5% sui capital gain. L'agevolazione (prevista per azioni quotate alla data di assegnazione) era concessa solo in presenza di alcune condizioni finalizzate a evitarne utilizzi elusivi.

Secondo l’ultimo decreto legge 112/08, invece, l'assegnazione di azioni a dipendenti a un prezzo inferiore al valore di mercato fa scattare la tassazione piena. Il datore di lavoro, al momento dell'assegnazione, deve includere nel calcolo del reddito di lavoro dipendente (soggetto all'Irpef in misura progressiva) il benefit ottenuto dal dipendente, corrispondente alla differenza tra il prezzo pagato e il valore normale delle azioni a tale data. Sull'importo, da cumulare con la retribuzione del mese di assegnazione, la società applicherà le ritenute.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il